La Stradale sequestra i guardrail insicuri a Firenze. E' solo l'inizio?

La Polstrada ha eseguito il sequestro, disposto dalla Procura di Firenze, di barriere di sicurezza New Jersey su viadotti della A1 Firenze-Bologna

29 maggio 2014 - 12:20

La notizia è esplosiva: su disposizione della Procura di Firenze, la Polizia stradale ha eseguito il sequestro delle barriere di sicurezza New Jersey sui viadotti della A1 Firenze-Bologna, tra Barberino di Mugello e Roncobilaccio. Il motivo? Le barriere risulterebbero in condizioni tali da non garantire la loro sicurezza. Le ipotesi di reato, a carico di soggetti ancora da individuare, riguardano gli obblighi che derivano da un contratto di fornitura con lo Stato, facendo mancare, in tutto o in parte, cose od opere necessarie al pubblico servizio.

QUALCHE IPOTESI – Ma chi ha segnalato, alla Procura di Firenze, il problema delle barriere? E' stata la Procura di Avellino. La stessa che indaga sulla strage di Acqualonga del 28 luglio 2013 (sulla cui vicenda il nostro direttore ha scritto un editoriale qui), causata da un New Jersey non efficiente e ormai marcio per via del tempo. Quella disgrazia stradale (la più grave nella storia d'Italia, con 40 morti) ha evidentemente risvegliato le coscienze, fatto aprire gli occhi. L'attuale operazione sulla A1 rientrerebbe nell'ambito di un'indagine avviata dopo il pullman turistico precipitato in Campania. Gli spartitraffico sarebbero in condizioni di degrado tali, sia nei cordoli sia nel calcestruzzo, da non garantire la sicurezza degli automobilisti (vedi fotogallery): queste barriere non sono in grado di garantire la loro efficienza. Tra le anomalie riscontrate, ci sono blocchi di calcestruzzo disallineati e privi dei giunti di collegamento. Gli agenti hanno provveduto ieri, in mattinata, alla chiusura della corsia di emergenza sia in direzione di Bologna che in direzione di Firenze. Tra gli altri problemi emersi, spiega la Polstrada, insufficiente collegamento longitudinale al piede delle barriere, deterioramento del calcestruzzo ed esposizione dei ferri di armatura, mancanza di tirafondi, e in generale fenomeni di degrado tra barriere e cordoli. Autostrade per l'Italia (che gestisce la tratta incriminata e anche il viadotto dove si è consumata la strage del bus) precisa in una nota che nei tratti interessati saranno sempre transitabili due corsie di marcia e che pertanto saranno garantite le normali condizioni di percorribilità: è quindi presumibile che vi sia solo la segnaletica di cantiere e un restringimento.

QUALE POSSIBILE REATO – Il reato ipotizzato a carico di ignoti è quello previsto dall'articolo 355 del Codice penale e riguarda il mancato adempimento degli obblighi che derivano da un contratto di fornitura con lo Stato. I viadotti interessati sono quelli di Bue Morto, Lora, Massa, Artellare, Villanecchio, Rio Frassino, Fiumicello, Coretta, Poggio Palina, Settefonti e Poggiolino. Sembra che alcuni New Jersey siano stati trovati senza contrassegni rossi, quelli che Autostrade per l'Italia di solito usa per contrassegnare i guardrail da sostituire. Fonti bene informate raccontano che Autostrade avesse dichiarato di voler sostituire i New Jersey, ma non sono state trovate evidenze in tal senso sui luoghi. E la cosa fosse confermata, sarebbe gravissimo.

POLEMICHE E MISTERI – Ricordiamo che i politici e più in generale le istituzioni si sono esposti pochissimo in merito alla strage di Acqualonga. Sono legittimi, a tale proposito, i quesiti che i deputati in commissione Trasporti del MoVimento 5 Stelle hanno posto mesi fa al ministro dei trasporti Maurizio Lupi in una interrogazione a risposta in commissione, a prima firma Michele Dell'Orco, relativa a diversi punti oscuri sull'incidente avvenuto il 28 luglio scorso: “La barriera di contenimento che ha ceduto in occasione dell'incidente sull'autostrada A16, all'altezza del viadotto Acqualonga, causando la caduta di un pullman e 39 vittime, era a norma? Poteva o doveva essere sostituito? Per accertare le cause dell'incidente è stata avviata una commissione interna al ministero dei Trasporti? E, se sì, vi svolge un qualche ruolo il dottor Mauro Coletta, oggi direttore della struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali ma, fino al settembre 2012, in capo alle attività di vigilanza dell'Anas sull'esecuzione dei lavori di costruzione delle opere date in concessione e di controllo della gestione delle autostrade?”. La strage di Acqualonga potrebbe diventare una “nuova Ustica”, una di quelle vicende di cui forse non conosceremo mai la verità, una di quelle strorie i cui interessi in gioco sono altissimi. Pur essendo due stragi totalmente diverse, resta il sospetto che ad Acqualonga le prove siano state inquinate già in partenza. Mentre per fortuna qui si è intervenuto prima che si consumasse qualche strage. Resta da vedere se questa sarà solo la prima di una lunga di serie di sequestri. Perchè di viadotti e strade con barriere di sicurezza in condizioni fatiscenti e insicure è piena l'Italia. Ci auguriamo anche che la Polizia Stradale, che tra i suoi compiti ha anche quella di vigilare sulla sicurezza delle infrastrutture, si faccia sempre più parte attiva e segnali alle autorità competenti le tratte di strada sospette.

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