Incidente stradale a Sgarbi: gli elogi ai soccorsi. E la cintura?

Tanti misteri sull'incidente occorso a Vittorio Sgarbi. Lui e il suo autista indossavano la cintura di sicurezza?

2 novembre 2012 - 9:50

Di sicuro c'è solo che, nella notte del 30 ottobre scorso, il critico d'arte Vittorio Sgarbi, come passeggero, è stato coinvolto in un grave incidente stradale, nei pressi di Frosinone: lui se l'è cavata con più fratture a un braccio, l'autista (Antonio La Grassa, 30 anni) è in coma, in condizioni gravissime. Per il resto, alcuni dettagli sembrano avvolti nel mistero.

LE CAUSE –  È stato lo stesso Sgarbi a far sapere del sinistro: ora è ricoverato all'ospedale di Frosinone, e nei prossimi giorni dovrà effettuare un intervento chirurgico al gomito. L'opinionista tv, fra l'altro, ha lasciato il nosocomio contro il parere dei medici. Ma qual è la dinamica dell'incidente? Ecco che ogni certezza si sbriciola. Stando a una prima sommaria e molto ipotetica ricostruzione, la vettura, ovviamente guidata dall'autista La Grassa, nel tentativo di schivare uno pneumatico sulla strada, è uscita fuori strada per poi finire la sua corsa contro il muro in cemento di un capannone lungo l'autostrada. Stando ad un'altra ipotesi, tutta da dimostrare, l'autista potrebbe essere stato sopraffatto da un colpo di sonno, visto che l'impatto è avvenuto intorno all'una di notte. Per quanto la ricostruzione di Sgarbi escluda questa seconda ipotesi (ricordiamo che non sempre, dopo un grave incidente, si è in grado di ricordare tutto con esattezza).

DRAMMA – Le condizioni dell'autista, ricoverato all'Umberto I di Roma, preoccupano: è in coma farmacologico, dopo aver subìto un violento trauma toracico. A chiamare i soccorsi i conducenti di un'auto che è passata pochi minuti dopo il grave incidente. Sgarbi, dopo l'ingessatura del braccio, ha voluto lasciare l'ospedale di Frosinone per raggiungere la sua abitazione a Roma e seguire da vicino le condizioni di salute del suo collaboratore.

IL RACCONTO – Ecco Sgarbi a SkyTG24: “Stavamo andando verso Frosinone. L'autista si è trovato all'improvviso un ostacolo, probabilmente uno pneumatico o un copertone, forse caduto da un camion, ed è stato costretto a sterzare bruscamente. La Grassa ha cercato di rientrare sulla carreggiata, ma non c'è riuscito”. Ancora il critico d'arte: “Il mio autista molto abilmente è riuscito a evitare lo pneumatico, ma non è riuscito a controllare la macchina per rimetterla in carreggiata. Mi sono accorto che, scivolando sull'asfalto bagnato, stavamo andando oltre il guardrail. E infatti l'abbiamo abbattuto”. Commenta Sgarbi: “È stato un incidente misterioso: ho capito quello che stava accadendo mentre volavo. Siamo precipitati in una specie di voragine che io non ho però individuato perché avevo perso gli occhiali. Siamo finiti in un luogo che non ho riconosciuto subito… una strada, che è una strada provinciale evidentemente. Da quello che mi dicono siamo andati a finire contro una palazzina. In quel momento ho pensato che senza occhiali, senza telefono e senza scarpe sarei rimasto lì due giorni”. Poi prosegue: “All'ospedale di Frosinone sono rimasto per qualche ora dove sono stato operato a un braccio che è ingessato e deve essere operato di nuovo per mettere una placca di platino. Per quanto riguarda La Grassa, ho tentato di sollevarlo per impedire che si soffocasse con il suo sangue perché gli usciva dalla bocca. Per un po' ci sono riuscito, poi i vigili del fuoco lo hanno estratto e portato in ospedale a Frosinone dove non avevano però i mezzi adatti per intervenire e dunque l'hanno trasferito all'Umberto I di Roma”. E infine: “Io spero davvero che possa resistere e che venga curato come dev'essere perché ha avuto un ematoma, un'emorragia del quale ancora non hanno individuato l'origine. Ora è in coma farmacologico. A parte il braccio, sto bene. Sono riuscito a uscire dall'automobile senza avere segni visibili, tranne il moltissimo sangue che mi è uscito dal braccio. Il mio danno è circoscritto e si limita al braccio sinistro”.

SOCCORSI EFFICIENTI – “Dopo pochi minuti – spiega Sgarbi – il destino ha voluto che arrivasse una macchina che ci ha soccorso. È arrivata subito l'ambulanza, sono stati efficientissimi. Senza quella macchina che ci ha visti la situazione sarebbe stata veramente difficile. Io non vedevo niente, la strada era una stradella provinciale o comunale che non dava certo segno di essere molto frequentata. Io non avrei saputo come comunicare che eravamo lì perché il telefono mi si è rotto. La cosa più triste era essere scalzo su questa superficie bagnata che a me sembrava addirittura neve, o nevischio”. E ancora: “È stata una brutta avventura ma il soccorso è stato molto rapido ed efficiente. Quindi un'Italia buona che viene fuori da questa vicenda, dove le persone possono trovare aiuto e assistenza senza aspettare ore come invece succede in altri casi che sono quelli di cui si parla di più. La mia notorietà stavolta mi permette di fare un elogio all'azione e alla bontà dell'atteggiamento e alla lucidità di tutti quelli che ci hanno aiutati e del medico del pronto soccorso”.

CINTURE E VELOCITA' – A questo punto, sarà sufficiente trovare in zona gli pneumatici che hanno causato l'incidente, e tutto sarà chiarito. Al di là della dinamica dell'incidente (quando si riscostruisce a memoria un sinistro, lo stato emotivo può giocare brutti scherzi, così come la suggestione di qualche immagine o qualche ombra, specie di notte), resta solo qualche perplessità sull'utilizzo delle cinture di sicurezza da parte dei due occupanti l'abitacolo: viaggiavano nella massima sicurezza, con la rispettiva cintura regolarmente allacciata? Sappiamo che anche con i pretensionatori, gli airbag, i sistemi di sicurezza, se l'impatto è avvenuto ad alta velocità (come sembra dalle foto dell'ANSA in allegato): le lesioni fisiche sono possibilissime. Ma, specialmente il trauma toracico subito dall'autista, fa pensare che almeno lui non la indossasse. Se poi ci mettiamo che, con l'asfalto forse innevato, la velocità dell'auto era probabilmente eccessiva… I danni possono essersi sommati. A noi non interessa colpevolizzare nessuno, ma solo far riflettere i nostri lettori (e magari anche i due sfortunati protagonisti) affinchè certi traumi possano evitarsi. L'imprevisto è sempre in agguato sulle nostre strade, per questo bisogna sempre proteggersi al massimo utilizzando le cinture di sicurezza (anche dietro, come dimostra questo impressionante video) e moderare la velocità quando sull'asfalto c'è neve o ghiaccio, anche se si montano pneumatici invernali.

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