La Polstrada arresta i truffatori… della Polstrada

Un'azienda di Avezzano riforniva di gasolio per riscaldamento alcune caserme del Nord, ma parte del carburante spariva. Otto in carcere

29 maggio 2012 - 6:00

I comandi della Polizia Stradale di Mondovì (Cuneo), Torino, Perugia e l'Aquila, su ordine della Procura della Repubblica di Mondovì, hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone responsabili di illeciti nelle forniture di gasolio per riscaldamento in alcuni caselli autostradali e in caserme della stessa Polstrada. Lo rivela un comunicato stampa di ieri emesso dalla Prucura interessata.

GUARDIE E LADRI – Le vittime del raggiro erano, oltre alla caserma della stessa Polizia Stradale di Mondovì e quelle di altri comandi, anche alcuni caselli autostradali del centro e del Nord Italia. All'operazione, battezzata con il significativo nome in codice di “No fuel”, hanno infatti partecipato anche i comandi della Polstrada e le tenenze della Guardia di Finanza di Orvieto e di Avezzano (L'Aquila), la città dove ha sede l'azienda che ha perpetrato la truffa.

GASOLIO PAGATO E MAI CONSEGNATO – Lo strategemma è vecchio come il mondo, e non ci sarebbe neppure un gran bisogno di riportare i contorni della vicenda se non fosse per il fatto che gli autori della truffa hanno avuto la bella pensata di raggirare proprio le forze dell'ordine che li hanno poi arrestati consegnadoli ai carceri di Piemonte e Liguria. In pratica, si tratta di una variante in grande stile del fenomeno delle pompe truccate che interessa talvolta i distributori di carburante per autotrazione: l'azienda abruzzese immetteva nelle cisterne dei clienti meno gasolio di quanto ne veniva fatturato e tratteneva la differenza che veniva poi rivenduta senza fattura ad altri soggetti. Infatti, le accuse sono di frode in pubbliche forniture e truffa aggravata per le cinque persone responsabili della consegna del carburante e di ricettazione per le altre tre che invece acquistavano senza documentazione fiscale quello “avanzato”. Altre tre persone risultano invece indagate a piede libero.

INDAGINI DISCRETE – La conclusione della vicenda e l'arresto dei malfattori pone fine a un'insolita attività investigativa messa in atto dalle forze dell'ordine nel cuneese con grande discrezione, ma della quale SicurAUTO era ugualmente venuta a conoscenza: da qualche tempo gli agenti visitavano le aziende della provincia di Cuneo, soprattutto quelle dell'agroalimentare che utilizzano macchine agricole, chiedendo ai titolari se per caso non avessero ricevuto offerte per la fornitura di carburante a prezzo più basso del mercato. In pratica, gli investigatori erano sulle tracce sia dei truffatori sia dei ricettatori, e ora li hanno neutralizzati entrambi. A commento della vicenda, va sottolineato che i prezzi dei carburanti, per autotrazione o per altri usi, hanno ormai raggiunto livelli talmente elevati da invogliare all'illecito più di un commerciante e anche chi dei carburanti fa uso ed è alla ricerca disperata di espedienti per risparmiare.

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