La Spezia: sequestrati ricambi “tarocchi” per 20 milioni di euro

La lotta contro le pericolose contraffazione di autoricambi non conosce soste. Nella città ligure la GdF ha messo a segno un bel colpo

14 maggio 2011 - 20:00

Importante successo delle fiamme gialle di La Spezia ai danni dei trafficanti di ricambi contraffatti. L'operazione, denominata “Circle of Life”, ha avuto origine da un controllo di routine nel quale era incappato l'autista di un Tir.

SEQUESTRATI ANCHE GLI STAMPI – Da qui, esaminando il suo carico, la GdF spezzina ha esteso le indagini al circuito dei ricambisti e allo scalo marittimo, spesso crocevia dei traffici anche illeciti di qualsiasi città portuale. Dopo l'attività investigativa è scattato il blitz che ha portato al sequestro di merce per un valore di 20 milioni di euro: oltre a 400 stampi indispensabili per produrre la merce “tarocca”, sono stati sequestrati circa 50 mila cerchi in lega leggera e 100 mila altri accessori, tutti contraffatti. I cerchi riportavano sia i marchi di costruttori di prestigio come BMW, Mercedes e Audi, sia di quelli generalisti come Fiat. I “clonatori di ricambi”, infatti, sono ormai in grado di riprodurre quasi ogni particolare di una vettura con un grado di fedeltà che costringe ad accurati controlli per smascherare i falsi.

PERICOLO CEDIMENTI – Oltre alla contraffazione dei marchi che configura il reato di violazione della proprietà intelletttuale, le fiamme gialle hanno però accertato che i cerchi potevano essere pericolosi per gli automobilisti che li avessoro comprati e installati sulle loro vetture. Avevano infatti misure leggermente diverse da quelle dichiarate e rigorosamente rispettate dal materiale originale ed erano realizzati con leghe leggere di qualità inferiore. Nel primo caso, il pericolo può derivare dalla non perfetta interazione tra cerchio e gomma, nel secondo il rischio è quello di cedimenti strutturali disastrosi anche a fronte di sollecitazione non elevate, un'evenienza che può far perdere il controllo della macchina. Il rinvenimento degli stampi suggerisce che i trafficanti stavano probabilmente per impiantare dei laboratori di contraffazione clandestini, ma l'operazione “Circle of Life” ha portato alla denuncia dei responsabili di alcune aziende del centro-nord che importavano i prodotti contraffatti dalla Cina.

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