Incidenti stradali: l’analisi completa dei dati ACI-Istat 2009

I dati presentati da ACI e Istat parlano chiaro: il 2009 è stato un anno positivo dove la riduzione dei morti ha fatto registrare un promettente -10,3%. 488 vite risparmiate, ma i dati sono parziali.

18 novembre 2010 - 17:19

I dati presentati ieri da ACI e Istat parlano chiaro: il 2009 è stato un anno positivo dove la riduzione dei morti ha fatto registrare un promettente -10,3%. Ben 488 vite risparmiate, gente che continua a vivere, gioire e produrre ricchezza per il sistema paese. Perché ogni morto sulla strada ci costa ben 1,3 milioni di euro, oltre 2,5 miliardi del vecchio conio. Una cifra altissima intesa come danno sociale immediato (assistenza medica e familiare) e futuro (mancata produttività del singolo soggetto) calcolato secondo alcuni parametri messi a punto dall’ACI. Quindi a voler essere cinici si sono risparmiati un sacco di soldi che, in un sistema paese intelligente, andrebbero subito reinvestiti. Questo è il momento giusto per vincere una battaglia che, sino a 5 anni fa, sembrava persa in partenza. L’obiettivo europeo sembra vicino e le anticipazioni di un anno e mezzo fa potrebbero essere giuste, per quanto i primi dati (autostradali) del 2010 non lasciano ben sperare. L’attenzione per la sicurezza stradale è ormai altissima, quasi una moda (e su questo ci soffermeremo in un altro articolo…). Non passa giorno che da qualche parte non venga trattato il tema della sicurezza stradale. Tutto ciò ha prodotto un terreno fertile utile a far passare i messaggi migliori. Tuttavia non è tutto oro quel che luccica. In questa nostra analisi cercheremo di far emergere i dati più interessanti e le mancanze più evidenti del rapporto ACI-Istat sugli incidenti stradali del 2009.

I NUMERI SULLE STRADE – Nel 2009 gli incidenti stradali con lesioni rilevati in Italia sono stati più di 215.000, causando il decesso di 4.237 persone, mentre altre 307.000 hanno subito lesioni di diversa gravità. Ciò significa che ogni giorno accadono 590 incidenti stradali, muoiono 12 persone e ne restano ferite 842. Rispetto al 2008, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,6%) e dei feriti (-1,1%) e un calo più consistente del numero dei morti (-10,3%). Per incidente stradale, specifica per la prima volta con precisione il rapporto, si intende: “quell’evento in cui è coinvolto almeno un veicolo in circolazione sulla rete stradale e che comporti lesioni alle persone (morti entro il trentesimo giorno e/o feriti)”. Quindi non sette giorni come più volte si è sentito in giro. Gli incidenti stradali oggetto dello studio ACI-Istat sono stati verbalizzati per la gran parte dalla Polizia municipale che opera all’interno delle città (65,2%). Le verbalizzazioni rilevate dalla Polizia stradale e dai Carabinieri riguardano, rispettivamente, il 18,7% e il 15,9% degli incidenti. In Italia, tra il 2001 e il 2009, gli incidenti stradali con lesioni sono calati del 18,1%; i morti sono diminuiti del 40,3% e i feriti del 17,7%. Nel frattempo il parco veicolare è cresciuto di circa il 18% e si è registrata anche una costante riduzione dell’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti), passato dal 2,7% al 2,0%. Ciò significa che la maggiore sicurezza delle automobili e il crescente (per quanto non sempre costante) uso di cinture e casco ha prodotto i suoi frutti.

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