La RCA cresce alla velocità della luce: l'Antitrust consiglia 5 interventi

La ricetta dell'Antitrust contro il caro-RCA in Italia

25 febbraio 2013 - 8:00

La denuncia dell'Antitrust in materia di RCA è chiara: in Italia, le polizze schizzano alle stelle e sono molto più care che negli altri Paesi europei, e occorre mettere mano al sistema per fare abbassare le tariffe.

IL GUAIO DELL'INDENNIZZO DIRETTO –  L'indagine, svolta su un campione rappresentativo dell'82% del mercato e delle polizze effettivamente pagate, conferma numerose criticità di natura concorrenziale che si riflettono, da una parte, in livelli, tassi di crescita e variabilità dei premi non concorrenziali; dall'altra, in strutture dei risarcimenti a carico delle Compagnie non efficienti in senso produttivo, anch'esse proprie di un equilibrio non concorrenziale. L'introduzione della procedura di risarcimento diretto nel 2007 non sembra aver interrotto questo circolo vizioso.

UN CONFRONTO IMPIETOSO – L'indagine conferma che i premi Rc Auto in Italia sono in media più elevati e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali Paesi europei: il premio medio è più del doppio di quelli di Francia e Portogallo, supera quello tedesco dell'80% circa e quello olandese di quasi il 70%. La crescita dei prezzi per l'assicurazione sul periodo 2006-2010 è stata quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia. Occhio però: il nostro Paese si caratterizza per la frequenza sinistri e il costo medio dei sinistri più elevati tra le principali nazioni europee; in particolare, la frequenza sinistri è quasi il doppio di quella in Francia e in Olanda e supera di circa il 30% quella in Germania; il costo medio dei sinistri in Italia supera quello della Francia di circa il 13%, quello della Germania di oltre il 20% ed è più del doppio di quello del Portogallo. Tuttavia, il numero delle frodi accertate ai danni delle compagnie in Italia appare quattro volte inferiore a quello accertato dalle compagnie nel Regno Unito e la metà di quello accertato in Francia.

CHI PAGA DI PIÙ – I premi per la RC Auto sono cresciuti sull'arco temporale analizzato (2007-2010) a tassi piuttosto significativi per quasi tutti i profili di assicurato e in larga parte degli ambiti provinciali considerati nell'indagine, sia per i maschi sia per le femmine. I pensionati con vetture di piccola cilindrata, i giovani con ciclomotori e i quarantenni con i motocicli sono le categorie di assicurati per le quali i premi sono aumentati in gran parte delle province incluse nel campione analizzato. Gli aumenti annui medi delle polizze RC Auto a livello provinciale sul periodo 2007-2010 hanno raggiunto il 20% all'anno nel caso di un neopatentato con un'auto di piccola cilindrata, il 16% all'anno per un quarantenne con una vettura di media cilindrata, il 9-12% all'anno per un pensionato (donna o uomo) con una macchina di piccola cilindrata, il 12-14% all'anno per un diciottenne (donna o uomo) con un ciclomotore e superato il 30% annuo per un quarantenne (donna o uomo) che assicura un motociclo. Le Province nelle quali sono stati riscontrati gli aumenti più significativi sono localizzate nella gran parte dei casi nel Centro-Sud Italia. Il tasso di mobilità tra una compagnia e l'altra, che rappresenta un'arma a disposizione dei consumatori per stimolare la concorrenza, resta in realtà ancora basso, intorno al 10 per cento: nel periodo 2007-2010 solo le compagnie telefoniche, che tuttavia rappresentano solo un 5% del mercato, sono state caratterizzate da maggiore mobilità in termini di ingressi (16-18%) rispetto alle compagnie tradizionali.

LE SOLUZIONI DEL GARANTE – Stando all'Antitrust, il rimborso alla Compagnia che risarcisce il proprio assicurato danneggiato dovrebbe avvenire, sempre tramite stanza di compensazione, come accade oggi, sulla base di un forfait definito secondo le modalità attualmente in vigore, ma decurtato di una percentuale (il “recupero di efficienza”). In parole povere, andrebbero previsti livelli via via decrescenti all'ammontare che oggi le Compagnie si pagano reciprocamente a fronte di un danno causato da un proprio assicurato. Ciò avverrebbe introducendo un “cap ” sul forfait, così modificando l'attuale sistema di rimborso basato sul mero costo storico. Verrebbe in questo modo innescato un incentivo per le compagnie a controllare e contenere i costi (in parte dovuti anche alle frodi). Come secondo punto, l'Antitrust suggerisce che siano adottati modelli contrattuali che aumentino la capacità di controllo dei risarcimenti da parte delle Compagnie e le possibilità di autoselezione da parte degli assicurati. Il regolatore dovrebbe operare affinché vengano introdotte clausole, facoltative per l'assicurato, associate a congrui sconti di premio (risarcimento in forma specifica, con riparazione presso autofficine convenzionate con l'Assicurazione, prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti individuati e remunerati dalle Compagnie). Anche l'installazione della scatola nera deve avvenire a fronte di una forte scontistica.

IL PROBLEMA DELLE LESIONI – Come terzo punto, occorre eliminare – dice l'Antitrust – qualunque elemento di incertezza sulle lesioni micropermanenti rendendo risarcibili solo quelle che emergono da indagini strumentali e va prevista la possibilità di ispezionare  i veicoli danneggiati nel corso di un sinistro anche per la Compagnia del responsabile. Quarto, vanno introdotte certezza e chiarezza in merito alle classi interne, prevedendo, in caso di cambiamento dell'assicuratore, che la nuova  Compagnia attribuisca all'assicurato una classe interna non inferiore a quella che verrebbe assegnata a un proprio assicurato avente le stesse caratteristiche di rischio. Quinto e ultimo punto, va favorito lo sviluppo di nuovi ed efficaci strumenti online utili alla comparazione di un ampio numero di premi per la RC Auto di facile e immediato utilizzo e, grazie a idonee icone grafiche, con la specificazione delle principali esclusioni e rivalse connesse a ciascuna offerta.

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