Incidente auto: conciliazione con l'Assicurazione? Sì, no, forse…

RCA: prima di andare dal giudice, non è più un obbligo tentare la via della mediazione civile. Così la Corte costituzionale

26 ottobre 2012 - 7:40

Fermi tutti, la Corte costituzionale stoppa la mediazione obbligatoria RCA, rendendola facoltativa. Viene dato l'alt al canale alternativo di composizione delle controversie, che avrebbe dovuto sgravare di lavoro i giudici. Lo ha stabilito la Corte costituzionale (di cui non c'è ancora il numero della sentenza). Per intenderci, parliamo di una decisione importantissima, e non di un semplice precedente giuridico.

COS'È – Come spiega Assicuriamoci bene, dal 21 marzo 2012 (e sino alla sentenza della Corte costituzionale), il danneggiato che non ottiene il risarcimento del danno dalla compagnia di assicurazione che lo deve risarcire non poteva più rivolgersi al Giudice di pace (o al Tribunale per i danni più gravi) per ottenere “giustizia”, se prima non aveva effettuato il tentativo di mediazione civile. Un ente terzo, imparziale, che avrebbe cercato un punto d'incontro. Ma ora la Corte costituzionale boccia la legge, che in effetti chiarissima non era. La mediazione civile e commerciale, prevista dal provvedimento che attua la riforma del processo civile, e che puntava alla ricerca di un accordo amichevole o a una proposta per la soluzione di una controversia con l'obiettivo di alleggerire il sistema giudiziario nello smaltimento degli arretrati, non è obbligatoria: la Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità, per eccesso di delega legislativa, delle norme che hanno introdotto la conciliazione nelle controversie civili e commerciali, nella parte in cui si prevede il carattere obbligatorio della mediazione.

IL TESTO – “La Corte costituzionale – si legge in un comunicato stampa diffuso dalla Consulta – ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione”. Pur tuttavia, il ministro della Giustizia Paola Severino non si allarma: “Non ho letto le motivazioni, ma la sentenza ha dichiarato l'illegittimità solo di una parte, quella relativa alla mediazione obbligatoria. Stavamo già ragionando sulla mediazione con gli avvocati, gli istituti funzionano nel tempo, con la pratica, e questo stava iniziando a funzionare. Rimane comunque quella facoltativa, vorrà dire che punteremo sugli incentivi”. Invece, il presidente della commissione Giustizia del Senato, il senatore del PDL, Filippo Berselli, si sbilancia: “Accolgo positivamente la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità per eccesso di delega del decreto legislativo nella parte in cui era previsto il carattere obbligatorio della mediazione. Allorché la commissione Giustizia fu chiamata al riguardo, espresse parere nettamente contrario proprio per l'eccesso di delega ora sanzionato dalla Corte costituzionale”. A festeggiare è Maurizio De Tilla, presidente dell'organismo di rappresentanza politica degli avvocati (OUA). “La Consulta dà ragione a noi e agli ordini e alle associazioni forensi. Si blocca così il processo di privatizzazione della giustizia civile. Ora la battaglia continua contro l'aumento dei costi per i cittadini, l'eliminazione del filtro in appello e il taglio di oltre 1.000 uffici giudiziari“.

UN PO' ANNUNCIATO – D'altronde, SicurAUTO aveva già dato un antipasto di quanto sarebbe potuto accadere: qui dicevamo che – secondo un Giudice di pace partenopeo – l'art. 322 c.p.c. prevede che il Giudice possa conciliare la causa stragiudizialmente con l'emissione di un verbale di conciliazione che fa da titolo esecutivo. Tale facoltà è un doppione della mediazione civile obbligatoria, e siccome la norma del codice di procedura civile preesiste al d.l. 28/2010 sulla mediazione, deve disapplicarsi quest'ultimo in favore della prima. La coerenza del ragionamento del giudice partenopeo faceva preoccupare. Già si sono spese centinaia di ore di discussione in convegni tra addetti ai lavori, in dibattiti sui forum specializzati, perché è indubbio che porre degli obblighi ai cittadini, di spendere soldi e attendere mesi, prima di poter rivolgere le proprie legittime doglianze a un giudice, appare a molti come un'ingiustificabile lesione del fondamentale diritto alla giustizia, sancito a livello costituzionale. Preoccupazioni legittime, come dimostra la Consulta adesso. Certo che l'automobilista viene disorientato: prima una legge che stabilisce una cosa, poi i dubbi dei giudici, infine la bocciatura della Corte costituzionale…

1 commento

Giuseppe
13:50, 26 ottobre 2012

Conciliazione si, no, forse, ma! ci siamo dimenticati della sentenza 180/09 con la quale la Corte Costituzionale dichiarava facoltativa la procedura d'indennizzo diretto, come è finita: la sentenza non è stata presa in considerazione. In questo paese d'incertezze nulla è dato per scontato, tutto è possibile.

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