Il pedone, “specie” da preservare

Gli italiani green che decidono di spostarsi a piedi devono affrontare quotidianamente numerosi disagi

26 settembre 2012 - 9:00

Sarà per il rispetto dell'ambiente, sarà per ridurre i costi della benzina e dell'auto o semplicemente per fare movimento, fatto sta che in Italia il numero dei pedoni è in continuo aumento. Secondo gli ultimi dati (rapporto ACI – Censis Servizi 2011) gli italiani che scelgono di spostarsi con le proprie gambe sono arrivati al 42,4%, rispetto al 35,5% del 2010. Dietro a questo trend positivo, utile sia per la salute degli italiani che dell'ambiente, si nascondono però numerose insidie, che l'Osservatorio Linear dei Servizi ha cercato di individuare attraverso una ricerca commissionata a Nextplora. Se infatti il numero di incidenti stradali è in diminuzione, secondo l'ultimo rapporto Aci il numero di decessi di pedoni sulle nostre strade è aumentato del 3%. Il peggiore in Europa.

SCOOTER PERICOLO NUMERO UNO – Secondo il 60% degli italiani pericolo numero uno sono gli scooter, che transitano sui marciapiedi sfrecciando fra i pedoni passando rasente ai portoni delle case, dai quali potrebbero uscire persone. Per quanto riguarda invece le auto, per il 56% degli intervistati sono pericolose in quanto tendono a non fermarsi in vista delle strisce pedonali, per il 55% accelerano addirittura l'andatura mettendo a repentaglio la sicurezza dei pedoni e per il 38% non rispettano i limiti di velocità. Per chiudere il quadro negativo infine gli italiani puntano il dito sui comportamenti scorretti dei guidatori sia di auto che di moto: la sosta selvaggia è per il 51% dei pedoni ciò che proprio non sopportano delle auto, così come la sosta sui marciapiedi degli scooter, odiata dal 35% degli intervistati.

MAGGIOR PRESENZA DELLE FORZE DELL'ORDINE – Le richieste dei pedoni per una città più a loro misura? Il 32% vorrebbe più aree verdi, un 28% sarebbe felice se aumentassero le isole pedonali e le piste ciclabili, giudicate insufficienti, infine per un 21% servirebbero più forze dell'ordine a pattugliare le strade. Certo è che se si avesse più rispetto per le regole del traffico si potrebbero ridurre molti rischi e pericoli sulle nostre strade. Fortunatamente alcune cose stanno cambiando. Cominciare a cambiare abitudini e stili di vita fin da piccoli è ciò che molte città hanno iniziato a fare con l'iniziativa Pedibus, una sorta di autobus a piedi per accompagnare i bambini a scuola solo con l'aiuto delle proprie gambe.

PEDONI NON ESENTI DA COLPE – I pedoni tuttavia, dal canto loro hanno ancora molto da imparare. Se gli automobilisti sono indisciplinati, infatti, secondo gli intervistati anche i pedoni non rispettano proprio tutte le regole. Per esempio il 59% degli automobilisti accusa i pedoni di attraversare la strada quando il semaforo è rosso, un 53% giudica irresponsabile e pericoloso l'attraversamento della strada fuori dalle strisce pedonali così come il camminare sulla strada invece di utilizzare gli appositi marciapiedi. Infine un 30% punta il dito sulla lentezza dei pedoni ad attraversare la strada, tendenza sempre più dovuta a loro parere agli smartphone, utilizzati per controllare la posta, i social network, per ascoltare la musica o addirittura per giocare, mettendo però spesso da parte l'attenzione e la propria sicurezza.

1 commento

Bruno
18:11, 26 settembre 2012

E' vero, noto molto spesso che i pedoni attraversano la strada sulle strisce troppo lentamente e non è questione di età, anzi gli anziani, compatibilmente con le loro condizioni fisiche, cercano di accelerare il passo e prima controllano se conviene aspettare. Ho cercato più volte una spiegazione a tale comportamento illogico che è anche collegato all'attraversamento della strada proprio nel momento in cui vedono un veicolo ormai vicinissimo alle strisce pedonali. Credo sia una sorta di “vendetta” subdola nei confronti dei conducenti dei veicoli a motore: “Sono sulle strisce, ti devi fermare e cammino anche lentamente”. Ma più tempo si impiega ad attraversare, più aumenta la percentuale di rischio. Ma questi “pedoni lenti” saranno in buona parte anche automobilisti o motociclisti.

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