Incentivi auto ecologiche 2013: la brutta figura del Governo Monti

Gli incentivi 2013 per le auto ecologiche sono slittati a data destinarsi

7 gennaio 2013 - 6:00

Andiamo subito al dunque: è vero che gli incentivi per le auto pulite sono discutibili (vengono vendute pochissime vetture elettriche, e anche coi bonus la situazione difficilmente cambierebbe), ma il Governo Monti li ha fatti slittare a data da destinarsi, con un'azione molto politica, che ricorda quelle degli Esecutivi precedenti. Una brutta figura, da parte di un Governo che s'era presentato come liberalizzatore e composto da tecnici, slegati dalle vecchie logiche della politica italiana.

ALL'INIZIO – Gli incentivi per auto elettriche, ibride, a metano e a Gpl con emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km (acquisiti effettuati a partire dall'1 gennaio 2013) stanziati dal Governo erano poca roba, quasi solo per le flotte aziendali, che peraltro devono rottamare una vettura per accedere al bonus. Ai privati restano le briciole: i 5.000 euro di bonus di cui s'è tanto parlato sono molto teorici. I bonus pareva dovessero partire il 1° gennaio 2013, e durare fino al 31 dicembre 2015. Se e quando arriveranno i bonus, il 70% dei fondi andrà alle auto aziendali (e al popolo della partita IVA, vedi artigiani e professionisti), nonché ai taxi e ai noleggi. La Legge impone di rottamare un veicolo con almeno 10 anni, situazione rarissima nel settore delle flotte aziendali, degli artigiani e dei professionisti. In tutto, 50 milioni per il 2013; 45 milioni per il 2014; idem per il 2015. Come accennato all'inizio, è tuttavia assurdo incentivare prodotti così costosi, visto che per una piccola elettrica si viaggia attorno ai 30.000 euro, un prezzo che forse potrebbe essere ammortizzato molto in là negli anni grazie ai pieni elettrici anziché quelli di benzina.

QUALI “MANOVRE” – Ma come ha fatto il Governo Monti a far slittare gli incentivi? Ecco la magia politica. Il Decreto sviluppo (Legge 7 agosto 2012 numero 134 di conversione del Decreto 22 giugno 2012, numero 83, le famose “Misure urgenti per la crescita del Paese”), stabiliva che occorresse un successivo Decreto per dare il via ai bonus. E questo Decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa, cioè entro l'11 ottobre, non c'è. Nessuno l'ha firmato. I 60 giorni di tempo? Un termine indicativo, non da rispettare per forza. Così, come i politici della prima Repubblica, come tutti i Governi politici prima di Monti, anche l'Esecutivo dei tecnici ha lasciato cadere nel dimenticatoio la cosa. Ora, per Legge, il contributo spetta per i veicoli acquistati e immatricolati a partire dal 30° giorno successivo all'entrata in vigore del Decreto attuativo. Ossia, non si sa da quando. In compenso, è noto fino a quando: il 31 dicembre 2015. E si sa pure che i quattrini a disposizione sono diminuiti: 40 milioni il 2013 (anziché 50), 35 milioni (anziché 45) per ciascuno degli anni 2014 e 2015. E grosso modo 4,5 milioni per ciascun anno destinati ai privati. Non è così che si incentiva la mobilità pulita, non è così che un Governo dei tecnici si distingue da un qualsiasi Esecutivo politico. O forse, alla fine, la differenza non c'è, visto che le tasse a carico di chi ha un'auto salgono con qualsiasi Governo?

1 commento

Massimo
19:55, 7 gennaio 2013

Anche questa volta la lobby FIAT ha manovrato con i suoi amici funzionari nei diversi ministeri interessati ottenendo il risultato a lei utile!
Marchionne ha da tempo dichiarato di non credere nell'auto elettrica!

Chi veramente governa questo paese non è il presidente del consiglio!

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