Il sindacato di Polizia: “Agenti, non votate Maroni. Da ministro non ha fatto nulla per noi”

La Confederazione sindacale autonoma di Polizia alle proprie famiglie: non votate Maroni

22 febbraio 2013 - 20:05

Il Fatto quotidiano riporta il duro attacco del sindacato agenti della Polizia (Consap) a Maroni: “Da ministro dell'Interno non ha fatto nulla per la Polizia – spiega Gian Mario Morello, segretario del sindacato degli agenti per il Nord Italia, nel video in basso -, abbiamo già avuto modo di sottolinearlo, perché oggi dovremmo sostenerlo nella sua candidatura alle regionali in Lombardia?”.

UN ATTO D'ACCUSA – La Confederazione sindacale autonoma di Polizia si rivloge alle proprie famiglie, basandosi su un ragionamento molto semplice: siccome noi agenti abbiamo già “sperimentato” Maroni come ministro dell'Interno, e siccome il suo operato non è stato soddisfacente (almeno per il sindacato), allora è meglio che non salga più al potere. Nelle scorse ore i circa duemila iscritti al sindacato autonomo di Polizia in Lombardia hanno ricevuto un'email con la pesante presa di posizione contro l'ex capo del Viminale, già duramente contestato nel 2010 dalla stessa organizzazione sindacale. Insomma, uno scontro che si rinnova, alla vigilia delle elezioni politiche.

LE RAGIONI DEL CONTRASTO – I motivi dei dissidi fra Maroni e Consap sono numerosi, e fra l'altro riguardano l'organico insufficiente E la mancanza del numero unico 112 d'emergenza (che ci espone a sanzioni da parte dell'Unione europea). Nonché la scarsa sicurezza negli stadi, in particolare la carenza nel lavoro di intelligence prematch e il non perfetto funzionamento dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive. Dissidi che avevano toccato l'apice nel novembre 2010, quando la Consap definì fallimentare la gestione del dicastero da parte di un ministro troppo impegnato “a fare politica” e poco attento alle “esigenze dei poliziotti”. “Nessuno può dimenticare infatti – diceva il sindacato – i gravi e iniqui tagli che ha subìto il comparto sicurezza sotto la sua gestione. Con la sua gestione, i poliziotti sono stati insultati (fannulloni e panzoni) e umiliati con il blocco di tre anni dei contratti, le penalizzazioni in materia pensionistica e lo scippo dei fondi per il riordino. È chiaro a tutti, infatti, che i 160 milioni stanziati per i nostro comparto non sono assolutamente sufficienti per avere effetti perequativi pieni di tutti i tagli introdotti con la legge finanziaria 2010. Nessuno può dimenticare il suo impegno in Parlamento a tutela dei contravventori delle norme comunitarie in materia di quote latte e l'abulica difesa dei diritti degli onesti poliziotti di fronte ai tagli imposti da Tremonti. Il nostro giudizio sul ministro leghista è dunque chiaro e netto. D'altronde siamo l'unico sindacato che è andato a casa sua,a  Varese a manifestare il proprio disappunto per il suo operato”. Adesso, l'appello con un video. Difficile capire chi abbia ragione, pur tuttavia pare legittimo dare spazio alla protesta dei poliziotti contro Maroni, che comunque in materia di sicurezza stradale è sempre discretamente abbastanza attivo, come dimostra anche la sua direttiva anti-autovelox. Tuttavia, durante la sua carriera di Ministro numerosi sono stati i tagli applicati al comparto sicurezza italiano, quindi le ragioni della protesta appaiono concrete.

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