Incidenti stradali in Europa: Svezia, Spagna e Lettonia le più sicure

A che punto è l'Europa nella riduzione dei morti per incidenti stradali?

29 aprile 2014 - 9:00

Negli ultimi 10 anni le vittime degli incidenti stradali in Europa sono diminuite del 55%. Un risultato che fa ben sperare ma ancora lontano dai traguardi dell'UE di azzerare i morti entro il 2050. Tra i Paesi che hanno adottato l'approccio migliore si distinguono la Svezia, la Spagna e la Lettonia dove sanzioni e patenti a punti sono stati abbinati ad efficaci campagne sulla sicurezza e miglioramento delle infrastrutture. Secondo l'ETSC non servono solo regole per aumentare la sicurezza stradale ma controllare che siano rispettate e fare in modo che le strade offrano meno rischi possibili. L'esempio da seguire viene dall'Olanda, dove la maggior parte delle strade prevede una barriera di separazione per i sensi di marcia.

MORTI DIMEZZATI MA ANCORA TROPPI – Tra il 2001 e il 2012 hanno perso la vita in Europa circa 240 mila persone in incidenti stradali, tra guidatori e passeggeri di auto. Un numero allucinante ,ridotto grazie alle misure spinte dalla Commissione europea sulle tecnologie di sicurezza attiva e passiva delle auto, l'introduzione di pene più severe sulle infrazioni e la repressione dell'abuso di alcol alla guida. Dal 2011 al 2012, infatti, gli occupanti morti in incidenti sono passati da 27.700 a 12.345; un taglio del 55% che testimonia un passo in avanti nella sicurezza stradale dei Paesi comunitari. Tuttavia, le morti degli occupanti di auto rappresentano ancora quasi la metà (48 %) di tutte le morti per incidenti stradali nel periodo 2010-2012. Il motivo è semplice: le azioni intraprese dai vari Paesi non hanno sortito tutte lo stesso effetto. L'utilizzo della cintura di sicurezza, ad esempio, secondo l'ETSC (European Transport Safety Council) ha salvato circa 8600 vite nel 2012. Ma nonostante sia obbligatoria anche sui sedili posteriori in alcuni Paesi la allacciano in pochi, e chi muore in un incidente (circa 900 decessi) nel 99% degli casi si sarebbe salvato. I Governi di Svizzera , Paesi Bassi , Regno Unito e Svezia hanno saputo attuare un piano mirato sulla sicurezza stradale e ora sono i Paesi più sicuri in termini di morti per miliardo di veicoli e km percorsi. Qual è la ricetta più efficace per la sicurezza degli occupanti? Vediamola nei vari Paesi.

PUNTI E TELECAMERE IN SPAGNA – La Spagna tra il 2001 e il 2012 è riuscita a ridurre del 66% il numero di vittime coinvolte in incidenti stradali e in assoluto il 77% degli occupanti morti in un incidente. A dare manforte è stati prevalentemente l'introduzione del sistema di punti di penalità nel 2006 e di un piano di investimenti in moderne strade ad alta velocità. Con il timore di perdere la patente di guida, gli spagnoli, secondo l'ETSC, sono diventati più consapevoli delle conseguenze negative del bere, dell'alta velocità, del mancato uso delle cinture di sicurezza e dell'utilizzo di telefoni cellulari al volante. L'abitudine di allacciare a cintura di sicurezza è aumentata dal 74 % del 2005 al 91% nel 2012 sui sedili anteriori e dal 51% al 81 % sui sedili posteriori. L'introduzione del reato per guida in stato di ebbrezza nel 2007 (da 1,2 g / l o 0,6 g / l per neopatentati) ha dimezzato il numero di automobilisti positivi al test dell'etilometro. Nel 2012 su 5,7 milioni di breath test a campione (2 milioni nel 2003) la percentuale dei guidatori positivi è diminuita dal 4% del 2003 al 1,7% nel 2012. L'occhio vigile delle 615 telecamere installate a fine 2012 ha contribuito a ridurre anche la velocità media di guida da 109 a 104 km/h dove il limite è 120 km/h, anche se non è stato raggiunto l'obiettivo prefissato dei 2000 dispositivi ottici di controllo entro la fine dell'anno.

CINTURE POSTERORI IGNORATE IN LETTONIA, EPPURE – La patente a punti ha fatto registrare un calo notevole degli incidenti anche in Lettonia, dove il corretto uso delle cinture posteriori però non è stato recepito al meglio (come in Italia). Nonostante gli incidenti stradali (del 68%) e le vittime tra gli occupanti (del 66%) abbiano subito un calo considerevole rispetto al 2005, il risultato positivo riflette solo l'uso maggiore delle cinture di sicurezza anteriori (abitudine tra l'83% degli occupati) piuttosto che quelle posteriori (solo il 39%). Il piano sulla sicurezza stradale 2007-20013 finalizzato ad intensificare i controlli di polizia sulle strade non ha dato l'esito sperato che si spera possa essere conseguito con il nuovo piano. “Il nostro governo ha finanziato 3-4 grandi campagne di sicurezza stradale all'anno . Come risultato, gli atteggiamenti nei confronti della sicurezza stradale stanno lentamente iniziando a cambiare tra la popolazione. – spiega Aldis Lama , Ministro dei Trasporti –  Comunque, abbiamo urgente bisogno di maggiore applicazione delle norme, in particolare per combattere l'eccesso di velocità, per ridurre il rischio di morte sulle strade lettoni. Il nuovo Piano della Sicurezza Stradale 2014-16 prevede la creazione di 20 telecamere di sicurezza in questo anno per raggiungere quota 100 alla fine del 2017”

 

IN SVEZIA QUASI TUTTI ALLACCIATI – In Svezia la mortalità per incidenti stradali si è abbassata del 59% tra il 2001 e il 2012 ed è bastato migliorare la qualità e la sicurezza delle infrastrutture stradali per raggiungere questo risultato. Secondo gli indici di valutazione di esperti svedesi il risultato positivo sarebbe da attribuire in parte anche al maggior numero di auto con 5 stelle nei crash test Euro NCAP che circolano per le strade svedesi (dal 20 % nel 2007 al 51% nel 2013). Per un raffronto diretto con gli altri Paesi, secondo l'ETSC, sono aumentati dal 92% nel 2005 al 98% nel 2012 gli utilizzatori della cintura di sicurezza anteriore mentre quella posteriore si ferma all'87%, dato comunque notevole. “Per raggiungere ogni obiettivo , sono necessari contributi da diversi attori” afferma  Anna Vadeby, Road and Transport National Research Institute. “Il successo nel ridurre i decessi tra gli occupanti di automobili sta dimostrando che gli sforzi combinati tra l'Amministrazione dei trasporti svedese, le Case automobilistiche, la Polizia e tutti gli altri attori, stanno dando i frutti” conclude  Vadeby. Non è un caso se in Svezia sorge il centro di ricerca e sviluppo per la sicurezza delle auto Volvo, nella cittadina di Goteborg, dove 100 auto sperimentali girano in strada per testare la guida autonoma.

L'OLANDA E LE STRADE A SENSO UNICO – “Nei Paesi Bassi abbiamo implementato con successo l'approccio di sicurezza sostenibile alla progettazione di infrastrutture.” afferma Henk Stipdonk, Responsabile del reparto di previsione e valutazione valutazione della sicurezza stradale (SWOV). “Molti luoghi ad alto rischio sono stati rimossi e la viabilità riprogettata per ridurre gli errori umani, per quanto possibile. Insieme al miglioramento della sicurezza in auto, questo ha contribuito a creare un ambiente più sicuro per gli occupanti dell'auto.” spiega Stipdonk. Le strade ad ampio scorrimento sono state dotate di barriere mediane per separare i sensi di marcia e ridurre la probabilità di una collisione tra due veicoli, ma non esclude comunque il rischio che una sola auto per errore umano vada a sbattere, come spiega Peter Mak, Ministro dei Trasporti olandese: “E' sempre possibile guidare troppo veloce, sbagliare la traiettoria di una curva e scontrarsi contro un albero. Molte di queste collisioni sono fatali, e sono ormai la maggioranza delle collisioni stradali mortali” spiega Mak. Gli fa eco Stefan Siegrist , Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni: “Nessuna soluzione magica è disponibile per affrontare la distrazione del conducente, dovuta al maggiore uso di telefoni cellulari e altri dispositivi, la fatica o la guida sotto l'effetto di farmaci prescritti o illegali”.

ITALIA NELLA MEDIA, MALE LA ROMANIA – La riduzione percentuale annua delle vittime per incidenti stradali in Italia si attesta al -8% (la media europea è -7,4%) preceduta da Spagna, Lettonia, Francia, Estonia, Svizzera e Svezia. Tradotto in cifre, secondo i dati ISTAT relativi al periodo 2001 – 2012, la riduzione delle vittime della strada è stata pari al 48,5%, con una variazione del numero dei morti da 7.096 a 3.653. Va molto peggio in Romania, Polonia, Grecia e Finlandia, dove il tasso di riduzione della mortalità annuo è inferiore al 5% con un minimo della Romania che non raggiunge nemmeno -0,5%; per la sicurezza stradale in questi Paesi c'è ancora molto da fare. La soluzione dell'ETSC è insistere sui limiti di velocità, sul divieto di alcol e responsabilizzare anche il proprietario dell'auto oltre al conducente.

LE SOLUZIONI DELL'ETSC – Secondo una proiezione dell'ETSC, sarebbe basto ridurre la velocità media di 1 km/h per evitare 1300 morti nel 2012 e limiti meno tolleranti sull'uso di alcol per salvare 5600 persone, molte delle quali occupanti delle auto. Il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti consiglia di adottare una legislazione forte ed efficaci pratiche di esecuzione delle stesse, intensificando i controlli sulla velocità, sulla guida in stato di ebbrezza, sull'uso delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori (vedi il crash test sui manichini non cinturati) e dei seggiolini per bambini. Imporre l'utilizzo del sistema di controllo  alcolock nei programmi di riabilitazione dei soggetti sorpresi alla guida sotto effetto di alcol e per le persone recidive. Inoltre, dovrebbero essere obbligatori i segnalatori di cintura di sicurezza slacciata (SBR – Seat Belt Reminder) su tutte le auto anche per i sedili posteriori e sostenere la rapida introduzione di assistenti intelligenti della velocità (ISA) che lanciano un allarme al superamento del limite di velocità.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Misure bicicletta

Misure bicicletta bambino e adulto: come si calcolano

Smog a parigi francia

Francia: vietata la pubblicità di auto meno ecologiche dal 2028

Come guidare con il sole negli occhi ed evitare i rischi dell’abbagliamento