Il proprietario del veicolo, responsabile della circolazione dello stesso, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 19908 del 15/09/2009Circolazione stradale - Art. 126-bis e 180 del Codice della Strada - Decurtazione punti - Comunicazione conducente...

12 Gennaio 2010 - 11:01

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda – Sentenza n. 19908 del 15/09/2009

Circolazione stradale – Art. 126-bis e 180 del Codice della Strada – Decurtazione punti – Comunicazione conducente veicolo – il proprietario del veicolo, responsabile della circolazione dello stesso, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione. Ne rispone, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull'affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l'identità del conducente.

FATTO E DIRITTO

S. S. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe con cui il Giudice di Pace aveva rigettato l'opposizione dal medesimo proposta avverso il verbale con cui era stata accertata la violazione dell'art. 180 C.d.S., comma 8.

Ha resistito l'intimato.

Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c. il Procuratore Generale ha inviato richiesta scritta di accoglimento del ricorso per manifesta fondatezza relativamente al primo motivo.

Tale richiesta va disattesa, essendo il ricorso manifestamente infondato.

Al riguardo occorre considerare che in tema di giudizio di cassazione, l'inammissibilità della pronunzia in camera di consiglio è ravvisabile solo ove la Suprema Corte ritenga che non ricorrano le ipotesi di cui all'art. 375 c.p.c., comma 1, ovvero che emergano condizioni incompatibili con una trattazione abbreviata, nel qual caso la causa deve essere rinviata alla pubblica udienza.

Ove, per contro, la Corte ritenga che la decisione del ricorso presenti aspetti d'evidenza compatibili con l'immediata decisione, ben può pronunziarsi per la manifesta infondatezza dell'impugnazione, anche nel caso in cui le conclusioni del P.G. siano state all'opposto, per la manifesta fondatezza, e viceversa (Cass. 13748/20007).

Con il primo motivo il ricorrente, lamentando nullità della sentenza, censura la decisione gravata che aveva omesso qualsiasi pronuncia in ordine ai motivi sub b) e d) dell'opposizione, con cui aveva dedotto rispettivamente l'estinzione della sanzione per essere stato il verbale notificato oltre il termine di 150 giorni dalla consumazione dell'illecito e per eccesso di potere: la Polizia stradale – travisando la vicenda – aveva configurato come omissiva la condotta attiva e collaborativa tenuta dal ricorrente il quale aveva comunicato di non essere a conoscenza della persona che era alla guida dell'autovettura non essendo al momento del fatto a bordo della stessa.

Il motivo va disatteso.

La censura, che è stata formulata sotto il profilo della violazione dell'art. 112 c.p.c., è inammissibile, atteso che il vizio di omessa pronuncia si concreta nel difetto del momento decisorio, sicchè per integrare detto vizio occorre che sia stato completamente omesso il provvedimento indispensabile per la soluzione del caso concreto; il che si verifica quando il giudice non decide su alcuni capi della domanda, che siano autonomamente apprezzabili, o sulle eccezioni proposte ovvero quando egli pronuncia solo nei confronti di alcune parti.

Per contro, il mancato o insufficiente esame delle argomentazioni delle parti integra un vizio di natura diversa, relativo all'attività svolta dal giudice per supportare l'adozione del provvedimento, senza che possa ritenersi mancante il momento decisorio.

Pertanto, non integra il vizio di omessa pronuncia la mancata confutazione, da parte del giudice che rigetta l'opposizione ad ordinanza – ingiunzione, dell'argomentazione svolta in uno dei motivi di opposizione, considerato, appunto, che il vizio di omessa pronuncia è escluso dalla pronuncia sull'accertamento della pretesa punitiva fatta valere dall'amministrazione nei confronti del destinatario dell'ordinanza – ingiunzione, detto accertamento rappresentando l'oggetto del giudizio di opposizione ad ordinanza – ingiunzione (Cass. 3338/2006).

In ogni caso, per quanto concerne la deduzione circa l'erronea applicazione dell'art. 180 C.d.S., comma 8, va considerato che la doglianza era del tutto infondata, posto che in tema di violazioni alle norme del codice della strada, con riferimento alla sanzione pecuniaria inflitta per l'illecito amministrativo previsto dal combinato disposto degli art. 126 bis C.d.S., comma 2, penultimo periodo, e art. 180 C.d.S., comma 8, il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell'eventuale incapacità d'identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull'affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l'identità del conducente (Cass. 13748/2007).

Con il secondo motivo il ricorrente,deducendo insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia (art. 360 c.p.c., n. 5), censura la sentenza impugnata laddove aveva escluso che fosse necessaria la sottoscrizione autografa del verbale redatto con sistema meccanizzato, rilevando un contrasto di giurisprudenza di legittimità al riguardo.

Il motivo è infondato.

Può ritenersi ormai orientamento consolidato quello che negli ultimi anni è stato affermato costantemente dalla giurisprudenza di legittimità e che il Collegio condivide, secondo cui in tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, e per il caso di contestazione non immediata della infrazione, poichè il D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, art. 385 – regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada – prevede al comma 3 che, in tale caso, il verbale redatto dall'organo accertatore rimane agli atti dell'ufficio o comando, mentre ai soggetti ai quali devono essere notificati gli estremi viene inviato uno degli originali o copia autenticata a cura del responsabile dello stesso ufficio o comando, e che, allorquando il verbale sia stato redatto con sistema meccanizzato o di elaborazione dati, esso viene notificato con il modulo prestampato recante la intestazione dell'ufficio o comando predetti, va affermato che il modulo prestampato notificato al trasgressore, pur recando unicamente l'intestazione dell'ufficio o comando cui appartiene il verbalizzante, è parificato per legge in tutto e per tutto al secondo originale o alla copia autenticata del verbale ed è, al pari di questi, assistito da fede privilegiata (Cass. 20117/2006).

Va disatteso anche il terzo motivo con cui il ricorrente lamentando violazione di legge, deduce che la decisione gravata aveva violato la normativa dettata in tema di contestazione immediata che costituisce un obbligo dell'amministrazione, rappresentando la contestazione differita soltanto un'eccezione.

Come correttamente ritenuto dal Giudice di Pace, nella specie non era neppure configurabile la contestazione immediata dell'illecito che, ai sensi degli artt. 200 e 201 C.d.S., presuppone la presenza del contravventore nel luogo e nel momento in cui la contravvenzione viene accertata dai verbalizzanti: nella specie, l'illecito si è consumato ed è stato accertato dagli agenti quando era decorso inutilmente il termine per effettuare la comunicazione prevista dall'art. 180 C.d.S., comma 8, tenuto conto che – secondo quanto riferito dallo stesso ricorrente – il medesimo aveva inviato la comunicazione (che, per quel che si e detto, non aveva assolto l'obbligo al medesimo incombente) con lettera raccomandata inviata a mezzo posta.

Pertanto, il ricorso va rigettato.

Le spese della presente fase vanno poste a carico del ricorrente, risultato soccombente.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento in favore del resistente delle spese relative alla presente fase che liquida in Euro 400,00 per onorari di avvocato oltre spese prenotate a debito.

Fonte – semaforoverde

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