Incentivi allo studio, sia per i mezzi pubblici che privati

Il Ministro Lupi ha dichiarato che è necessario intervenire sul parco circolante, che è diventato il più vecchio d'Europa

30 luglio 2014 - 13:06

Ieri il Governo, per bocca del Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, intervenuto a un evento Anas ha annunciato che sono allo studio politiche di incentivazione per il rinnovo del parco auto circolante, precisando che saranno dedicati ai mezzi privati e puntualizzando che si tratta di “strumenti diversi dagli incentivi classici, sul modello della defiscalizzazione degli edifici”, aggiungendo poi che “Domani o dopodomani con il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, dovremmo arrivare ad una sintesi sia per i mezzi pubblici che privati” spiegando che il rinnovo del parco circolante è quanto mai necessario perché il nostro parco mezzi è il più vecchio d'Europa.

MEZZI PUBBLICI E PRIVATI – Sono allo studio anche misure per i mezzi pubblici “In Germania c'è stato un momento in cui lo Stato ha deciso che non potessero più circolare mezzi pubblici con un'età molto vecchia: noi stiamo lavorando su Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, dobbiamo accompagnare un provvedimento di questo genere degli strumenti che possano permettere il rinnovo”. Lupi, non ha escluso che queste misure possano essere inserite nel prossimo “Sbloccaitalia”, ovviamente previa verifica con il Tesoro. Il ministro ha fatto riferimento a norme come quelle che più stanno funzionando nel nostro Paese, cioè quelle legate alla defiscalizzazione, che non sono un incentivo classico, un contributo a fondo perduto, ma sono la modalità con cui si utilizza la leva fiscale per incentivare il cittadino a raggiungere un obiettivo che lo Stato gli pone. Lupi, in merito alla sinergia con il ministro Guidi dello Sviluppo economico, ha aggiunto: “Stiamo lavorando e stiamo studiando perché questo significa fare politica industriale nel nostro Paese trovando strumenti che non siano quelli dell'incentivazione tradizionale, ma utilizzando la defiscalizzazione”.

IL COMMENTO DI FEDERAUTO – “Non possiamo che plaudire all'iniziativa del ministro Lupi – ha commentato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto – Il nostro settore, che fattura il 12% del PIL, partecipa alle entrate fiscali complessive per il 17% e occupa 1.200.000 addetti da tempo sta attendendo dalla politica delle risposte. Quando dichiarato del ministro Lupi, che ringraziamo insieme al ministro Guidi, va benissimo per i 'clienti azienda', ovvero le partite Iva, avvezzi agli strumenti della deducibilità e detraibilità. A nostro avviso però, come spiegato in tutte le sedi istituzionali, non funzionerebbe con i privati. Anche perché, a differenza dell'edilizia, nel nostro comparto non c'è un sommerso da far emergere. Motivo per il quale quei provvedimenti erano stati concepiti per i privati”.

L'ATTENZIONE AI PRIVATI – “Sui privati Federauto ha presentato una proposta alternativa che vedrebbe il cliente che acquista un autoveicolo riconoscersi un forte vantaggio, tutto e subito. Soprattutto perché il primo problema che una famiglia deve affrontare è la crisi di liquidità. Chiedo quindi una grande attenzione su questo argomento perché si corre il rischio di utilizzare risorse pubbliche senza vendere neanche un autoveicolo in più. Mi riferisco sempre specificamente al mercato dei privati, ossia delle famiglie. Concludo con una richiesta ossia quella di comunicare il risultato, se ci sarà un risultato, a cose fatte. Altrimenti corriamo il rischio di creare una aspettativa che blocca un mercato già asfittico”.

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