La flotta Enel si dota di kit vivavoce

Il fleet manager dell'Enel fa dotare il prossimo stock di automobili aziendali con kit vivavoce Parrot. Un'iniziativa per la sicurezza stradale, ma che tante aziende non adottano ancora.

22 aprile 2011 - 7:00

Leasys SpA, società fornitrice di noleggio a lungo termine, ha equipaggiato circa 200 veicoli commerciali Mitsubishi L200 e Volkswagen Caddy 4×4 del gruppo Enel con kit vivavoce Parrot Mki 900. Direte voi: e la notizia dove è? Non è proprio una regola, per le aziende italiane che hanno parecchi dipendenti e operatori continuamente su strada, fare allestire i propri mezzi con apparecchiature vivavoce. Eppure si tratta dei loro dipendenti, che devono rispondere sempre e tempestivamente al “capo”, per avere assegnato un altro lavoro o per ricevere informazioni di qualunque tipo. Ma sempre senza perdere tempo in “inutili” soste.

SICUREZZA ALLA GUIDA – Il responsabile della flotta aziendale Enel ha deciso di focalizzarsi sulla sicurezza dei propri autisti, i quali devono essere sempre reperibili, anche quando si trovano già in auto durante gli spostamenti fra un intervento e l'altro. Così, finalmente, si rispetterà l'art. 173, comma 2 del CdS che recita: “è consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare che non richiedano l'uso delle mani per il loro funzionamento”. Ciò è possibile solo attraverso le tecnologie d'ultima generazione, quelle a “voice recognition”, che permettono di ricevere, chiamare e scorrere la rubrica senza l'utilizzo delle mani (molti cellulari recenti ne sono già dotati, ma serve sempre un aricolare, meglio se Bluetooth). Quindi in teoria non vedremo più operatori alla guida, quantomeno dell'Enel, a chiacchierare con la propria morosa o con il proprio capo.

CHI SPENDE DI PIU' MENO SPENDE – L'utilizzo di tali dispositivi permette all'azienda di cautelarsi con un piccolissimo investimento. A fronte di un prezzo commerciale di circa 100 € per apparecchio (non sappiamo quanto sia costato l'intero stock all'azienda), dal punto di vista prettamente economico, si potranno evitare multe da 148 a 594 euro, oltre alla sospensione della patente per i recidivi. Un dipendente senza patente fa perdere produttività all'azienda, e uno distratto dal cellulare può danneggiare il veicolo che quindi dovrà stare fermo in officina.

MORTI BIANCHE – Ma il vero guadagno dell'azienda non sta tanto nelle eventuali multe evitate o nelle patenti che non verranno sospese. Il vero profitto collettivo si avrà con i minori rischi di un guidatore e la conseguente crescita di sicurezza stradale. Al riguardo, circa un mese fa, vi raccontammo del protocollo firmato da Capo della Polizia e Direttore della pubblica sicurezza, Antonio Manganelli e il Presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori. Incidenti stradali e incidenti sul lavoro, a volte, sembrano costituire due fenomeni distinti, ma non è così. Il 54,1% delle morti sul lavoro è causata da incidenti stradali (per approfondimenti vedi qui). Riguardo questi aspetti, che sicuramente vengono prima di altri, il resto dei media tacciono e pochissime aziende hanno ancora dotato i loro dipendenti di viva-voce. Speriamo che l'esempio di Enel (un po' tardivo per la verità) venga seguito presto da altri.

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