In Cina il mercato dell'auto è record, ma a Pechino è allarme sicurezza

In Cina il mercato dell'auto è record, ma a Pechino è allarme sicurezza Nella capitale cinese il parco circolante cresce vertoginosamente. Per limitare la vendita di auto nuove

Nella capitale cinese il parco circolante cresce vertoginosamente. Per limitare la vendita di auto nuove, le autorità imporranno un tetto alle nuove immatricolazioni. Concessionari nel panico

28 Dicembre 2010 - 02:12

Ormai non è una novità: il mercato dell'auto in Cina è già il più vasto del mondo e che anche nel prossimo futuro sono attesi aumenti delle vendite a due cifre. Un tasso di sviluppo così impetuoso, tuttavia, crea moltissimi e seri problemi: traffico impossibile, sicurezza a rischio, inquinamento alle stelle, carenza di infrastrutture e di parcheggi e così via.

PANICO IN SALONE – Su questo fronte, dalla capitale cinese giungono continuamente notizie allarmanti e l'amministrazione cittadina, per cercare di adeguare la crescita del parco circolante al ritmo di realizzazione di quanto serve a gestirlo, ha deciso di adottare misure drastiche: per il 2011 le nuove imatricolazioni saranno limitate a 20 mila unità al mese, ovvero 240 mila l'anno. Un'inezia, se si pensa che nel 2009 in città se ne sono registrate circa 580 mila e nel 2010 ben 850 mila, cioè, rispettivamente, una media di 48.300 e di 70.800 di nuove targhe al mese. Inoltre, pare che i 240 mila “fortunati” saranno estratti a sorte. Non siamo ancora al sistema adottato da anni a Singapore dove, per evitare che la piccola città-stato asiatica si trasformi in un gigantesco parcheggio di auto immobili, ogni targa si vende all'asta per l'equivalente di decine di migliaia di euro, ma poco ci manca. Per loro sfortuna, però, in Cina le reti di vendita non hanno raggiunto la maturità di quelle occidentali in fatto di offerta di servizi. In altre parole, i concessionari cinesi traggono ancora i maggiori ricavi dal commercio delle sole auto, e assai poco dagli altri servizi correlati, come i finanziamenti, le assicurazioni e il comparto del post-vendita. Quindi, si può ben comprendere perché, alla notizia del provvedimento, molti tra quelli che operano a Pechino siano andati nel panico: il prevedibile calo che registreranno le vendite l'anno prossimo (si dice il 70% in meno) causerà una parallela diminuzione dei loro guadagni.

CORSA ALLA TARGA – Intanto, l'imminenza della misura che taglierà le immatricolazioni ha già provocato una forsennata corsa alla targatura negli ultimi giorni dell'anno in corso: dati definitivi ancora non ce ne sono, ma nelle sole ultime due settimane le proiezioni parlano di oltre 50 mila richieste di nuove targhe. A breve termine, la contromossa studiata dai venditori pechinesi per reagire al provvedimento dell'autorità sarà quella di targare le auto nelle città limitrofe, ma è già noto che altre amministrazioni cittadine che vivono gli stessi problemi della capitale stanno seguendo con attenzione i suoi sforzi per porre un freno alle vendite di vetture. In uno scenario come quello che si va profilando è quasi scontato prevedere che ci sarà un vero boom nella vendita di vetture usate, i cui valori aumenteranno parallelamente alla crescita della domanda. Ma se molte altre città dovessero seguire l'esempio di Pechino, in futuro il mercato cinese dell'auto nuova potrebbe raggiungere risultati meno brillanti di quelli attesi.

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