Incentivi auto: oggi alle 15 un vertice cruciale a Roma

Tra poche ore i rappresentanti dei concessionari s'incontreranno con il ministro Passera. Un incontro chiave: ecco che cosa potrebbe succedere

18 maggio 2012 - 13:10

Oggi alle 15 si terrà a Roma un incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e i vertici delle tre principali associazioni di categoria della distribuzione automobilistica, Federauto, Unrae e Anfia (per l'intera filiera), cioè, rispettivamente, Filippo Pavan Bernacchi, Jacques Bousquet e Roberto Vavassori.

CI SI VEDE, FINALMENTE! – L'incontro, lungamente richiesto dalla filiera, è di fondamentale importanza per almeno due motivi. Il primo, chiaramente intuibile, è che l'argomento principale di cui si parlerà sono i sostegni governativi al mercato dell'auto, il quale attraversa una crisi durissima che vede un gran numero di concessionari soccombere al drastico calo delle nuove immatricolazioni. Si tratta, in sostanza, dei famosi incentivi all'acquisto di nuove vetture che i concessionari chiedono a gran voce, ma che finora il governo non ha concesso, senza contare la richiesta di attenuare la pressione fiscale sull'automobile (che invece è cresciuta), un'altra istanza di fronte alla quale l'esecutivo non concede per ora aperture. Il secondo motivo è che il vertice di Roma costituisce una specie di cartina tornasole per misurare lo stato dei rapporti tra il mondo dell'auto e il governo Monti, ossia, per comprendere se a Roma sono sensibili ai problemi che il mercato sta attraversando oppure se l'atteggiamento è davvero di completa sordità.

LE PREMESSE NON SONO INCORAGGIANTI – C'è da dire che l'incontro non nasce sotto buoni auspici, visto che lo stesso ministro Passera, probabilmente proprio in vista del vertice, ha dichiarato un paio di giorni fa che “non esistono incentivi specifici per l'auto”. Il che, in pratica, è come dire: “Gentili organizzazioni di categoria, venite pure a Roma, ma scordatevi che lo Stato metta mano al portafogli per sostenere il mercato”. C'è poi da mettere in conto che chiedere misure di sostegno al mercato quando proprio il costruttore di auto nazionale (per bocca del suo amministratore delegato Sergio Marchionne) ha fatto sapere di non volerne in quanto non necessarie, non è certo una circostanza che possa rendere più facile il loro ottenimento. Che cosa accadrà a Roma? Ecco tre possibili ipotesi, che chiameremo “A”, “B” e C”.

L'IPOTESI “A” – L'incontro potrebbe portare a qualche risultato, nel senso che il governo, di fronte all'esposizione dettagliata della grave situazione della distribuzione automobilistica fatta di persona dai tre responsabili delle organizzazioni, potrebbe finalmente decidersi a concedere qualcosa sotto forma di incentivi all'acquisto. Oppure ad alleviare la pressione fiscale che sta schiacciando gli automobilisti allontandandoli dagli autosaloni. O a mettere a punto un mix tra le due soluzioni. Qualsiasi segnale in questo senso, anche simbolico, potrebbe costituire un beneficio per il mercato, che è alla disperata ricerca di provvedimenti capaci di provocare il pur minimo guizzo nei consuntivi delle immatricolazioni. Tuttavia, è opportuno sottolineare che continuare a parlare d'incentivi senza peraltro arrivare a misure concrete non fa che provocare ulteriori danni al mercato, poiché genera in chi sta pensando di acquistare un'auto nuova la convinzione che sia meglio rimandare la decisione a quando la situazione “incentivi & fiscalità” sarà più chiara. Quindi, è più che probabile che se l'ipotesi “A” si verificherà, non sapremo nulla delle vere decisioni prese durante l'incontro fino al giorno in cui verranno messe in pratica.

L'IPOTESI “B” – Il vertice di Roma potrebbe essere solo la conferma di un segnale d'apertura, ossia di una finestra di dialogo che lasci uno spiraglio sulla possibilità di altri incontri durante i quali mettere a punto qualche misura di aiuto da concertare tra le organizzazioni di categoria, il ministero dello Sviluppo Economico e altri dicasteri. Per i motivi esposti prima, tali incontri potrebbero (o meglio, dovrebbero) avvenire senza clamori e lontani dall'attenzione dei media, in modo che le eventuali misure prese arrivino all'improvviso, senza provocare aspettative che blocchino il mercato. Cioè, lo stesso approccio adottato in passato per gli incentivi alla rottamazione. Tuttavia, senza aspettare troppo nel vararle, poiché la situazione delle reti di vendita non è di quelle che possono consentire di prendersela comoda. Purtroppo, c'è da dire che la fase pre-estiva, cioè quella che vede di solito aumentare le vendite e le immatricolazioni in previsione dell'arrivo della bella stagione, è ormai compromessa. Sempre ammesso che la generale scarsa propensione all'acquisto di un'auto nuova da parte degli italiani consenta ancora di parlare di stagionalità del mercato.

L'IPOTESI “C” – Il vertice potrebbe concludersi con un nulla di fatto, cioè con Federauto, Unrae e Anfia ricevute da un interlocutore che si dimostra fermo nelle sue intenzioni di non concedere aiuti e di mantenere inalterate tutte le misure fiscali che pesano sull'auto. In questo caso, indiscrezioni raccolte da SicurAUTO (anche durante l'Automotive Dealer Day, l'appuntamento riservato agli operatori della distribuzione automobilistica che si è appena concluso a Verona) indicano che tra i vertici dell'auto e il ministro Passera si potrebbe arrivare anche alla rottura definitiva, con gli interlocutori che abbandonano il tavolo senza alcuna intenzione di rivedersi. In tal caso, i concessionari sarebbero condannati a un'ulteriore fase di “selezione naturale” che ne condannerebbe moltissimi alla chiusura oltre a quelli che già hanno ceduto, e ciò fino a quando il loro numero non si sarà allineato alle reali dimensioni del mercato in termini di auto vendute, che le ultime previsioni collocano intorno a 1,3-1,4 milioni di unità per il 2012. Si tratta, ovviamente dell'ipotesi peggiore, che metterebbe oltretutto le tre organizzazioni di categoria in una situazione difficilissima nei confronti dei loro associati, i quali chiedono misure d'emergenza che i loro rappresentanti non riescono a portare a casa.

IL PRONOSTICO – A parere di SicurAUTO, l'ipotesi che ha più probabilità di concretizzarsi è la “B”. Le rotture definitive non giovano a nessuno ed è noto che proprio le posizioni troppo rigide portano di solito a pericolose situazioni di stallo prolungato e senza certezze che non fanno altro che aggravare i problemi. Cioè, esattamente ciò di cui il mercato non ha affatto bisogno.

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