La foto non certifica il passaggio a semaforo rosso

Se manca la contestazione immediata dell'infrazione, la multa per passaggio con semaforo rosso può essere annullata. Le fotografie degli apparecchi di controllo non bastano per sanzionare...

31 Dicembre 2009 - 08:12

Se manca la contestazione immediata dell'infrazione, la multa per passaggio con semaforo rosso può essere annullata. Le fotografie degli apparecchi di controllo non bastano per sanzionare l'automobilista: è necessaria la presenza degli agenti. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 27414 depositata lunedì scorso e che, se l'orientamento dovesse essere confermato, potrebbe aprire dei varchi per l'impugnazione dei verbali elevati anche dopo l'entrata in vigore della legge 214/03, che ha introdotto il comma 1-bis dell'articolo 201 del Codice della strada.

La nuova disposizione ha imposto l'omologazione obbligatoria degli apparecchi di controllo a partire dal 18 marzo 2004 che pertanto, da quella data in poi, avrebbero dovuto garantire la corretta contestazione delle infrazioni anche in assenza dell'agente. Ma c'è di più: la nuova normativa ha fatto assumere forza di legge, inserendolo nel Codice della strada, anche al contenuto dell'articolo 384 del regolamento di attuazione del Codice, che prevede i casi in cui la contestazione immediata non è obbligatoria.

Ma per la Corte di cassazione non c'è nulla da fare. Nella motivazione si legge che «l'assenza non occasionale di agenti operanti non appare consona all'utilizzazione di un apparecchio di rilevamento automatico, né appare superabile alla luce del disposto dell'articolo 384 del regolamento di attuazione». Pertanto le multe elevate dai “photored” senza la presenza dell'agente devono essere annullate.

La pronuncia prende le mosse da un ricorso presentato da un automobilista del comune di Fagnano Olona (Varese) che dal giudice di Busto Arsizio si era visto annullare un verbale per passaggio col rosso, elevato senza rispettare l'obbligo della contestazione immediata. Il comune aveva presentato ricorso per Cassazione, ritenendo illegittima la sentenza di prime cure. Per la Corte di legittimità il verbale è nullo, le fotografie da sole non possono sostituire la presenza degli agenti.

La sentenza non farebbe discutere se la violazione in questione fosse antecedente al 18 marzo 2004, quando è scattato l'obbligo di riomologare gli apparecchi semaforici. In realtà, dalla motivazione della pronuncia non si evince la data dell'infrazione ma da fonti consultate dal Sole 24 Ore il verbale risulterebbe redatto il 23 agosto, dopo l'entrata in vigore delle nuove disposizioni. In realtà, la Cassazione fa riferimento alla vecchia normativa, citando l'articolo 384 del regolamento di attuazione del Codice della strada, oggi parte integrante dell'articolo 201 dello stesso Codice. Spesso la data indicata nei verbali si riferisce alla presa in visione delle fotografie da parte degli agenti e non a quella della effettiva realizzazione dell'infrazione. In questo caso, la Cassazione avrebbe semplicemente attuato la normativa vigente, senza creare false aspettative per i verbali successivi.

Fonte – IlSole24Ore

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