Il patentino per il ciclomotore non sarà gratuito come previsto

Non si trova traccia nella bozza di finanziaria del 7,5% dei proventi contravvenzionali che devono ai sensi decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9, finanziare i corsi gratuiti nelle scuole per...

7 ottobre 2003 - 11:16

Non si trova traccia nella bozza di finanziaria del 7,5% dei proventi contravvenzionali che devono ai sensi decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9, finanziare i corsi gratuiti nelle scuole per l'ottenimento del certificato di idoneità per la guida del ciclomotore, denuncia l'ANCMA (Associazione che riunisce i costruttori delle due ruote), cosa che sta rallentando enormemente le scuole nell'inserimento di tali lezioni all'interno dei programmi (l'83% degli Istituti non li ha ancora previsti, nonostante la scuola sia iniziata da quasi un mese) e che spingerà i giovani in autoscuola dove il corso non costerà meno di 200 euro.

Ma Sicurstrada ed ASAPS dopo le numerose segnalazioni pervenute da insegnanti e presidi che stanno predisponendo presso le scuole l'avvio dei corsi per l'ottenimento del certificato di idoneità per la guida dei ciclomotori dei minorenni, hanno deciso di portare alla conoscenza dell'opinione pubblica e delle istituzioni un problema di non poco conto: l'ottenimento di tale certificato presso la scuola non Ë completamente gratuito come fa intendere la norma approvata.

Lo Stato tramite una “tassa d'esame” si fa finanziare dalle famiglie.

Il comma 1-bis dell'art. 116, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall'art. 6 del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 prevede che i minorenni a partire dal 1 luglio 2004 per guidare un ciclomotore debbano essere in possesso di un apposito certificato di idoneità che può essere ottenuto dopo aver partecipato ad un corso di 12 ore presso un' autoscuola oppure presso le scuole, con un corso di 20 ore a titolo gratuito.

Proprio quando si pensava che finalmente la scuola avesse trovato con questa disposizione il suo ruolo centrale di educatrice, rivitalizzando l'educazione stradale come materia (in teoria obbligatoria dal 1994 per Decreto Ministeriale ma nei fatti scarsamente attuata), ecco l'amara sorpresa, fatta da insegnanti e presidi, per poter sostenere l'esame occorre “allegare attestazioni dei versamenti su conto corrente relative a: a) tariffa di cui al punto 1 della tabella 3 (esami per conducenti di veicoli a motore) della legge 1° dicembre 1986, n. 870: b) tariffa di cui ai punti 3 e 4 del decreto del Ministro delle finanze del 20 agosto 1992 (assolvimento dell'imposta di bollo relativa alla domanda ed al certificato rilasciato dal Dipartimento per i trasporti terrestri), nei fatti circa 30 euro”.

Ci vengono segnalati casi di ragazzi di famiglie meno abbienti che pur desiderosi di partecipare ai corsi dovranno rinunciare a dare l'esame perchè non dispongono di tale cifra, se pur modesta.

Se a questo aggiungiamo il fatto che per poter organizzare i corsi, non disponendo le scuole ad oggi di risorse specifiche, verrà richiesto un contributo, a titolo di rimborso spese, ai genitori, possiamo comprendere come giovani di alcune fasce di popolazione si vedano preclusa la possibilità ad accedere all'uso di questo primo mezzo a motore, limitandone la mobilità.

Sicurstrada ed ASAPS chiedono se tali oneri siano giustificati dai costi per lo Stato, o piuttosto si voglia recuperare anche qui introiti per la fiscalità.

Riteniamo che l'alto valore dell'educazione stradale, per creare dei futuri automobilisti rispettosi delle regole e ridurre il rischio d'incidente, non debba trovare delle limitazioni, ma debba essere consentita a tutti.

Caricare sulle famiglie (i potenziali fruitori dei corsi sono un milione e mezzo di ragazzi) altre spese per l'educazione, in un momento in cui si lamenta l'alto costo dell'istruzione (libri, materiali didattici,) ci sembra possa essere un freno alla diffusione della cultura della sicurezza stradale di cui l' Italia ha estremo bisogno.

Sicurstrada ed ASAPS sollecitano le Istituzioni competenti, in particolare il Ministero delle Infrastrutture, affinchè vengano azzerati i costi per accedere all'esame o quantomeno limitati ai soli “costi vivi” per lo Stato, abbandonando logiche di “cassa”, che in questo caso sarebbero solo controproducenti.

Fonte: ASAPS

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