Incentivi auto ecologica: ci (ri)siamo quasi

Il Decreto ministeriale attuativo degli incentivi è alla Corte dei conti

6 febbraio 2013 - 10:00

Altra puntata della telenovela degli incentivi per l'auto ecologica. Il Decreto ministeriale attuativo del complesso meccanismo previsto dal primo Dl sviluppo 83/12 è alla Corte dei conti. Non resta che attenderne la registrazione.

STORIA LUNGA – È un tira e molla che va avanti da parecchio. Il Governo Monti li ha fatti slittare a data da destinarsi, con un'azione molto politica, che ricorda quelle degli Esecutivi precedenti. Gli incentivi per auto elettriche, ibride, a metano e a Gpl con emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km (acquisiti effettuati a partire dall'1 gennaio 2013) stanziati dal Governo erano poca roba, quasi solo per le flotte aziendali, che peraltro devono rottamare una vettura per accedere al bonus. Ai privati restano le briciole: i 5.000 euro di bonus di cui s'è tanto parlato sono molto teorici. I bonus pareva dovessero partire il 1° gennaio 2013, e durare fino al 31 dicembre 2015. Il 70% dei fondi andrà alle auto aziendali (e al popolo della partita IVA, vedi artigiani e professionisti), nonché ai taxi e ai noleggi. La Legge impone di rottamare un veicolo con almeno 10 anni, situazione rarissima nel settore delle flotte aziendali, degli artigiani e dei professionisti. In tutto, 50 milioni per il 2013; 45 milioni per il 2014; idem per il 2015. Il Decreto sviluppo (Legge 7 agosto 2012 numero 134 di conversione del Decreto 22 giugno 2012, numero 83, le famose “Misure urgenti per la crescita del Paese”), stabiliva che occorresse un successivo Decreto per dare il via ai bonus. Ma questo Decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa, cioè entro l'11 ottobre, non c'è. Nessuno l'ha firmato. Per Legge, il contributo spetta per i veicoli acquistati e immatricolati a partire dal 30° giorno successivo all'entrata in vigore del Decreto attuativo. Ossia, non si sa da quando. Adesso, ecco che il Decreto è all'esame della Corte dei conti.

POCA ROBA – Comunque, i fondi a disposizione sono diminuiti: 40 milioni il 2013 (anziché 50), 35 milioni (anziché 45) per ciascuno degli anni 2014 e 2015. E grosso modo 4,5 milioni per ciascun anno destinati ai privati. La mobilità pulita non ne verrà incentivata granché: una telenovela infinita, per qualche spicciolo che inciderà poco. Colpa anche del Governo Monti, che doveva essere diverso e ultra liberalizzatore, e invece ha ragionato secondo antiche logiche politiche. Dimenticando gli automobilisti.

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