Incidente Tesla Utah: l’Auopilot era attivo ma il pilota distratto

Autopilot attivo ma conducente distratto alle basi dell’incidente Tesla nello Utah. E si scopre che l’auto non monitora il pilota

Incidente Tesla Utah: l’Auopilot era attivo ma il pilota distratto
Si inizia a far luce sull'incidente avvenuto pochi giorni fa nello Utah tra una Tesla ed un camion dei pompieri. La stessa Tesla presenta un rapporto alla polizia in cui si evidenzia che il sistema Autopilot era stato attivato ma anche che il conducente non era attento e pronto ad eventuali interventi. L'autorità competente NHTSA prosegue nelle indagini ma le colpe sembrano esser sempre più dei piloti distratti: allo stesso tempo emerge che sulle auto Tesla non è presente il sistema di monitoraggio degli occhi, una scelta volontaria ma discutibile.

LE DINAMICHE 

È passata appena una settimana, lo scorso venerdì 11 maggio una Tesla Model S si è schiantata a 60km/h su un camion dei pompieri nello Utah, fortunatamente non causando alcuna vittima. Immediatamente sono partite critiche e polemiche attorno al sistema Autopilot, spesso confuso con una vera e propria guida autonoma (scopri tutti i livelli), ma ancora non si sapeva se fosse attivo oppure no. Tesla si è subito messa a disposizione della polizia per chiarire le dinamiche e dal rapporto consegnato nelle ultime ore viene confermata l'attivazione dell'Autopilot, ma anche che la donna non lo stesse usando in maniera corretta. Risulta infatti che la donna non abbia mai toccato il volante negli 82 secondi precedenti all'incidente e che prima ancora sia accaduto per più di 12 volte in regime di Autopilot;  in due occasioni, inoltre, i controlli siano stati abbandonati per oltre un minuto e ripresi, per pochi secondi, solo dopo gli allarmi audio-visivi del sistema - attenzione a non confondere le spie sul cruscotto. Nel caso dell'incidente infine era stata la stessa donna ad impostare una velocità di crociera di 60 miglia orarie ed il freno è stato premuto solo un secondo prima dell'impatto.

COLPA DEL PILOTA 

La polizia sembra essere d'accordo, al di là del fatto che la donna stesse utilizzando il cellulare per sua stessa ammissione (scopri quali sono le principali distrazioni). Secondo le autorità la conducente non stava rispettando le linee guida del sistema Autopilot, il quale non andava attivato in una strada urbana senza la linea di demarcazione centrale e sprovvista di semafori negli incroci. In conclusione, la donna è stata citata per mancata osservanza delle regole del codice stradale del municipio di Jordan City. Forte anche del report della polizia, ancora una volta Tesla gira tutta la responsabilità alla guida umana, specificando nuovamente che l'Autopilot non è un sistema di guida autonoma e che il guidatore deve sempre rimanere attento e pronto ad intervenire (lo aveva ricordato anche a noi quando vi raccontavamo dell'incidente in Svizzera). Ma alcune domande vengono spontanee: la prima, come è possibile che non sia scattata la frenata di emergenza? È uno dei punti su cui sta indagando l'NTHSA, ma che Tesla non ha ancora voluto commentare. In secundis, come mai su Tesla non sono presenti i sistemi di monitoraggio degli occhi del conducente, come su veicoli di altre case?

EYETRACKER INEFFICENTI 

Qui rispondere è molto più facile: Tesla considera inefficienti i sistemi che controllano l'attenzione del conducente attraverso il movimento degli occhi. A sostenerlo è proprio Elon Musk nel Tweet di risposta che vedete qui sopra, dove viene contestato chi pensa che il monitoraggio degli occhi del conducente non sia stato inserito per un costo troppo alto. Le vetture Tesla cercano di riportare sull'attenti il conducente solo quando toglie le mani dal volante, ma non è escluso che una persona stia contemporaneamente guardando dalla parte sbagliata può capitare se si è molto stanchi. Musk non ha specificato per quali motivi ritenga non efficace il monitoraggio degli occhi, ma se il sistema Autopilot obbliga la presenza di una persona vigile alla guida, sarebbe opportuno anche controllare sempre che rimanga tale.

Pubblicato in Attualità il 17 Maggio 2018 | Autore: Redazione (F)


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