Ora i furbi che inclinano la targa della moto per sfuggire ai controlli automatici rischiano di più. Con la riforma del Codice della strada (legge 120/10), alla consueta multa di 78 euro si...

24 agosto 2010 - 12:47

Ora i furbi che inclinano la targa della moto per sfuggire ai controlli automatici rischiano di più. Con la riforma del Codice della strada (legge 120/10), alla consueta multa di 78 euro si aggiunge il fermo amministrativo per tre mesi.

Una misura cui è difficile sfuggire anche quando si sta guidando una moto non intestata a sé: contrariamente al caso della confisca, nel quale basta che l'intestatario sia un soggetto che non ha contribuito alla violazione, nel fermo il veicolo viene restituito subito esclusivamente se la circolazione avviene contro la volontà del proprietario. Il caso classico e pacifico è quello del furto denunciato prima dell'infrazione, mentre chi si fa sottrarre il mezzo da un familiare o da un conoscente deve dimostrare che ciò è avvenuto effettivamente a sua insaputa.

La nuova sanzione si inserisce tra gli inasprimenti apportati all'articolo 100 del Codice della strada nell'ambito del passaggio dal sistema di targatura attuale alla targa personale, che segue il proprietario e non più il veicolo. Il nuovo sistema dovrebbe entrare a regime nel febbraio 2012 e non va confuso con la targa personalizzata (introdotto nel 2002 ma mai attuato), che consiste nel fatto che il proprietario può scegliersi lettere e numeri. Il legislatore ha ritenuto che la possibilità di cambiare l'abbinamento targa-veicolo (che comunque sarà concessa solo in caso di passaggio di proprietà) possa incentivare l'uso indebito o fraudolento delle targhe.

Si è così costruito un regime sanzionatorio più severo, nelle maglie del quale possono incappare anche coloro che inclinano la targa della propria moto, che invece secondo l'articolo 259 del Regolamento di esecuzione del Codice deve essere «verticale o sensibilmente verticale» (cioè poco inclinata).

Questa pratica è stata favorita anche dalla vendita di portatarga inclinabili, ufficialmente destinati all'uso in pista e oggetto di controverse interpretazioni sulla loro ammissbilità su strada (anche quando regolati con angolatura corretta). In ogni caso, il fenomeno va diminuendo, almeno tra i motociclisti più appassionati.
Merito anche della differenziazione delle apparecchiature di controllo: alcune hanno la macchina fotografica o la telecamera montata non sul piano della strada, ma su pali alti anche fino a cinque metri e quindi perfettamente in grado di inquadrare anche una targa rivolta verso l'alto. Tra i rilevatori di velocità, è il caso del Tutor e dei Traffipax. Ci sono poi vari documentatori di infrazioni semaforiche e il sorpassometro

Tra le novità che la riforma riserva ai motociclisti c'è pure la definitiva messa al bando dei vecchi caschi con omologazione nazionale (noti come «Dgm» e detti «a scodella» per la loro forma poco sagomata), in seguito alla modifica dell'articolo 171 del Codice. Sono caschi obsoleti che è vietato vendere già da anni; dal 12 ottobre non si potrà nemmeno indossarli.
Si applica poi anche alle moto la confisca appena introdotta per i pezzi non omologati che si trovino montati sul veicolo (si veda «Il Sole-24 Ore» del 21 agosto).

Non è invece entrato nel testo definitivo della riforma l'obbligo di trasportare i bambini su appositi seggiolini, la cui efficacia nel caso delle moto è controversa. Peraltro, va ricordato che dall'agosto 2007 su tutti i motocicli e i ciclomotori a due ruote è vietato trasportare minori di cinque anni. E anche sopra questa età bisogna da sempre curare che il bambino abbia un'altezza sufficiente da poter usare le pedane poggiapiedi.

In tema di targhe, va segnalato che il fermo amministrativo si applica anche quando il montaggio è scorretto. Questo è anche il caso di quando si acquista d'importazione parallela una vettura destinata al mercato Usa, con portatarga quadrato. Capita talvolta che il venditore dimentichi quest'ultimo particolare e quindi in fase di immatricolazione non segnali che va chiesta una targa italiana quadrata (le cosiddette quadrotte, che iniziano con Z). Così arriva una targa normale, che non è possibile adattare. E alcuni “risolvono” il problema montando la targa anteriore al posto di quella posteriore oppure piegando quest'ultima. Irregolarità che ora costano tre mesi di fermo amministrativo.

fonte – ilsole24ore.com

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