Il verbale di accertamento per guida pericolosa non gode dell'efficacia probatoria

Il verbale di accertamento per guida pericolosa, dal momento che si basa su una valutazione scaturente da un giudizio dei verbalizzanti, non gode dell'efficacia probatoria privilegiata...

26 Agosto 2010 - 03:08

Il verbale di accertamento per guida pericolosa, dal momento che si basa su una valutazione scaturente da un giudizio dei verbalizzanti, non gode dell'efficacia probatoria privilegiata prevista dall'art. 2700 c.c. e, pertanto, il suo contenuto è soggetto al prudente apprezzamento del giudice in sede di opposizione, potendo, peraltro, essere contrastato anche con mezzi istruttori ordinari.

Così ha stabilito la Corte di Cassazione civile, Sezione II, nella sentenza 22 giugno 2010, n. 15108.

Il caso ha riguardato un conducente di un veicolo sanzionato in quanto, secondo la valutazione degli agenti verbalizzanti, non avrebbe regolato la velocità in prossimità di un'intersezione.

Il giudice di pace, a cui si era rivolto l'interessato, ritenendo che il giudizio valutativo degli agenti non può godere di fede privilegiata e l'elevata velocità del conducente non risultava altrimenti provata, aveva accolto la richiesta di annullamento della sanzione.

A questo punto il Comune coinvolto ha proposto ricorso per Cassazione.

La Suprema Corte, nel richiamare consolidata giurisprudenza (Cass. SS.UU. n. 17355/09) ha sottolineato che nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione, relativo al pagamento di una sanzione amministrativa, sono oggetto di contestazione e di prova solo le circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale, i quali, invece, ai sensi dell'art. 2700 c.c., assumono fede privilegiata.

Nella fattispecie in argomento, secondo i giudici di legittimità, ciò che è avvenuto alla presenza degli agenti verbalizzanti (pubblici ufficiali) e che poteva essere attestato con fede privilegiata era solo il transito del veicolo in movimento in quella strada, ma non invece il giudizio di pericolosità.

Quest'ultimo, invero, implica un'attività di elaborazione da parte dell'agente accertatore, il quale deve dapprima rilevare i fatti che stanno avvenendo (condizione del veicolo, della strada, del traffico) e quindi sottoporli a critica, per desumerne la valutazione di congruità ai criteri di buona condotta di guida o, appunto, di pericolosità e, pertanto, detta valutazione, secondo la Corte – che approva l'operato del giudice di merito – è priva di efficacia probatoria privilegiata.

Questa sentenza trova altri precedenti conformi, anche meno recenti, (ex pluribus, Cass. n. 3077/1992) nei quali si afferma il principio secondo cui la fede privilegiata che, conformemente al disposto dell'art. 2700 c.c., deve riconoscersi ai verbali redatti da pubblici ufficiali ai sensi e per gli effetti di cui alla Legge 24 novembre 1981, n. 689, riguarda la constatazione senza alcun margine di apprezzamento di un fatto avvenuto in presenza del pubblico ufficiale e, pertanto, non può estendersi a quelle circostanze che, pur contenute nel documento, si risolvano in suoi apprezzamenti personali, perché mediati attraverso una percezione sensoriale che non può ritenersi fornita, in capo al pubblico ufficiale, di una indiscutibilità maggiore di quella normalmente presente in ogni soggetto.

Riguardo alla specifica tematica della velocità elevata addebitata al conducente, giova ricordare che secondo un indirizzo giurisprudenziale (App. Roma Sez. III, 19 settembre 2006) ad essa deve essere attribuita valenza di circostanza obiettiva assistita da fede privilegiata fino a querela di falso, ai sensi dell'art. 2700 c.c., solo nell'ipotesi che trovi riscontro non già in una mera valutazione del verbalizzante ma in misurazioni e prelievi planimetrici (lunghezza delle tracce di frenata e di scarrocciamento, stato dei luoghi e danni riportati dai mezzi coinvolti) eseguiti dai verbalizzanti stessi subito dopo il sinistro.

fonte – altalex.com

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