Iva al 22%: fino a +300 euro annui. Guai per la sicurezza stradale?

Con l'Iva al 22%: il rischio è che gli italiani rinuncino ancora di più a curare la macchina, con riflessi negativi per la sicurezza stradale

2 ottobre 2013 - 11:09

Iva al 22% da ieri; un punto percentuale in più che significa – a seconda delle stime – 120 euro annui a famiglia con un'incidenza maggiore su quelle meno abbienti e più numerose, 99 euro per un single: questa la proiezione dell'associazione degli artigiani di Mestre, la Cgia. Il Codacons segnala aumenti dai 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone ai 349 euro per 5 persone, e prevede un calo dei consumi del 3%. Invece, Adusbef e Federconsumatori prevedono un impatto da 207 a 260 euro l'anno, 62 euro solo per l'ultimo trimestre del 2013. E, ovviamente, saliranno anche i costi per mantenere un'auto, dalle riparazioni ai pezzi di ricambio, senza contare il carburante.

CHE COSA POTREBBE ACCADERE – Il rischio è che gli italiani rinuncino a curare la macchina, con riflessi negativi per la sicurezza stradale. Non si tratta di un'ipotesi campata per aria, dal momento che, nel 2012, gli italiani hanno speso per manutenzioni e riparazioni delle loro autovetture 26.919 milioni di euro, ossia il 10,5% in meno rispetto al 2011 (il dato è stato diffuso dall'Osservatorio Autopromotec). Un dato ancora più sorprendente se si considera la frenata delle vendite di auto nuove, dovuta al rallentamento nella sostituzione del parco circolante in atto negli ultimi anni, avrebbe dovuto avere un effetto di segno contrario: il mantenere in esercizio auto ormai mature per la sostituzione, o addirittura per la rottamazione, comporterebbe infatti un maggior ricorso alla manutenzione.

PROSPETTIVA GRIGIA – Con l'aggravarsi e il perdurare della crisi, gli automobilisti si sono visti costretti a rinunciare sempre più spesso anche ai servizi di officina: e se questa tendenza negativa dovesse continuare? Le conseguenze per la sicurezza della circolazione potrebbero essere molto serie. È evidente infatti che rinviare manutenzioni necessarie non solo fa aumentare la probabilità di incidenti stradali, ma comporta anche un aggravamento delle loro conseguenze. E trascurare la manutenzione del parco auto ha un altro riflesso fortemente negativo: le auto che non ricorrono regolarmente a interventi di officina con il tempo diventano sempre più inquinanti. Insomma, meno sicurezza, più probabilità di incidenti, maggiori emissioni inquinanti.

QUELLA PROPOSTA SULL'IVA… – Proprio in materia di Imposta sul valore aggiunto, la Cna autoriparazione ha più volte proposto al Governo una riduzione dell'Iva sugli interventi di riparazione e manutenzione degli autoveicoli, nonché la deducibilità delle spese di assistenza e manutenzione degli stessi che potrebbe rendere meno oneroso il ricorso all'officina. A beneficio della circolazione automobilistica, dell'ambiente, dell'occupazione nel settore dell'autoriparazione. Ma a quanto pare, qualsiasi Governo che si insedia in Italia ha sempre e comunque l'intenzione di mettere le mani nelle tasche degli automobilisti, attraverso l'inasprimento delle accise o un rincaro dell'Iva o altre tasse come il superbollo e l'Ipt. Quindi, la proposta della Cna neppure è stata presa in considerazione.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Strisce blu Venezia

Strisce blu Venezia: mappa, orari e tariffe

L’auto protegge dai fulmini di un temporale?

Volvo, arriva il radar per bimbi e animali dimenticati in auto