In Malesia i ministri avranno auto ibride

Le auto governative del Paese asiatico saranno ibride. I nostri politici, invece, continuano a utilizzare costose limousine dai consumi stratosferici

24 gennaio 2011 - 6:00

I ministri e il personale governativo della Repubblica Malesiana potrebbero avere presto in dotazione vetture ibride prodotte dalla Proton, l'industria automobilistica locale. La notizia non è freschissima e non è neppure di quelle che ci riguarda da vicino, ma pensiamo sia giusto riportarla per dimostrare che spesso alcuni Paesi che non fanno parte del ristretto club delle superpotenze economiche del “civilizzato” Occidente dimostrano un pragmatismo e un'onestà intellettuale poco diffusi o addirittura sconosciuti a molte di queste ultime.

BUONI ESEMPI – Il programma di “ibridizzazione” della flotta governativa malese è stato rivelato dal ministro Datuk Seri Peter Chin (nella foto), titolare del dicastero dell'Energia, della Tecnologia verde e delle Acque, il quale ha accompagnato le sue parole con una dichiarazione significativa: “Se il Governo vuole davvero dare una svolta ecologica al Paese, deve far sì che siano proprio i suoi funzionari a fare da guida e a costituire un buon esempio per i cittadini. Non possiamo spingere la nazione verso le tecnologie pulite se non siamo noi politici i primi a dimostrare che la cosa si può fare”. Il provvedimento prevede la sostituzione completa del parco veicoli del dicastero guidato da Chin e verrà progressivamente esteso anche ai ministeri della Scienza, Tecnologia e Innovazione, delle Risorse Naturali e dell'Ambiente fino a comprendere anche lo staff del primo ministro.

VIA LE TASSE – Il programma annunciato prevede anche, per tutto il 2011, un drastico abbattimento delle tasse che gravano sulle importazioni dall'estero di auto ibride ed elettriche commercializzate sul mercato malese, per ora prodotte soltanto da Honda e Toyota. I veicoli elettrici (motocicli compresi) beneficeranno dell'abolizione completa di tutte le tasse e le accise, mentre per quelli ibridi l'esenzione sarà totale per la tassa d'importazione, mentre le altre verranno ridotte del 50%. La manovra avrà come logica conseguenza l'abbattimento dei loro prezzi d'acquisto, cosa che certamente ne favorirà la diffusione.

BLINDATE E ASSETATE – Forse siamo dei visionari, ma non sarebbe male che anche i nostri politici pensassero a un'iniziativa volta a sostituire almeno in parte la flotta di ammiraglie governative (delle quali molte sono costosi pachidermi assetati di carburante) con qualcosa di più sobrio ed ecologico, anche se siamo pure sempre un Paese in cui l'industria nazionale dell'auto, quando si è trattato di regalare qualche auto allo Stato, non ha certo fornito Fiat Multipla Bipower, ma Maserati Quattroporte. Quasi certamente, la prima obiezione a un simile suggerimento sarebbe basata sull'impossibilità di dotare le vetture ibride della blindatura necessaria alla protezione degli occupanti, mantenendo ugualmente prestazioni adeguate. Evidentemente, però, il problema non ha preoccupato più di tanto i politici malesi, nel cui Paese, peraltro, non risulta regni una pace sociale così diffusa da scongiurare il pericolo che un politico salti in aria con la sua vettura. In ogni caso, da noi il buon esempio si potrebbe cominciare a darlo con un segnale: sostituire con auto “verdi” almeno quelle in dotazione al personale (numeroso) non a rischio di attentati. E a proposito di buoni esempi, il personale al servizio dello Stato potrebbe cominciare a darne uno allacciando sempre le cinture di sicurezza quando è a bordo delle auto di servizio, cosa che (ne abbiamo parlato qui) non sempre fa.

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