Incidenti stradali in Italia: nel 2017 crescono le vittime in 11 regioni

Tra le regioni meno virtuose Valle d’Aosta, Molise e Liguria: la mappa degli incidenti stradali nel 2017 regione per regione

Incidenti stradali in Italia: nel 2017 crescono le vittime in 11 regioni
Nel 2017 il numero di incidenti stradali è calato, e lo stesso è accaduto sulle autostrade dopo che i Tutor sono stati disattivati, ma non tutte le regioni si possono ritenere soddisfatte degli interventi messi in atto per il miglioramento della sicurezza stradale. E' quanto si può vedere dal report sull'incidentalità stradale ACI sui dati ISTAT in cui si contano meno incidenti (in totale 174.933 rispetto ai 175.791 del 2016) e meno feriti gravi (246.750 rispetto ai 249.175 del 2016) ma un aumento di morti di circa il 3%. Tra le regioni in cui il rapporto di mortalità rispetto agli abitanti è maggiore ci sono il Molise, Emilia-Romagna e la Toscana. Mentre al sud, la Campania da sempre maglia nera per incidenti stradali - ha il più basso rating di mortalità per abitanti, assieme a Sicilia e Lombardia. Vediamo nel dettaglio come si traduce questo trend nel numero di vittime e feriti in Italia nel 2017.

LA MAPPA DEGLI INCIDENTI PER REGIONE

Se si confrontano i dati sul numero di persone che hanno perso la vita in incidenti stradali negli ultimi 16 anni, si può dire che l'Italia abbia fatto progressi non indifferenti: dal 2010 al 2017 in media il numero di morti è calato del 17,9%. Ma tra il 2016 e il 2017 questo trend positivo ha fatto marcia indietro con +2.9%, i morti sono aumentati da 3283 nel 2016 a 3378 nel 2017. Tra le regioni che nel 2017 hanno registrato il peggior bilancio di morti rispetto all'anno precedente ci sono la Valle d'Aosta con +166,7%, ma questa impennata anomala è data dal numero di vittime totali passate da 8 a 3, quindi poco rilevante rispetto invece alle altre regioni con un maggior numero di abitanti e automobili. In Molise, in particolare si sono verificati 8,7 incidenti mortali su 100 mila abitanti nel 2017 (le vittime sono aumentate di quasi il 59%), davanti alla Liguria (+50% di morti per incidenti stradali) con un indice di mortalità di 5,6:100 mila abitanti. I numeri dettagliati regione per regione li trovate nella tabella qui sotto.

INCIDENTI PER CAPOLUOGO

Tra i capoluoghi di regione dove sono stati registrati il maggior numero di incidenti (nel 2017 si sono verificati 3.370 episodi in cui hanno perso la vita 63 persone) nessuna città ha numeri al ribasso di cui poter essere orgogliosa oltre Trieste (morti diminuiti da 3 a 2), Roma (da 33 a 32), Bari (da 2 a 1) e Messina (da 2 a 1). Fanno eccezione Firenze (0), Torino (1), Verona (1), Bologna (3) Napoli (3) dove il bilancio delle vittime tra il 2016 e il 2017 è rimasto invariato secondo i dati ISTAT. Da notare, sempre nella tabella qui sotto il tasso di mortalità per numero di abitanti, diminuito tra il 2016 e il 2017 in molti dei capoluoghi del Sud più che al Nord.

GIOVANISSIMI E ANZIANI PIU' ESPOSTI

Secondo il rapporto ACI, tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti stradali, è particolarmente alto il numero di giovani tra 20 e 29 anni (19,3%) ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani. Tra questi ultimi, è notevole la quota di quanti perdono la vita nell'incidente. Il rischio di rimanere coinvolti in un incidente risulta più elevato tra giovani e giovanissimi e inizia a decrescere solo dopo i 25 anni di età, per poi tendere ad aumentare nuovamente dopo i 70 anni. La fascia d'età più a rischio risulta essere quella degli anziani tra 75 e 79 anni (263 morti: 7,8 % del totale); per gli uomini si rilevano picchi per le età 50-54 e 45-49 (217 e 211) e 80-84 per le donne (56). Nel 2017 si sono registrate invece 6 vittime in meno tra i bambini 0-14 anni (43 rispetto ai 49 dell'anno precedente: -12,2%), ma bisogna rimboccarsi le maniche per poter almeno avvicinarsi al target "vision zero" e recuperare l'impulso (attraverso iniziative istituzionali, inasprimento delle sanzioni e patente a punti) che ha portato al taglio di morti e feriti del 50% negli ultimi 10 anni, ma forse la causa è da individuare nelle nuove cattive abitudini che dilagano, prime tra tutti la distrazione da smartphone, sia per chi guida che per i pedoni in strada.

Pubblicato in Attualità il 12 Ottobre 2018 | Autore: Donato D'Ambrosi


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