Incidente su strada stretta: camion responsabile se non va piano

Incidente su strada stretta: camion responsabile se non va piano In una strada stretta

In una strada stretta, i camion devono procedere a passo d'uomo: altrimenti, in caso di incidente mortale, il guidatore rischia di essere incolpato

23 Gennaio 2012 - 07:01

Questione delicata quella di cui s'è occupata la Cassazione (quarta sezione penale) con sentenza 1423 del 27 ottobre 2011, depositata il 17 gennaio 2012: argomento, un incidente mortale causato da un camion (un'autocisterna) su una strada moto stretta e piena di curve cieche. Secondo gli ermellini, i conducenti dei mezzi pesanti sono tenuti a procedere a passo d'uomo su quel tipo di strada e, all'occorrenza, a suonare il clacson o ad arrestare la marcia per non invadere l'altra corsia. Se invece il loro comportamento non è del tutto prudente, scatta la responsabilità esclusiva del sinistro: omicidio colposo, ossia commesso per imperizia, negligenza. Invece, non è stato ritenuto in alcun modo responsabile il gestore della strada.

UNA CONFERMA – La Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo inflitta nel 2008 dal Tribunale di Bergamo e dalla corte d'Appello di Brescia a carico di un autista di un'autocisterna. In una strada di montagna, il camion aveva invaso l'altra corsia provocando la morte dell'automobilista che sopraggiungeva: uno scontro frontale devastante. Su un tratto col limite di 30 km/h, la velocità del mezzo pesante era di 40 km/h, e comunque giudicata eccessiva in rapporto ai pericoli della strada: poco spazio, tante curve, scarsa visuale. Per ricostruire il tutto, decisivi la testimonianza di un altro guidatore e il verbale dei Carabinieri. Piazza Cavour ha ribadito che, in situazioni del genere, il camion deve procedere a passo d'uomo, e se necessario suonare il clacson per avvertire della propria presenza, nonché arrestare la marcia nei punti più stretti. Infatti “la percezione di una situazione di pericolo – e tale era la situazione in cui si trovava il camionista, per le dimensioni del suo veicolo e per la caratteristiche della strada (di larghezza limitata, curvilinea e a doppio senso di marcia) – deve indurre il conducente a porre in essere una serie di accorgimenti (in particolare, moderare la velocità e, all'occorrenza, arrestare la marcia del veicolo) al fine di prevenire il rischio di un incidente”.

CODICE PENALE – Il camionista è stato così condannato in base all'articolo 589 del Codice penale: “Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni”. Con pene che s'inaspriscono se il soggetto era in stato psicofisico alterato, ma non è questo il caso.

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