Incidenti stradali nel mondo: 1,24 milioni di morti l'anno

Ultimi dati dell'Organizzazione mondiale della sanità: 1,24 milioni di morti l'anno in incidenti stradali sul pianeta

18 marzo 2013 - 7:00

I dati più recenti si riferiscono al 2010 e fanno sobbalzare sulla sedia: nel mondo, gli incidenti stradali hanno causato 1,24 milioni di decessi tre anni fa, il 59% dei quali tra i 15 ed i 44 anni, così come afferma l'Organizzazione mondiale della sanità nel suo ultimo Rapporto sulla sicurezza stradale.

PROBLEMA SICUREZZA STRADALE – Il documento presentato a Ginevra rivela che solo 28 Paesi, pari al 7% della popolazione mondiale, possiede una legislazione sulla sicurezza stradale completa, in grado di affrontare i cinque principali fattori di rischio sulla strada: la guida in stato di ebbrezza, l'eccesso di velocità, il mancato uso del casco per i motociclisti, delle cinture di sicurezza e dei dispositivi di ritenuta per i bambini. Sono numeri drammatici, anche perché i traumi causati dagli incidenti stradali sono un'importante fattore di mortalità: rappresentano l'ottava causa di decesso nel mondo e la prima causa di morte per i giovani tra i 15 ed i 29 anni. Se tutto rimarrà come ora, i sinistri stradali potrebbero diventare la quinta causa di decessi intorno al 2030.

AUMENTANO LE MACCHINE – È vero che il dato di 1.240.000 morti in tutto il mondo del 2010 è simile a quello registrato nel 2007, ma solo 88 Stati sono stati capaci di ridurre il numero di decessi sulle loro strade, mentre in altri 87 Paesi è cresciuto. E il fatto è che il numero dei veicoli immatricolati è salito del 15%, e questo rende più probabili i sinistri. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità i Governi devono rivedere le loro leggi e norme di sicurezza per far calare gli incidenti, a tutela in particolare modo degli utenti deboli della strada, come i pedoni e i ciclisti.

GLI OBIETTIVI DELL'UNIONE EUROPEA – Per restare invece nel Vecchio Continente, già nel 2000 l'Unione europea si era posta l'obiettivo di dimezzare i morti sulle strade in 10 anni, un target che l'Italia nel 2011 ancora non aveva centrato. “Dal 2001 – dicono fonti ufficiali dell'UE – abbiamo fatto dei progressi e siamo riusciti a salvare quasi 80 000 vite, ma il numero di morti e di feriti è ancora inaccettabile. Vogliamo dimezzare il numero di vittime entro il 2020”. Tra il 2011 e il 2020, entrerà in vigore una serie di misure attive di sicurezza. In particolare, sistemi di avviso di uscita di corsia per autocarri e autobus consentiranno di ridurre gli scontri frontali, mentre la Commissione elaborerà inoltre un pacchetto di standard tecnici specifici per i veicoli elettrici. L'educazione stradale è un altro aspetto importante del catalogo di misure della Commissione UE. A livello europeo si mira innanzitutto a migliorare la qualità delle scuole guida e a prolungare il periodo di pratica. Si intende inoltre valutare l'inserimento della guida ecologica negli esami per ottenere la licenza di condurre. Si intende raddoppiare, entro il 2020, il numero dei passeggeri dei bus e dei mezzi su rotaia, per favorire la mobilità sostenibile. E ancora, l'Unione europea punta a ridurre del 20%, rispetto ai valori del 2010, le emissioni di CO2 nel trasporto su strada, grazie all'apporto delle innovazioni tecnologiche.

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