La benzina vola: ecco perchè

La benzina vola: ecco perchè Carburanti sempre più cari. E a farne le spese come al solito sono coloro che all'auto proprio non possono rinunciare.

Carburanti sempre più cari. E a farne le spese come al solito sono coloro che all'auto proprio non possono rinunciare.

9 Aprile 2010 - 02:04

Carburanti sempre più cari. E a farne le spese come al solito sono coloro che all'auto proprio non possono rinunciare.

Dopo gli aumenti annunciati martedì 6 aprile, alcune compagnie hanno ritoccato in questa settimana i listini all'insù, portando la verde ad un massimo di 1,427 euro.

Tanto che le associazioni dei consumatori chiedono con sempre più insistenza un intervento immediato del governo, almeno sul fronte fiscale. Secondo la consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, se Agip, Api/Ip e Esso rimangono ferme ormai da tre settimane, si muovono invece la Shell, che ha portato a 1,427 euro il prezzo della benzina e a 1,254 euro quello del gasolio, la Tamoil, salita fino a 1,419 euro per la verde e 1,249 euro al litro per il diesel e la Total dove il prezzo della benzina è arrivato a 1,424 euro al litro e quello del gasolio a 1,254 euro.

Ci sono tuttavia aree ancora più penalizzate come Campania, Liguria e Marche dove vigono addizionali sulle accise. In quelle regioni i listini della verde superano già 1,45 euro al litro.

L'aumento dei costi del carburante potrebbe spingere l'inflazione all'insù, che per il Codacons potrebbe arrivare allo 0,3%, mentre secondo Adusbef e Federconsumatori, se il prezzo delle verde dovesse mantenersi sopra 1,42 euro al litro, l'impatto sulle tasche degli italiani salirebbe dai 210 euro l'anno previsti fino alla scorsa settimana a ben 254 euro.

Una cifra “non insopportabile, ma rovinosa”, accusano. I consumatori invocano dunque un intervento immediato per dare sollievo alle famiglie: l'unico che potrebbe essere deciso ed avere effetti all'istante – insistono – è quello fiscale, sterilizzando l'Iva ed introducendo l'accisa mobile. Tutte le altre misure su cui il governo ha annunciato di star lavorando (potenziamento dei self service, razionalizzazione delle rete) richiederebbero infatti molto tempo per essere implementate.

Contro i calcoli dei consumatori interviene però la federazione dei gestori Figisc, che giudica quello di questi giorni uno “scandalo inesistente”. Secondo il presidente Luca Squeri, infatti, “non è vero come dicono Adusbef e Federconsumatori che la benzina è aumentata dal 1 marzo di 10 centesimi. L'aumento è stato di 4,6 centesimi, dovuto ad un rialzo delle materie prime di 3,8, cui si aggiunge l'Iva.

“In Italia – ha spiegato – il prezzo industriale è superiore di 3-4 centesimi rispetto alla media europea” ma questo “dipende dalla peculiarità dei nostri impianti che sono 'serviti' e 'sotto casa'. Tutti servizi che gli italiani apprezzano”.

In Italia il record per la benzina più cara va a Caserta: in alcuni distributori, in particolare, il prezzo del carburante è arrivato fino a 1,459 come denuncia il Codacons provinciale presieduto da  Maurizio Gallicola. “Sarebbe senza dubbio opportuno, ma appare impossibile, un dialogo con i petrolieri – afferma – non ne abbiamo nè i mezzi nè le possibilità. Allora, poiché non in tutte le città si registra lo stesso aumento, ma la  condizione è particolarmente preoccupante a Caserta, quello che chiediamo è che siano le Amministrazioni a controllare gli  aumenti, insistendo per un intervento immediato da parte del  Governo centrale”.

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