Incidente in moto a 160 km/h. La famiglia diffonde le immagini choc della sua morte

La videocamera sul casco ha ripreso i suoi ultimi istanti di vita e la famiglia ha deciso di donare le immagini per una campagna sulla sicurezza

8 settembre 2014 - 15:00

Le immagini drammatiche della morte di un motociclista inglese sarebbero rimaste solo un ricordo struggente nella memoria dei familiari ma l'atto di generosità dei suoi cari ha fatto si che quei drammatici secondi ripresi dalla action cam del centauro fossero un invito alla sicurezza stradale per tutti.

L'ACTION CAM E' UN TESTIMONE CRUDELE – David Holmes, 38 anni, era un motociclista inglese cresciuto con l'amore per le due ruote, una passione maturata fin da ragazzo, quando a 16 anni i genitori gli regalarono la sua prima moto. Nel 2003 muore in un brutale incidente lungo la superstrada A47 ma la sua telecamera montata sul casco riprende gli ultimi istanti prima dell'impatto contro l'auto che gli taglia la strada. Quando le indagini si concludono e la Polizia di Norfolk (Regno Unito) riconsegna la videocamera sequestrata sul luogo dell'incidente, la famiglia decide di dare un senso al vuoto che quel video ha lasciato nella loro vita. Così, l'ultimo filmato ripreso da David sulla sua Yamaha FJR1300 diventa parte integrante della campagna per la sicurezza stradale inglese #thinkbike #drivesafe nel video che segue.

LA VELOCITA' NON PERMETTE DI ANTICIPARE GLI IMPREVISTI – David Holmes viaggiava sulla A47, una strada extraurbana tra i campi di Honingham, a circa 75 km/h oltre il limite (a 157 km/h secondo la Polizia di Norfolk) e niente di quello in cui aveva riposto la sua sicurezza ha potuto nulla per salvargli la vita. Dalle immagini si vede chiaramente che l'uomo indossava guanti, casco e altri indumenti tecnici costosi che in caso di caduta o impatto impediscono al corpo del conducente di entrare direttamente in contatto con l'asfalto o i veicoli ma non proteggono da tutte le possibili lesioni letali. Nonostante i suoi 18 anni di esperienza in sella David ha tralasciato l'incognita più importante che rende la strada un percorso disseminato di ostacoli: l'imprevedibilità degli altri utenti.

L'IMPATTO INEVITABILE – La Renault Clio nera di fronte attraversa l'incrocio senza fermarsi (il conducente dichiarerà alla Polizia di non aver visto la moto arrivare), David si accorge dell'auto e, convinto che l'altro veicolo gli darà la precedenza, si sposta da destra a sinistra per evitare l'impatto che invece scaglia l'uomo fuoristrada uccidendolo sul colpo. “Il video mostra con brutale onestà la realtà degli incidenti”, ha spiegato l'ispettore capo della Polizia di Norfolk, Chris Spinks. “Con la sua morte, la nostra vita è finita. Il mio cuore non smetterà mai di soffrire” – racconta la madre Brenda – “Speriamo che questo video possa servire a salvare delle vite”.

2 commenti

Daniele
9:07, 11 settembre 2014

Ne discutevamo qualche giorno fa in mensa e il primo commento, bene o male comune ai più, è stato “è colpa dell'automobilista che non ha dato precedenza. Ma come si fa a dire che non ha visto la moto?” Siamo stati li una mezz'ora a parlarne, 30 minuti durante i quali ho cercato di fargli capire che se un motocicilista va a 50, 80 o 160km/h, la percezione visiva da parte altrui non è la stessa. Se devi effettuare una svolta e valuti la situazione (posizione, traiettoria e velocità delle auto) è inevitabile prendere come riferimento un'auto che viene in senso contrario, e se questa procede a 80km/h (ipotizzo sia la velocità alla quale un automoblista medio potesse andare in quel tratto) una moto che sfreccia a 160km/h col cavolo che la vedi. Le persone non capiscono che occorre adottare una condotta di guida atta ad evitare di causare incidenti.

Claudio
11:54, 25 settembre 2014

Dalla velocità della moto si evidenzia la non considerazione dei pericoli.
Si è lasciato trasportare(moto nuova)?
Impossibile evitare un ostacolo,poteva essere anche un gatto.
Filmato più risultato,riflettete…

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Bonus rottamazione auto per TPL: slitta il decreto

4 errori da non fare con bambini fino a 12 anni e cinture di sicurezza

Guida in stato di ebbrezza auto confiscata

Etilometro non revisionato: l’onere della prova spetta all’accusa