Incidente mortale: colpa dei farmaci

Un Suv investe un ciclista: guidatore sotto l'effetto di farmaci

5 giugno 2013 - 9:00

Una distinta signora nel Padovano, F.B., alla guida di un Suv, ha travolto una ragazza, trascinandola per chilometri: la donna al volante era in cura con farmaci pesanti. Il sinistro terrificante è avvenuto pochi giorni fa, e impone una riflessione.

IN UN ALTRO COMUNE – L'incidente mortale è avvenuto a Santa Giustina in Colle, in provincia di Padova. Ma il corpo della vittima, Giulia Spinello, di 22 anni, è stato trovato ad Arsego, una frazione di un altro comune, San Giorgio delle Pertiche, più o meno a 3 chilometri di distanza. Il tutto senza che F.B., al volante, si accorgesse di nulla. O almeno questo è ciò che l'investitrice ha dichiarato.  Quando l'auto ha attraversato un centro abitato, un passante ha chiamato i carabinieri: “Non vorrei essermi sbagliato ma mi pare di aver visto un auto con appesa una persona”, le sue parole incredule.

IL MINISTERO “DORME” – Maurizio Caprino, sul blog Strade sicure, è polemico: “Quanto ci vorrà ancora prima che il ministero della Salute prenda di petto il problema, fregandosene delle preoccupazioni dell'industria farmaceutica?”. Il ministero non dovrebbe fare una scelta politica, ma solo attuare una cosa stabilita per legge (la 120/10 di riforma del Codice della strada) ben tre anni fa. “La norma – dice Caprino – dava sei mesi per stilare un elenco del farmaci pericolosi per la guida e un anno per riportare sulle loro confezioni una figura (pittogramma) che mettesse in evidenza questa pericolosità (anziché annegarla tra le centinaia di righe del 'bugiardino', per giunta scritte in caratteri mignon)”.

SI FACCIA IN FRETTA – Adesso, dopo questo episodio terribile, è davvero il caso che il ministero acceleri: l'auspicio è che il Governo Letta sia più sensibile al tema. Al ministero della Salute nell'estate 2010, spiegava Caprino, non erano riusciti a dare risposta nemmeno a un quesito immediato e semplice sollevato nell'ambito della riforma: si parlava della decorrenza dell'obbligo di portare il certificato anamnestico del medico curante alla visita per il rinnovo patente, da fare alla Asl o dai sanitari abilitati. Il tutto andrebbe a tutela anche del guidatore, che verrebbe eventualmente impedito di stare al volante per evitare che commetta incidenti gravissimi: ecco comunque la guida di SicurAUTO.it per ridurre al minimo i rischi.

1 commento

Antonio
13:01, 5 giugno 2013

Concordo sul fatto che, ancor più del problema dell'alcol, quello dei farmaci è sottovalutato da chi governa e misconosciuto da chi guida. Si pensi alla diffusione enorme che ha il consumo di benzodiazepine (ansiolitici): sono sostanze che comportano le sanzioni di cui all'art. 187 del C.d.S., le prendono in tantissimi, ma pochi sanno che se causano un incidente e gliele trovano nel sangue, scatta l'indagine penale.

Però vorrei aggiungere questo. Non è la prima volta che si sente di un incidente assurdo, in cui colpisce l'inconsapevolezza di chi lo causa, dove il mezzo del responsabile è un SUV.
Ricordo un episodio di cronaca di qualche anno fa, un genitore con il SUV aveva investito un bambino nei pressi della scuola elementare dove si trovava per prendere il figlio. Non lo aveva visto, da lassù, al suo posto di guida.

Io sottolineerei che la sicurezza stradale non è aiutata dalla diffusione di mezzi come i SUV che sono più pericolosi per i pedoni, che consentono una visuale peggiore e che, soprattutto, trovano fortuna in una moda e non nelle necessità degli automobilisti.

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