Infrastrutture, Ciaccia: “In un decennio, necessari 300 miliardi”

Per migliorare le infrastrutture, occorre una grande alleanza tra banche, imprese, Cassa depositi e prestiti e fondazioni

28 febbraio 2012 - 9:00

La sicurezza stradale passa per l'ammodernamento delle infrastrutture, e l'Italia non è messa benissimo sotto questo profilo. La soluzione? “Mettere sul piatto non meno di 300 miliardi di euro in 10 anni, sono 30 miliardi l'anno, almeno 100 nel prossimo triennio”: a dirlo è proprio il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Mario Ciaccia, intervenuto al Forum banche e Pubblica amministrazione.

UN'ENORMITÀ – Il ministro è ben consapevole che si tratti di “cifre enormi, necessarie però per crescere, altrimenti il Paese scivola”. Il tutto, secondo Ciaccia, deve passare attraverso “una grande alleanza tra banche, Imprese, e Cdp”, ossia la Cassa depositi e prestiti, un ente pubblico finanziario controllato al 70% del capitale sociale dal ministero dell'Economia, e al 30% da diverse fondazioni bancarie.

SERVONO NORME SICURE – Il viceministro ha ricordato l'esigenza di avere certezzem normative, per invogliare gli investitori a tornare: “Con norme e spot non si può andare avanti. Troppe volte abbiamo assistito negli ultimi 20 anni a un cambio in corsa che ha scoraggiato gli investitori”. Altro tema caldo, il ritardo dei pagamenti alle Imprese da parte della Pubblica amministrazione, una cifra compresa fra i 70 e i 90 miliardi. Chiaro che il Governo non possa trovare subito tutti questi soldi, ma si farà in modo che almeno una ventina vengano assegnati.

I PRIMI 100 GIORNI – Intanto, ecco un bilancio dei primi 100 giorni del Governo Monti per le opere infrastrutturali: sono state sbloccate risorse per 20 miliardi.Le opere riguardano principalmente le metropolitane delle grandi città, le reti idriche del Mezzogiorno e altre operazioni nel settore ferroviario e autostradale. Inoltre, ammontano a 12,5 miliardi di euro, di cui 2,2 di fondi privati, le risorse complessive sbloccate dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Così, sarà possibile mantenere operativi oltre 130 cantieri, più altri 82 per piccoli interventi nel Mezzogiorno, e aprirne nuovi 40 entro i prossimi tre mesi. Confermati 170mila posti di lavoro, con la previsione di creare circa 80mila nuove opportunità. Al contempo, nei primi tre mesi, sono stati risparmiati 43 milioni di euro: tagli che riguardano il personale, i trasporti aerei e gli automezzi. Le opere riguardano principalmente le metropolitane delle grandi città (Napoli, Bologna, Milano, Roma), le reti idriche del Mezzogiorno (Sardegna, Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia), e altre opere nel settore ferroviario e autostradale.

QUEL NO ALLE OLIMPIADI – L'auspicio è che da quel no del Governo Monti alle Olimpiadi di Roma (condivisibile, visto che nel recente passato altre manifestazioni sportive non avevano portato significativi benefici per il nostro Paese, tantomeno sotto il profilo delle infrastrutture) sia il punto di partenza per migliorare le strade e le autostrade italiane: la diminuzione dell'incidentalità e della mortalità passa pure attraverso Esecutivi virtuosi (anche con un'Autorità specifica), che stiano alla larga da palazzinari senza scrupoli e da costruttori dalla tangente facile.

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