Immatricolazione intracomunitaria da sveltire: la Commissione europea insiste

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, propone di semplificare l'immatricolazione intracomunitaria

6 aprile 2012 - 7:19

Il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, torna alla carica, con più forza di prima: propone di semplificare le procedure per l'immatricolazione dei veicoli in un altro Stato membro nell'Ue.

CIRCA 3,5 MILIONI DI VEICOLI – In ballo, infatti, ci sono numeri importanti: ogni anno i cittadini e le imprese dell'Unione europea devono trasferire sui 3,5 milioni di veicoli in un altro Stato membro e immatricolarli con le modalità previste dalla normativa nazionale. Regole differenti e requisiti a volte contraddittori rendono la procedura complicata: qualcosa di inammissibile nel 2012, con l'Europa unita. Per completare la procedura, infatti, sono necessarie in media cinque settimane, e il costo stimato è di 400 euro. Tutto questo è un ostacolo alla libera circolazione dei beni, dei servizi e dei lavoratori, e alla crescita e alla creazione di posti di lavoro in Europa. Quindi, la Commissione europea propone di ridurre il peso delle procedure amministrative, sotto la spinta del vicepresidente Tajani. Obiettivo, un risparmio complessivo di 1.500 milioni di euro l'anno per le Imprese, i cittadini e le autorità di immatricolazione.

PROPOSTA – La reimmatricolazione dei veicoli provenienti da un altro paese dell'Unione europea – secondo l'idea di Tajani – sarà limitata: i cittadini che lavorano in un Paese Ue diverso da quello di residenza e guidano un veicolo già immatricolato dal datore di lavoro non avranno la necessità di immatricolarlo nuovamente. La maggior parte delle formalità amministrative per la reimmatricolazione all'interno dell'Ue di automobili, furgoni, autobus e camion sarà semplificata in caso di trasferimento di residenza, e di acquisto di veicoli di seconda mano. Diventerà impossibile immatricolare in un altro paese dell'Ue i veicoli rubati. Risparmi anche per le società di autonoleggio, che potranno trasferire le flotte da un Paese Ue all'altro per aumentare la disponibilità durante le stagioni turistiche senza reimmatricolare i veicoli: in teoria, dovrebbero calare i prezzi dell'autonoleggio.

PROSSIMI PASSI – La proposta sarà ora discussa dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Dopo l'approvazione eventuale, gli Stati membri avranno un anno per prepararsi alle nuove procedure, come il software per lo scambio di dati.

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