In bicicletta contromano, ma non fuorilegge

Per le vie del centro cittadino di Reggio Emilia è possibile, da giovedì scorso, circolare con la propria bicicletta in contromano. Così, i cugini al di là dell'Enza, grazie ad una delibera...

7 ottobre 2005 - 11:40

Per le vie del centro cittadino di Reggio Emilia è possibile, da giovedì scorso, circolare con la propria bicicletta in contromano. Così, i cugini al di là dell'Enza, grazie ad una delibera della giunta comunale, non cadranno più in contravvenzione se percorreranno una strada in senso vietato. Ma non è tutto: nessun veicolo potrà, nelle strade del centro storico, superare il limite dei 30 Km/h: sembra un gioco di pesi e contrappesi, con bici in senso contrario e macchine che vanno più lente per evitarle. Le polemiche, ovviamente, non si sono fatte attendere. Sostenitori e detrattori del provvedimento si contendono la ragione con pareri contrapposti.

Coloro che non vorrebbero cambiare lo status quo, sono convinti che le biciclette in contromano farebbero aumentare gli incidenti e metterebbero a rischio l' incolumità dei ciclisti stessi; chi, invece, accoglie positivamente la norma, cerca di spiegarne l'utilità in termini di maggiore sicurezza, poiché il ciclista, utente debole, percorrendo la carreggiata sul lato sinistro vedrebbe le auto che gli vengono incontro invece di aspettarle alle spalle.
Il principio che ogni genitore cerca di far comprendere al proprio figlio che si accinge a percorrere una strada di campagna o di montagna. A Parma l'eventuale applicazione di questa norma non troverebbe senz'altro terreno fertile, soprattutto perché in contrasto con la politica di “educazione del ciclista”, da altri chiamata “tolleranza zero”, dell'attuale amministrazione comunale indirizzata a sopprimere qualsiasi infrazione, anche veniale, da parte degli amanti delle due ruote. Non è più possibile parcheggiare la propria bicicletta sul marciapiedi perché, considerata d'intralcio, verrebbe immediatamente rimossa; stessa decisione nel caso si decida di legare il proprio mezzo ad un palo. Pertanto, nella nostra città non sembrano esserci né presupposti né intenzioni per l'applicazione di una norma che permetta alle biciclette di procedere ignorando i sensi unici. La Polizia Municipale, per bocca della vice-comandante Monguidi, conferma l'opposizione nei confronti di una norma che “metterebbe il ciclista e gli altri utenti della strada in una situazione di grave pericolo. S'immagini una bicicletta che percorre in senso contrario Via XXII Luglio, dove lo spazio è minimo: sarebbe molto pericoloso”. Come alternativa, Monguidi propone di “lavorare sempre di più sulla creazione di percorsi protetti e ciclabili che possano difendere l'utente debole dai rischi della strada”. Ai più, i reggiani sembrano un popolo di anarchici che possono, coperti dalla territoriale legalità, infrangere un codice della strada che parla chiaro in merito. Però, prima di infliggere affrettate condanne, è d'obbligo fare una considerazione: il ciclista che rispetta i sensi unici è una mosca bianca. Da qui, si può prendere in considerazione la proposta di Reggio Emilia come un'iniziativa atta a regolarizzare una situazione di fatto che, sebbene in contrasto con il codice della strada, è già presente e difficilmente controllabile; la nuova disposizione, inoltre, obbliga gli automobilisti ad una maggiore attenzione poiché, in caso di incidente, andrebbero incontro ad una responsabilità molto elevata. In ogni caso, rimane difficile giustificare che un senso di marcia sia unico per alcuni mezzi e doppio per altri.

Fonte: LungoParma.it

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Safety Days 2022

Safety Days 2022: zero vittime della strada in 12 Paesi UE

Targhe estere UE boccia il divieto

Targa personalizzata auto: si può avere in Italia?

Offerte auto con rottamazione

Offerte auto con rottamazione: ottobre 2022