Incidenti stradali: meno morti per contromano, più casi autostrada

Incidenti stradali:  meno morti per contromano, più casi autostrada E' stabile in Italia il numero degli incidenti stradali mortali causati da manovre contromano

E' stabile in Italia il numero degli incidenti stradali mortali causati da manovre contromano, ma diminuisce il numero dei decessi. In aumento, invece, i casi che si verificano in autostrada.

25 Agosto 2010 - 07:08

E' stabile in Italia il numero degli incidenti stradali mortali causati da manovre contromano, ma diminuisce il numero dei decessi. In aumento, invece, i casi che si verificano in autostrada.

Lo dice l'Asaps (l'Associazione amici e sostenitori della polizia stradale) che in uno speciale dossier ha raccolto i dati sul contromano stradale nei primi sei mesi del 2010. Tra gennaio e giugno di quest'anno l'Asaps ha contato 101 episodi, 8 dei quali sono stati incidenti mortali (7,9%): 8 le vittime (che sono diventate già 13 al 24 agosto). “Nello stesso periodo del 2009 – dice Giordano Biserni, presidente dell'Asaps – gli eventi erano stati 9, con 13 vittime, registrate in molti eventi plurimortali che, quest'anno, non ci sono fortunatamente stati”. Una prima sostanziale differenza è rappresentata dal tipo di strada in cui sono stati registrati gli incidenti. Infatti nei primi sei mesi del 2009 il 55,7% degli episodi era avvenuto sulla rete ordinaria (54 su 97), mentre il semestre 2010 ha visto un ribaltamento del fronte: in 57 casi il contromano è avvenuto su strade autostradali (56,4%), mentre quelli rilevati su strade ordinarie sono stati 44 (43,6%).

Lo scenario più pericoloso, per questo tipo di fenomeno, resta dunque la strada con carreggiata separata, quella cioè nella quale il contromano prosegue più a lungo rispetto alla semplice invasione della corsia opposta o vietata che viene registrata sulle arterie ordinarie. “Un fenomeno in preoccupante crescita”, commenta Biserni. Diminuiscono infatti i casi nei quali le forze di polizia sono riuscite a bloccare i veicoli in direzione contraria: ciò è avvenuto solo 50 volte (49,5%). Nel 2009 il successo era stato garantito nel 72,2% (70 casi su 97). Dei 51 impatti contromano 8 sono risultati mortali con 8 vittime. Sono invece 38 gli eventi che hanno avuto come conseguenza il ferimento di 94 persone (il 37,6%). Nel precedente periodo di riferimento i feriti erano stati 95. In 33 eventi (32,7%) è stata accertata l'ebbrezza dei conducenti, mentre in 20 occasioni (19,8%) gli autori delle manovre sono risultati persone di età superiore ai 65 anni

Oltre all'alcol, a spingere il guidatore in questo tipo di situazioni anche l'età ha dunque il suo peso: l'anziano può perdere l'orientamento, può cadere in errore e non riuscire a rimediare. In 3 casi (il 3%) il contromano è stato originato da persone affette da patologie psichiatriche: in tutti i casi si è trattato di accertati stati di agitazione psico-motoria. Il contromano, però, può scaturire anche da operazioni di polizia giudiziaria, con tentativi di sottrarsi a controlli o cattura da parte delle forze dell'ordine. Nei primi 6 mesi del 2010 l'Asaps ha osservato 19 episodi di questo tipo (18,8%), nel 2009 erano stati 21 (21,6%). In diminuzione la percentuale di cittadini stranieri: quest'anno se ne contano 22 (21,8%), mentre tra gennaio e giugno dello scorso anno erano stati 26 (26,8%). La regione che ha totalizzato il maggior numero di eventi è la Lombardia, con 17 casi (16,8%), seguita dalla Sicilia con 14 (13,9%: in questa regione i contromano si contano spesso sulle stesse arterie, prima tra tutte il viadotto Morandi, a Agrigento).

Segue l'Emilia Romagna con 11 casi (10,9%), Liguria e Toscana con 9 (8,9%), Piemonte, Puglia e Veneto con 6 (5,6%), Marche con 4 (4%), Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria con 3 (3%), Calabria, Campania e Sardegna con 2 (2%), il Molise con 1 solo evento (1%). Nessun caso in Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta.

fonte – notizie.virgilio.it

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