Infrazione grave? In Svizzera ti distruggono l'automobile

Al via una delle più dure campagne sulla sicurezza stradale. Fra le altre novitàanche il casco obbligatorio per i ciclisti e il divieto di segnalare gli AutoveloxSi chiama "Via Sicura" ma sotto...

23 dicembre 2008 - 19:37

Al via una delle più dure campagne sulla sicurezza stradale. Fra le altre novitàanche il casco obbligatorio per i ciclisti e il divieto di segnalare gli Autovelox

Si chiama “Via Sicura” ma sotto questo banale slogan si nasconde unadelle più dure campagne del mondo mai realizzate in tema di sicurezzastradale: una rivoluzione lanciata dalla Svizzera che prevede fral'altro l'introduzione del casco obbligatorio per i ciclisti e laconfisca e distruzione dei veicoli in caso di grave

Il ministro federale elvetico dei Trasporti Moritz Leuenberger insommagioca pesante: perché nei 26 cantoni che compongono la Svizzera stannoper essere introdotte 60 misure per prevenire gli incidenti stradali.Una marea di leggi, ma tutte durissime. A partire dalla piùincredibile: la confisca e l'immediata distruzione del veicolo in casodi infrazione grave commessa dal conducente (al momento sembra che siairrilevante se lo stesso sia anche il suo proprietario).

Non solo: la Svizzera rimedia finalmente a una sua lacuna, quella diavere la patente eterna. Sarà introdotta infatti la revisione decennaleper i permessi di guida, mentre come abbiamo detto arriva l'obbligo deiciclisti di indossare il casco. Le associazioni di categoria sono giàalle barricate: Pro Véloplaude per esempio alla filosofia del progetto, ma sostiene che moltirinunceranno alla bici. Fra le altre novità poi anche quella che levieta di segnalare delle postazioni fisse per il rilevamento dellavelocità. In Svizzera, lo ricordiamo, vige al momento tale obbligo,mentre è stato recentemente vietato alle radio Info-Traffico disegnalare le arterie interessate dai controlli della polizia stradale.


Non solo: il governo svizzero pretende anche un'attenzione particolarealla condizione delle infrastrutture. I nuovi progetti dovranno tenereconto di ogni potenziale rischio, mentre ogni singolo pericolo sullastrada – ad esempio un guardrail pericoloso – e tutti i Punti Neridovranno essere identificati ed eliminati. Sembra troppo bello peressere vero, ma entro il prossimo mese di marzo questo progettoprendere vita e si prevede che in 10 anni potrà salvare 180 vite,mentre si risparmieranno invalidità gravi a 1.800 persone.

“Nel 2007 – ha spiegato il ministro elvetico dei Trasporti MoritzLeuenberger – abbiamo registrato sulle nostre strade ben 384 morti e5.235 feriti gravi. Secondo l'Ufficio Svizzero per la Prevenzione degliInfortuni (l'UPI, ndr) il costo materiale ha superato i 6 miliardi emezzo di franchi (oltre 4 miliardi di euro)”.

Un provvedimento che farà discutere ma che subito ha scatenato lareazione dell'Aci: “Anche l'Automobile Club d'Italia – ci ha spiegatoil presidente Enrico Gelpi – ha realizzato la scorsa primavera unManifesto contenente ventisei proposte per una mobilità più sicura. Loabbiamo presentato al Governo e al Parlamento, e ieri ne abbiamoribadito i contenuti in audizione alla Commissione Trasporti dellaCamera dei Deputati. La prima richiesta è la predisposizione di unnuovo Codice della Strada, che con pochi e chiari articoli deveorientare i comportamenti dei conducenti nell'ottica di una consapevolecultura della sicurezza stradale”.

“Nella logica della prevenzione – conclude Gelpi – servono sanzionichiare e pene certe che sono indubbiamente deterrenti e checontribuiscono alla riduzione del fenomeno dell'incidentalità. Inquest'ottica va inquadrata l'ipotesi svizzera della confisca delveicolo per le trasgressioni più gravi e pericolose, peraltro giàprevista in Italia per la guida in stato di ebbrezza”.

“A tale proposito – spiega Lorenzo Borselli dell'Asaps,associazione amici polizia stradale – va detto che non è così facile danessuna parte limitare la libertà sulla strada, visto il sostanzialeequivoco che rallenta la messa in sicurezza della circolazione in tuttoil mondo occidentale. L'equivoco consiste, a parere dell'Asaps, nelloscambiare la libertà di circolazione con la disciplina di comecircolare, per arrivare a destinazione tutti interi”.

Ma dove prenderanno i soldi gli svizzeri per realizzare a tempo recordil loro progetto? Ecco un altro miracolo: questa rivoluzione in tema disicurezza stradale si autofinanzierà in larga parte con l'aumento dellepolizze assicurazioni RC e con la destinazione di una consistente partedelle multe elevate per il codice della strada. E da noi? “Per quantoriguarda la possibilità di utilizzare parte delle sanzioni permigliorare gli standard di sicurezza delle strade – spiega Gelpi – sitratta di una proposta avanzata da tempo dall'Aci: vogliamo, infatti,che sia resa obbligatoria per tutti i Comuni la pubblicazione annualedei proventi delle multe e la loro destinazione ai fini dellasicurezza, con pesanti sanzioni o riduzioni dei trasferimentifinanziari per le Amministrazioni locali inadempienti”. Solo che da noinon succede mai nulla, in Svizzera, invece…

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