Kia e Hyundai truccavano i consumi: maxi stangata negli USA

Le concessionarie americane esibivano consumi più bassi di quelli veri. Il gruppo si scusa e annuncia il risarcimento

5 novembre 2012 - 18:39

Kia e Hyundai risarciranno i clienti americani che hanno acquistato un'auto nuova negli ultimi tre anni, ma la toppa che i dirigenti stanno cercando di cucire per porre rimedio ai consumi falsati e pubblicizzati nelle concessionarie di Canada e Stati Uniti, non esclude eventuali sanzioni da parte del Governo americano e ulteriori perdite per possibili procedimenti penali. Intanto i titoli Hyundai Motor Co e della controllata Kia Motors Co vanno giù del 7% con una perdita stimata in 3.1 miliardi di dollari nel valore di mercato.

ADESIVI FALSI – Mentre si diffonde attraverso i media statunitensi una pubblica campagna di scuse fatta di ammissioni di colpe e promesse di risarcimento, inizia ad incrinarsi la solidità d'immagine dei marchi coreani dovuta a una costante crescita negli ultimi 10 anni. I clienti che hanno preferito i modelli Kia e Hyundai per la loro economia di esercizio, però, si sono sentiti fregati dalle promettenti percorrenze per litro decantate e gonfiate dagli adesivi apposti alle auto in mostra nei saloni. La normativa vigente, infatti, prevede che le auto in vendita nelle concessionarie mostrino con evidenti stickers i consumi dichiarati del veicolo, un po' come dallo scorso 1 novembre succede in Europa con l'etichettatura energetica degli pneumatici. Peccato però che oltre 1,3 milioni di automobilisti tra Stati Uniti e Canada si è accorto che la percorrenza garantita dai dati tecnici era più bassa di quella che realmente riuscivano a coprire i modelli Hyundai (Accent, Elantra, Elantra Coupe', Elantra GT, Veloster, Tucson, Santa Fe, Genesis e Sonata Hybrid) e Kia (Rio, Soul, Soul Eco, Sportage, Sorento e Optima HEV) e così dopo i controlli ufficiali da parte dell'EPA è scattato il risarcimento. Ma vediamo come si è evoluta la vicenda fin dal principio, ricordando che anche in Europa c'è un evidente problema sui consumi dichiarati, come abbiamo più volte denunciato attraverso articoli tecnici.

SCOPERTA LA TRUFFA – Una denuncia ufficiale dell'associazione per la difesa dei consumatori Consumer Watchdog presentata a gennaio di quest'anno all'EPA (US Environmental Protection Agency), invitava il principale ente americano per la protezione dell'ambiente a verificare il reale consumo di una Hyundai Elantra guidata da un automobilista che non riscontrava il consumo, dichiarato dalla Casa coreana, in 40 miglia per galloni, il corrispettivo di circa 5,6L/100 km. La stessa Consumer Watchdog nel mese di luglio ha avviato un'azione legale nei confronti di Hyundai Motor Co presso la Corte Suprema di Sacramento in Florida affinché fosse fatta luce sulla veridicità della campagna pubblicitaria delle auto asiatiche. Per quanto il condizionamento psicologico possa influenzare la valutazione dei clienti americani insoddisfatti, i controlli eseguiti dall'EPA su tutti i modelli hanno riscontrato delle profonde discrepanze tra i consumi rilevati su tutti i modelli, venduti dal 2010 ad oggi, e quelli più ottimistici dichiarati.

PRIMA LE SCUSE – Le indagini dell'EPA hanno costretto le due Case a correggere al rialzo i consumi veri, mediamente in 1 o 2 miglia per gallone in meno rispetto a quelli precedentemente dichiarati (da 11,5 a 11,05 km/litro) che nel caso della Kia Soul diventano addirittura 6 mpg, cioè 2,7 km in meno per ogni litro di carburante. Chung Mong-koo, presidente Hyundai Motor Co in una conferenza stampa ha dichiarato: “l'EPA richiede una complessa serie di test sensibili che possono subire variazioni e che sono aperti all'interpretazione. I test sono stati eseguiti in un periodo d'innovazione tecnologica dei motori. Le modifiche apportate per migliorare il consumo delle auto, come l'iniezione diretta di carburante nei cilindri, hanno complicato ulteriormente le prove”. Meno difensiva è stata invece la posizione di Michael Sprague, vice presidente esecutivo marketing di Kia Motors America, che si è scusato e ha annunciato che: “le aziende Kia e Hyundai hanno un programma in atto per rimborsare i clienti per la differenza tra il chilometraggio riportato dagli stickers e i numeri dei test EPA”. Stesso tenore nelle parole di John Krafcik, amministratore delegato di Hyundai per l'America:”Siamo solo molto dispiaciuti per questi errori” ha dichiarato. “Siamo spinti a rendere effettivo questo diritto per i consumatori che potranno avere ancora fiducia nei nuovi stickers con cui Hyundai sarà ancora tra le Case che offrono veicoli dai consumi minori”.

POI IL RISARCIMENTO A VITA – Il piano di risarcimento prevede il pagamento della differenza chilometrica rilevata dall'EPA moltiplicata per i chilometri percorsi fino ad oggi, più un bonus del 15% quale risarcimento per il disagio procurato ai clienti. Gli automobilisti Kia e Hyundai possono controllare dai siti web americani, destinati occasionalmente al servizio di risarcimento, se l'auto acquistata rientra tra quelle interessate alla campagna e richiedere la carta di credito prepagata su cui riceveranno i soldi finché avranno in possesso l'auto. L'operazione è ovviamente valida anche per coloro che hanno già venduto l'auto e il calcolo sarà riferito alla percorrenza risalente alla cessione della proprietà. In termini economici un'auto che ha percorso mediamente 25 mila chilometri in un anno ha diritto ad un risarcimento di 88 dollari che farebbe lievitare a 79 milioni di dollari l'anno il costo dell'operazione di consolazione ai clienti insoddisfatti. Intanto alcuni analisti predicono le imminenti vendite delle due Case coreane tra pareri controversi; James Yoon, analista di BNP Paribas, ha detto: “Pensiamo che la potenziale perdita finanziaria è irrilevante rispetto alla perdita d'immagine” mentre altri sostengono che lo scandalo del Fuel Gate, che ha colpito Kia e Hyundai, sia roba di poco conto rispetto ai problemi di sicurezza che hanno dovuto affrontare Ford e Toyota. Solo le vendite di novembre e dicembre potranno svelare come reagirà il mercato, ma il risarcimento Hyundai potrebbe creare un precedente sul reale consumo auto mistificato dalle Case e tollerato da normative inefficienti.

3 commenti

Bruno
11:49, 6 novembre 2012

Ulteriore conferma che negli USA l'utente automobilista è realmente tutelato.
Applicando lo stesso principio, in Europa non si salverebbe nessun costruttore.
Ma chi pensa a modificare la direttiva europea, assolutamente ridicola ed irreale, sulle modalità di rilevamento dei consumi?

lorenzo
2:21, 17 novembre 2012

In questo momento vorrei essere cittadino americano visto che ho citato in giudizio la kia motors per i motivi riportati nell'articolo di cui sopra. Sembra che io sia l'unico in Italia ad aver citato in giudizio una casa automobilistica per falsi consumi dichiarati da quest'ultima. Chissà se la vinco la causa e creo un precedente giurisprudenziale.

Pinco
11:25, 28 maggio 2014

Incredibile. Basta prendere un qualsiasi numero di xxxxxxxxxxx e vedere in ogni prova auto il dichiarato e quello da loro rilevato durante le prove.
Vanno in media dai 5 ai 12 (e non ricordo quale era purtroppo) km/l in meno rispetto al dichiarato!!!

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