In autostrada a 150 all'ora entro novembre

VERONA - A 150 chilometri all'ora in autostrada. A partire da novembre. Da Verona, dove ieri e oggi presiede il consiglio informale dei ministri dei Trasporti europeo, il responsabile dei...

24 ottobre 2003 - 22:43

VERONA – A 150 chilometri all'ora in autostrada. A partire da novembre. Da Verona, dove ieri e oggi presiede il consiglio informale dei ministri dei Trasporti europeo, il responsabile dei Trasporti, Pietro Lunardi ha annunciato l'innalzamento dei limiti di velocità su alcuni tratti autostradali. «Entro la fine di ottobre – ha detto – Autostrade spa presenterà al ministero il suo piano che sarà operativo a partire dal mese seguente». Ma le società autostradali sembrano colte di sorpresa: «Forse non è il ministro a essere prematuro, siamo noi in ritardo…», spiega Gianfranco Causin, direttore dell'Aiscat (associazione delle concessionarie).
In pratica le cinque società interessate, Autostrade spa, Venezia-Padova, Brescia-Padova, Milano Marittima e Ativa (tangenziale di Torino), devono ancora definire gli standard comuni di sicurezza sulla base dei quali individuare le autostrade a tre corsie idonee ai 150 orari: requisiti progettuali, segnaletica, intensità del traffico, condizioni atmosferiche, incidentalità negli ultimi cinque anni. «Quando avremo definito questi criteri li sottoporremo al governo e alla polizia per la ratifica – continua Causin -. A quel punto però resta sempre il problema dei controlli sulle strade». Che tipo di presidio offre la Polizia? Perché, come fa sapere la Venezia-Padova, maggiore velocità richiede anche maggiori verifiche per garantire la sicurezza. Tra i tracciati della Autostrade spa candidati all'innalzamento dei limiti ci sono la A1 tra Roma Nord e Caianello, la A4 tra Bergamo e Brescia, la A14 tra Ravenna e Rimini, la A26 tra Ovada e l'allacciamento alla A4. E ancora la A27 tra Venezia e Conegliano, la A30 tra Caserta e Castel San Giorgio.

PATENTE A PUNTI – Ai colleghi europei, riuniti a palazzo della Gran Guardia, Lunardi ha potuto snocciolare i risultati dell'applicazione della patente a punti e annunciare l'emanazione di un disegno di legge delega che riordinerà la complessa normativa della sicurezza stradale. Novità in arrivo anche per gli esami di guida, per i quali si sta mettendo a punto un sistema informatico per ottenere i risultati in tempo reale. Infine a novembre partirà una campagna di controlli «a sorpresa» sui Tir. Lunardi ha sottolineato gli «incoraggianti» risultati conseguiti con la patente a punti: da luglio a settembre, una diminuzione del 22% degli incidenti stradali, del 21% dei morti e del 25% dei feriti. Esiti definiti «positivi» dalla presidente della commissione Trasporti Ue, Loyola De Palacio.

LA DELEGA – Lunardi promette di proseguire il riordino normativo presentando, nei prossimi giorni, il disegno di legge delega per la riforma complessiva del Codice della Strada. Pochi articoli, come richiesto dal premier Silvio Berlusconi, sul comportamento dei conducenti e il sistema sanzionatorio. Tutto il resto sarà declassato a norma regolamentare. Ci vorrà un po' più di tempo invece per aggiornare l'esame di guida. Solo l'anno prossimo sarà possibile inaugurare la prova teorica al computer. Il collegamento informatico delle autoscuole alla Motorizzazione renderà possibile tenere segreti i test fino all'ultimo minuto e conseguire all'istante i risultati della prova.

CAMION SOTTO TIRO – Una campagna di controlli a tappeto dei mezzi pesanti, attraverso unità mobili che si apposteranno lungo la strada, partirà già dal mese prossimo. A regime saranno controllati circa 55mila mezzi. Un primo esperimento, realizzato in quattro Regioni, ha evidenziato un 51% di mezzi inidonei per le condizioni del conducente o del veicolo. I ministri europei, riuniti a Verona, hanno individuato alcuni punti alla base dell'azione comune, come l'Osservatorio europeo della sicurezza stradale e l'armonizzazione di regole e standard di sicurezza della rete stradale. «Una crociata per la vita», l'ha definita la De Palacio che però ha frenato: «Ogni Paese ha una sua normativa. Si potrà lavorare insieme solo sugli aspetti comuni».

Fonte: Corriere della Sera

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