La svedese Volvo nella Grande Muraglia

La svedese Volvo nella Grande Muraglia La cinese Geely entro il 2020 vuole vendere nel mondo 800.000 vetture. In Italia gode di buona salute

La cinese Geely entro il 2020 vuole vendere nel mondo 800.000 vetture. In Italia gode di buona salute

22 Marzo 2013 - 08:03

Dalla Svezia al pianeta Cina. Assar Gabrielsson e Gustav Larson i due soci che la fondarono nel 1927 a Goteborg come sussidiaria della SKF, fabbrica produttrice di cuscinetti a sfera, non avrebbero mai immaginato che la loro intuizione finisse sulla Grande Muraglia. Il termine latino “Volvo” che sta ad indicare movimento, dinamicità, si adattò a meraviglia alle auto piuttosto che ai cuscinetti. Il simbolo Volvo rappresenta l'antico simbolo chimico dell'acciaio, scelto per simboleggiare la resistenza dell'acciaio di ottima qualità utilizzato in Svezia per la produzione di auto. La linea diagonale, attraverso la griglia, fu adottata poco dopo per fissare il simbolo attuale al radiatore.

SICUREZZA, LA PRIORITA DA SEMPRE' – La parola d'ordine era la sicurezza. Il primo modello venne realizzato il 14 aprile 1927 col nome di Ov 4 e doveva resistere al rigore delle temperature svedesi. Successivamente il gruppo Volvo realizzò autocarri (oggi Volvo è il secondo produttore al mondo di autocarri pesanti), autobus, macchinari per l'edilizia, trattori agricoli, motori marini. Nel '64 fu inaugurata la fabbrica di Torslanda dove vengono tutt'oggi assemblati i fuoristrada e le auto di lusso. Un anno dopo venne aperto un impianto di produzione a Gand (Belgio), attualmente il secondo impianto della Volvo per importanza, dove vengono prodotte per lo più le auto di fascia medio bassa. Gli inizi degli anni settanta segnarono eventi importanti nella storia aziendale, con l'acquisto, nel 1975, del comparto costruzione automobili dell'olandese DAF e con la firma di una joint-venture con Peugeot e Renault per la progettazione e costruzione di un motore di successo, il PRV, adottato poi da molte altri modelli fra cui la Lancia Thema. Nel 1989 un impianto a Uddevalla, in cooperazione con la Pininfarina. La Volvo si è sempre fregiata della diffusione delle station wagon dalla 240 alle 242, 244, 264, 265, auto a trazione posteriore con motore longitudinale. Poi la Serie 400, la Serie 850 che segnò il passaggio alle trazioni anteriori ed alle 4 ruote motrici con motore diposto trasversalmente.

NEL '99 RILEVATA DA FORD – Nel 1999 la cessione della divisione auto al gruppo Ford Motor Company. Nel 2009 le prime avvisaglie sulla vendita da parte di Ford ad una azienda cinese, la Geely. Poi nel 2010 Volvo viene ceduta da Ford a Geely per 1,8 miliardi di dollari (Ford nel 1999 l'aveva pagata sei volte tanto!). Molte perplessità e diffidenza ma gli asiatici hanno preso a cuore l'operazione badando a non offuscarne l'immagine. “L'accordo rappresenta una pietra miliare nella nostra storia” – ha ribadito a Ginevra Li Sfufu, presidente di Geely. “Ci stiamo gestendo da soli e gli utili vengono reinvestiti per assicurare il Dna del marchio” – ha detto nella sede di Bologna Sven de Smet, numero uno del Marketing di Volvo Italia.

CRISCI, IN ITALIA SEMPRE IN CRESCITA – “Un marchio che si espande in modo costante e dal 2006 siamo passati dal 6 al 10% di quota nei segmenti in cui operiamo. Puntiamo a conservare la quota dell'1% sul totale del mercato e non finiamo di contestare le immatricolazioni di vetture a km zero” – ha evidenziato Michele Crisci, amministratore di Volvo Italia.

VENDITE GLOBALI CHE RADDOPPIERANNO NEL 2020 – Nel 2012 Volvo ha venduto globalmente 422.000 unità ma entro il 2020 tale cifra raddoppierà. A Goteborg c'è un pianale rivoluzionario dove nasceranno i due terzi della gamma Volvo. Inoltre il piano industriale per il 2015, con stanziamenti di 11 miliardi di dollari, consentirà l'uscita di nove modelli, il primo dei quali sarà l'XC90, tutti basati sull'architettura leggera Spa (Scalable Product architecture) con una riduzione del peso di 150 kg. Poi nel 2020 saranno proposti modelli premium in grado di evitare ogni tipo di incidenti, prevenendolo, anticipandolo e senza traumi per i passeggeri o per i pedoni o per i ciclisti coinvolti. Oltre alle due fabbriche in Svezia ed una in Belgio ne verrà aperta una in Cina così da fare diventare Pechino il secondo mercato per il marchio svedese.

VOLVO TERZA NELL'AUTO DELL'ANNO – La ciliegina nella torta: la Volvo V40 si è classificata al terzo posto nel Premio “Auto dell'anno” 2013 preceduta da WV Golf e dalle gemelle Toyota GT 86/Subaru BRZ.

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