Sulle vette degli incassi comunali da multe è arrivata la tempesta.L'ultimo tuono è scoppiato con l'inchiesta sui T-Red, lo spauracchiodei semafori, che ha colpito duro proprio nei Comuni in...

9 febbraio 2009 - 13:40

Sulle vette degli incassi comunali da multe è arrivata la tempesta.L'ultimo tuono è scoppiato con l'inchiesta sui T-Red, lo spauracchiodei semafori, che ha colpito duro proprio nei Comuni in testa alleclassifiche pubblicate negli ultimi anni dal Sole 24 Ore. E dove nonsono arrivati Carabinieri e Guardia di finanza, ci hanno pensato icomitati spontanei di cittadini, e in qualche caso anche i Prefetti, arimettere in riga le amministrazioni che avevano corso troppo sullastrada delle multe.
La bordata dei Carabinieri, sotto forma disequestro degli apparecchi ai semafori e dei relativi introiti per iComuni e le società installatrici, è arrivata a Comabbio (primo nellaclassifica degli introiti quest'anno, terzo l'anno scorso), a VillanovaBiellese (leader l'anno scorso, secondo quest'anno) e aTravedona-Monate (non in classifica, dopo il quinto posto di dodicimesi fa). Se i giudici decideranno che le macchine non erano omologate,dovranno scattare i rimborsi che svuoteranno i bilanci con la stessarapidità con cui il T-Red li aveva riempiti. Nel biellese il semaforo”intelligente” (che a Gaglianico, alle porte del capoluogo, ha portatoanche il capo dei vigili urbani nel registro degli indagati) è solo unodei protagonisti della saga-multe, che in provincia scalda gli animipiù di una finale di calcio: migliaia di faldoni hanno inondato gliuffici del giudice di pace, che due volte su tre dà ragione ai multati,e dopo l'inchiesta del Sole 24 Ore dell'anno scorso (25 febbraio 2008)è sceso in campo anche il Prefetto, richiamando i Comuni al rispettodelle norme sulle autorizzazioni e sulla presenza di pattuglie a fiancodegli autovelox fuori dai centri urbani. Un modo come un altro perfrenare la fantasia di qualche amministratore locale, che in terrabiellese in passato ha partorito anche il «Pandavelox»: una Fiat Pandaverdina, apparentemente sonnacchiosa tra la statale e le risaie ma inrealtà attivissima a sfornare contravvenzioni, che in seguito ha avutoanche qualche emulo qua e là per il Nord Italia.
Nemmeno in riva allago di Varese, dove Comabbio e Travedona-Monate hanno tentato lascalata alla ricchezza a suon di flash, il T-Red è l'unico ingrediente.La battaglia sulla statale 629 si era già accesa sugli autovelox”nascosti”, che avevano portato Comabbio e vicini fino al Senato inun'interrogazione parlamentare al Viminale. A inizio 2007 il braccio diferro tra i consumatori plurimultati e le amministrazioni locali hapartorito una serie di cartelli che avvertono gli automobilisti degliobiettivi puntati su di loro, ma il livello degli accertamenti nonsembra aver sofferto del tramonto dell'effetto-sorpresa (si veda latabella a fianco). Così come non sembra essersi spento l'impegno delComune di Comabbio, che ha aperto un bando per l'outsourcing integraledelle contravvenzioni e della loro riscossione. Base d'asta a 700milaeuro per 36 mesi, poco meno di quanto il Comune nello stesso periodoincassa di Ici, Irpef, Tarsu e altri tributi.
Non tutti i sindaci,comunque, fremono dalla voglia di fotografare gli automobilisti. ACagliari, per esempio, hanno atteso talmente a lungo che il Comune èdovuto intervenire più volte per “rassicurare” sul fatto che prima opoi i nuovi apparecchi e le telecamere per la Ztl entreranno davvero infunzione. Motivo dell'attesa infinita? L'effetto «Las Plassas», diconoi comunicati del Comune, cioè il terrore di ripetere l'esperienza delMedio Campidano decollato di colpo nell'empireo nazionale degliaccertamenti, ma altrettanto rapidamente sprofondato nell'abisso diquasi 3mila sconfitte legali, dieci volte tanto i nemmeno 300 abitantidel paese. Per consegnare le notifiche di accoglimento sarà convocatanelle prossime settimane addirittura un'assemlea, una sorta di ritocollettivo in onore del Codice della strada, che permette l'autoveloxautomatico solo nelle strade con spartitraffico centrale.
La gloriadei bilanci costruita a suon di multe, insomma, sembra piuttostoprecaria. O almeno lo sperano gli automobilisti del comitato«Pro-Tignina», intenzionati a far scendere drasticamente in classificail Comune di San Giovanni Lipioni (Chieti). Riunitisi a inizio febbraioin un'area di servizio, hanno deciso di imboccare anche loro la via delricorso e di garantire il sostegno legale gratuito a gli automobilisticon un reddito inferiore ai 20mila euro che hanno preso una multaviaggiando al di sotto dei 90 chilometri orari.

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