L'ACI: 60% degli incidenti dovuti alla vista

Sei sinistri su 10 sono riconducibili a problemi alla vista: lo ricorda l'ACI. L'importanza di controlli periodici

6 luglio 2012 - 6:00

Non solo inviti a scioperare contro il caro-benzina: l'ACI è sempre attivissimo sotto il profilo della sicurezza, e di recente ha ricordato come il 60% degli incidenti stradali siano imputabili a problemi di vista.

COME UN PILOTA – Il presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani, è infatti intervenuto a Napoli al XXV Congresso nazionale Sieto (Società italiana di ergoftalmologia e traumatologia oculare): “Come un pilota di F1 deve essere al meglio della condizione per condurre in pista la sua monoposto, così l'automobilista non può prescindere dal pieno possesso delle proprie capacità fisiche. Senza le quali non potrebbe percepire i pericoli, reagire agli imprevisti o più normalmente condurre il proprio veicolo”. Più di un quarto delle vittime della strada sono over 65, spesso con problemi di vista. I dati ACI-Istat rilevano come la guida distratta e l'andamento indeciso siano tra le prime cause di incidente, riscontrabili nel 17% del totale dei sinistri. Alcuni studi scientifici stimano addirittura che sei incidenti su 10 siano causati da problemi alla vista. Ovviamente, rintrano fra i guai alla vista queli del conducente o del pedone che attraversa la strada in modo inopportuno. “È un comportamento inappropriato, pericoloso e fraudolento porsi alla guida di un veicolo sapendo di non avere la più idonea capacità fisica per farlo in modo sicuro ed efficiente, allo stesso modo di chi guida ubriaco o drogato”, ha aggiunto il numero uno ACI.

COCKTAIL MALEDETTO – Non c'è solo un problema di vista, spesso con l'andare dell'età si hanno guai anche alle orecchie. Un terzo degli italiani soffre di carenze uditive: il 10% della popolazione tra i 45 e i 60 anni accusa deficit uditivi e la percentuale sale al 25% tra i 60 e gli 80 anni, fino a superare il 50% tra gli over 80. Attenzione, perché la situazione non migliorerà in futuro, con la nostra popolazione che invecchia: dai 12 milioni di over 65 di oggi a più di 20 milioni nel 2050. Questi 20 milioni di persone continueranno ovviamente a guidare l'automobile. Senza un'adeguata strategia di intervento si rischia un peggioramento dei livelli di sicurezza sulle strade. Prima vista e udito, poi la tecnologia: tutti i dispositivi ultra moderni delle macchine servono a poco o nulla se il guidatore non è in grado di condurre il mezzo.

SOLUZIONE – La visita periodica per il rinnovo della patente è un'occasione per la verifica della vista oltreché delle capacità di guida di un veicolo, ma molti cercano di nascondere carenze e difetti per non compromettere il proprio diritto alla mobilità. “Negli ultimi tempi l'esame medico per il rinnovo della patente ha rappresentato una spada di Damocle per gli 80enni – ha concluso Sticchi Damiani -, che affrontavano la prova quasi rassegnati a dover perdere il titolo di guida. Comunque, ci sono ultraottantenni fenomenali e cinquantenni con gravi problemi di salute: generalizzare e giudicare le capacità di guida di una persona in base all'età è sbagliato”.

ANCHE PER I SANI – È importante rilevare come anche i conducenti che non soffrono di alcuna patologia oculare possono riscontrare problemi con la vista: quando si è impegnati per molto tempo al volante si riduce l'ammiccamento (il consueto sbattere delle palpebre), con il sorgere di inconvenienti come secchezza oculare, stanchezza visiva, annebbiamento della vista e fastidio generato dai fari delle altre vetture. La raccomandazione è semplice: far riposare gli occhi quando le situazioni di guida lo consentono (sosta al semaforo o coda), chiudendo le palpebre inspirando e riaprirle espirando per un paio di volte.

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