In Italia ci sono troppe auto per poche e insicure autostrade

Negli ultimi dieci anni le autostrade italiane sono rimaste pressoché immutate. Poca sicurezza per le persone e le merci che viaggiano su gomma

8 maggio 2014 - 12:00

La rete stradale in Italia è la principale via percorsa da merci e persone ma è anche la più inadeguata, insieme a quella della Gran Bretagna, perché interessata negli ultimi 10 anni a pochi ammodernamenti infrastrutturali. Rispetto al 2002 sono diminuiti del 6,2% i metri d'asfalto rispetto alle auto che circolano. Il report, emerso da un'elaborazione Continental, vede l'Italia in fondo alla classifica dei Paesi Europei che hanno ampliato la rete stradale in base al numero di utenti. Penultimo è il Regno Unito che chiude il bilancio in pari ma con il minor numero di chilometri per auto.

SOLO 1,8 CHILOMETRI IN ITALIA – Il Centro Studi Continental ha scandagliato i dati Istat, Eurostat e Anfia per mettere in chiaro cosa è cambiato nella rete autostradale dei Paesi europei. Un'indagine da cui è possibile trarre anche uno spaccato sulla sicurezza e sulla qualità delle strade nei paesi economici più sviluppati d'Europa. Secondo lo studio, l'Italia ha ridotto del 6,2% il rapporto tra auto e strade dal 2002 al 2011. Ciò significa che all'aumentare del numero di vetture i chilometri di autostrade sono diminuiti da 1,9 a 1,8 ogni 10 mila veicoli. Il dato assoluto sembra irrilevante, ma confrontato con i Paesi vicini emerge una realtà poco rassicurante. Infatti, in Spagna, sempre nel 2011, i chilometri di autostrada ogni 10.000 autovetture circolanti erano 6,5 (con un aumento del 25,5% rispetto al 2002), in Francia 3,6 (in crescita del 3,2% rispetto al 2002) e in Germania 3 (+11% sul 2002). Nel Regno Unito, invece, i chilometri di autostrada ogni 10.000 autovetture circolanti nel 2011 erano 1,2, lo stesso valore fatto registrare nel 2002.

LA SPAGNA SI E' ESTESA DEL 49% – Dal 2002 al 2011 in Spagna è cresciuta la rete autostradale del 49,2%, a fronte di un aumento del parco circolante del 18,9%. Anche Francia e Germania hanno esteso i chilometri di autostrada dell'11,6% e 6,7%, nonostante un modesto trend di veicoli in strada (+8,6% in Francia, +3,9% in Germania). In Italia, invece, l'evoluzione è inversa: mentre il parco circolante è aumentato del 10,1% dal 2002 al 2011 la rete autostradale è cresciuta solo del 2,9%. Va meno peggio al Regno Unito con una crescita delle autostrade del 2,1% e un aumento del parco circolante del 7,3% . Un bilancio così nero in Italia non poteva che testimoniare un dato positivo limitato al solo Veneto, dove il rapporto auto-chilometri è aumentato del 3,5% grazie alla costruzione del passante di Mestre nel periodo di osservazione. Tra le regioni con una rete autostradale meno ammodernata c'è il Molise (-42,1%), che con la variazione più bassa, ha negli ultimi anni ridotto da 3,09 a 1,79 i chilometri per ogni 10 mila auto. Peccato per la Calabria (-9,3%), che forse avrebbe potuto registrare un risultato migliore. Ma ultimare in 10 anni i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria che si protraggono da oltre 30 anni sarebbe stato impossibile, come vi mostriamo nel nostro reportage.

DA QUI PASSA LA SICUREZZA STRADALE – Dal report dell'Osservatorio Continental la situazione italiana è un'anomalia nel panorama europeo molto preoccupante se si pensa che nel nostro Paese il trasporto su gomma è la modalità di movimentazione di merci e persone più utilizzata. Lo sviluppo della rete autostradale dovrebbe diventare una priorità, non solo per recuperare il gap strutturale accumulato nei confronti dei maggiori paesi europei, ma anche per sfruttare al meglio la possibilità di contrastare il numero di incidenti stradali, in diminuzione negli ultimi anni ma pur sempre troppi.

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