La Mini Clubvan è un flop negli USA

In quattro mesi sono state vendute solo 50 Mini Clubvan, così l'importazione è stata interrotta

19 luglio 2013 - 11:04

Anche i migliori uffici marketing, e non c'è dubbio che quello del marchio Mini lo sia, ogni tanto commettono un errore. La perfezione, del resto, non è di questo mondo; l'audacia, invece, sì. Ce ne è voluta una buona dose per portare sul mercato americano la Clubvan, ovvero la versione commerciale a soli due posti della Mini Clubman. Nella terra dove i pick-up e i light truck sono quasi più diffusi delle automobili tradizionali, proporre come mezzo da lavoro una compatta europea trendy non è stata una buona idea.

POCO ADATTA AGLI STATES – Sicuramente la Mini Clubvan ha un suo pubblico di riferimento in altri Paesi del mondo, magari nella Vecchia Europa, dove le sue dimensioni compatte possono renderla agile tra i le strette vie dei centri storici e il suo look alla moda può farne il mezzo perfetto per le boutique più raffinate. Per questo, dopo circa 4 mesi di disponibilità negli USA e appena 50 esemplari venduti, il management Mini ha deciso di porre fine all'avventura oltreoceano della Clubvan. Ma al di là delle preferenze personali c'è una questione, molto oggettiva, che ha messo in difficoltà l'inglesina nei confronti della concorrenza: il prezzo.

PIU' CARA DI 4.000 $ RISPETTO ALLA CONCORRENZA – Negli Stati Uniti il listino della Mini parte da 19.700 $, che diventano 21.400 $ per la Clubman e 25.985 $ per la Clubvan. Un'anomalia consistente, visto e considerato che solitamente le versioni commerciali costano meno dei modelli passeggeri di derivazione. La colpa di questo aggravio di prezzo, che rendeva la Clubvan più cara di 4.000 $ rispetto alla media del segmento, va a una curiosa tassa denominata Chicken Tax, letteralmente la tassa del pollo. Si tratta di un vecchio balzello attivo dal 1963 che non è stato mai abrogato. Colpisce, con una fiscalità aggiuntiva del 25%, i veicoli commerciali fabbricati fuori dagli States.

LA CHICKEN TAX – La Chicken Tax era nata in risposta ai dazi imposti da Francia e Germania Ovest sul pollo americano importato e riguardava anche altri generi che arrivavano negli USA dal oltreoceano. Tanti anni dopo questa tassa è rimasta, soprattutto per proteggere i costruttori nazionali dall'invasione di furgoni coreani e giapponesi. Ma, paradossalmente, la Chicken Tax ha creato problemi anche alla Ford, che produce il Transit Connect in Turchia. Per non pagare questo 25 % in più, i furgoni arrivano in configurazione passeggeri e, appena sbarcati dalla nave, vengono spogliati dei sedili posteriori diventando Van a tutti gli effetti.

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