Incidente con ambulanza? Difficile essere risarciti

Incidente con ambulanza? Difficile essere risarciti La Cassazione respinge il ricorso di un motociclista: vige il principio per cui quando l'ambulanza attiva la sirena tutti dovrebbero fermarsi

La Cassazione respinge il ricorso di un motociclista: vige il principio per cui quando l'ambulanza attiva la sirena tutti dovrebbero fermarsi

28 Novembre 2014 - 12:11

Con la sentenza n. 24990 del 25 novembre 2014, la III sezione della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un motociclista che aveva subito danni al motociclo e lesioni personali nell'urto con un'autoambulanza che stava espletando un soccorso in emergenza. Il motivo del rigetto del ricorso è, formalmente, la mancanza di una contestazione su vizi “di legittimità”, essendo il ricorso sostanzialmente teso ad ottenere una nuova pronuncia sul merito che gli Ermellini non possono emettere. Nemmeno la circostanza che il conducente dell'autoambulanza sia stato condannato penalmente, per gli stessi fatti, sposta gli equilibri: c'è infatti stato patteggiamento e non una valutazione nel merito. Ma la Corte non si lascia scappare l'occasione per ribadire il principio cui soggiacciono le decisioni sulla responsabilità negli urti che coinvolgono i mezzi che svolgono il servizio di autoambulanza. Per i Giudici di Piazza Cavour, chi lamenta un danno a causa di violazioni di conducenti di ambulanze deve provare di aver ottemperato all'obbligo di arrestare immediatamente la marcia, non appena sia in grado di percepire la segnalazione di emergenza.

UNA DINAMICA D'INCIDENTE POCO CHIARA – Secondo la difesa del motociclista ricorrente i Giudici di merito non hanno valutato adeguatamente testimonianze e prove. In particolare, sono passati nel silenzio gli elementi della tardiva accensione della sirena da parte dell'ambulanza, solo pochi secondi prima dell'impatto, e della regolare condotta dello stesso motociclista, che transitava vicino al margine destro e non in mezzo alla carreggiata, come ritenuto in primo e secondo grado. Per sostenere le proprie tesi in Cassazione però, si devono denunciare vizi nell'applicazione delle norme sostanziali o processuali, non errori di valutazione delle prove e dei fatti ad esse collegate. Così il ricorrente ha cercato di evidenziare omissioni dei Giudici di merito, che però, per gli Ermellini, hanno solo dato una loro valutazione degli elementi della causa, senza compiere violazioni. Per questo il ricorso non può che venire rigettato.

IL CONDUCENTE DELL'AMBULANZA CONDANNATO PENALMENTE – Un cenno particolare merita la circostanza che il conducente dell'autoambulanza fosse stato condannato penalmente. Il motociclista sperava di ottenere da questo elemento, ignorato dalle Corti di merito, l'attenzione della Suprema Corte. Niente da fare: siccome c'è stato patteggiamento, la sentenza penale non può avere effetto nei giudizi civili e amministrativi (art.445, I co, c.p.p.).

QUANDO SUONA LA SIRENA, TUTTI FERMI? – Dopo aver chiarito che il ricorso non può venire accolto perché diretto ad ottenere una revisione nel merito dei due precedenti gradi di giudizio, la Corte però fa una breve digressione in cui richiama il principio operante per la valutazione della responsabilità negli incidenti che coinvolgono le ambulanze. Gli Ermellini, richiamando un precedente giurisprudenziale (Cass. 21907 del 15.10.2009), giungono ad affermare che seppure i veicoli in servizio di emergenza (polizia, vv.ff., ambulanze) devono osservare il generale obbligo di prudenza anche se procedono con la sirena attivata, ciò non di meno, se pure i conducenti dei predetti veicoli violano tale obbligo, gli altri conducenti non sono esonerati “dall'obbligo di arrestare immediatamente la marcia, non appena siano in grado di percepire la suddetta segnalazione di emergenza”, secondo l'art. 177 del C.d.S.. Tale posizione dei Giudici della Suprema Corte, tanto più che sono i soli ad avere la funzione di interpreti delle leggi, pare eccessiva.

COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA – L'art. 177 C.d.S., infatti, non dice esattamente così, bensì, al suo 3 comma, recita: “chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di cui al comma 1, o sulle strade adiacenti in prossimità degli sbocchi sulla prima, appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l'obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi.” A parere di chi scrive, quel “se necessario”, non può essere abolito, e dà al conducente che si trovi sulla via del veicolo in servizio di emergenza uno spazio di valutazione che andrebbe indagato. Se però seguiamo il ragionamento della Corte, se non ci fermiamo appena sentiamo una sirena, violiamo il Codice della Strada.

Commenta con la tua opinione

X