Incidenti stradali: morti dimezzati rispetto agli anni '50

Uno studio Continental dimostra come le norme e la tecnologia migliorano la sicurezza stradale e riducono i morti

27 marzo 2013 - 7:02

Gli incidenti stradali in Italia oggi provocano la metà dei morti rispetto alle vittime di oltre mezzo secolo fa. Nonostante il numero di veicoli in circolazione sia aumentato di 40 volte, l'innovazione tecnologica delle auto e il miglioramento delle infrastrutture ha permesso di arginare il fenomeno della mortalità.

L'AUTO HA STRAVOLTO L'ITALIA – Il Centro Studi Continental ha analizzato l'incidentalità stradale (su dati ISTAT) dal 1954 ad oggi, formulando una serie storica che evidenzia un miglioramento col passare degli anni. Anche se oggi gli obiettivi comunitari per il dimezzamento delle vittime della strada sfuggano ancora dalle mani, se ci si volta a guardare il passato si percepisce la possibilità di raggiungere risultati sempre migliori. Nel 1954, infatti, si contavano poco meno di  998 mila auto ma poiché la sicurezza dei passeggeri non era tutelata nemmeno dalle cinture di sicurezza, ogni 1000 auto, 127 andavano a sbattere e 42 persone perdevano la vita (in totale 5281). Il peggiore risultato però si ha nel 1973, quando l'apice della scarsa sensibilità verso la sicurezza stradale provoca 10.728 morti su oltre 300 mila incidenti stradali.

MA LA SICUREZZA NO – E' anche vero che intanto il parco di auto circolate è più che decuplicato (arrivando a 11.110.555 auto nel '73 con 307.710 incidenti nel '70) ma la continua motorizzazione del Paese ha fermato la crescita delle vittime solo all'inizio degli anni '80, quando diminuisce il numero d'incidenti rispetto al decennio precedente. Da lì in poi si assiste a una continua crescita delle auto in Italia, che rallenta solo alle porte del terzo millennio. Nel 2000 i poco più di 36 milioni di veicoli subiscono di anno in anno sviluppi di poche migliaia di unità ma parallelamente decrescono gli incidenti stradali e i morti. Nel 2009 su oltre 41 milioni di auto, anche se il numero di vittime totali è di 4237, si registra per la prima volta la metà di morti (20) rispetto alle sconfortanti proporzioni degli anni'50.

AIRBAG E ABS DI SERIE – Analizzando la tendenza positiva sia per la sinistrosità che per la mortalità è evidente che il miglioramento nell'ultimo decennio è stato fortemente influenzato da molti fattori. L'introduzione della patente a punti, dei controlli della velocità (più frequenti ma non sempre infallibili) e l'obbligo di allacciare la cintura, hanno contribuito a dare un freno alle cattive abitudini al volante. Dall'altro verso la sicurezza attiva e passiva delle auto ha fatto passi da gigante poiché i Costruttori, stimolati dai giudizi imparziali dei crash test indipendenti, hanno concentrato maggiori risorse sulla protezione degli occupanti. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga ma a dare manforte è il segnale lanciato da molte Case costruttrici (vedi Volvo, Mercedes e Ford) che non smetteranno di fare innovazione finché nessuno perderà la vita a bordo di un'auto.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

5 cibi da evitare prima di mettersi alla guida

10 consigli per non farsi rubare l’auto in vacanza

Le 35 mete preferite delle Vacanze 2019 in giro per il mondo