Il mercato nero dei punti-patente. Si rischia fino a 3 anni di prigione

Mercato nero dei punti della patente. La denuncia, anticipata dal Ministro dei trasporti Alessandro Bianchi ("Se li vendono via internet - aveva dichiarato qualche giorno fa - oppure accollano...

24 gennaio 2007 - 16:48

Mercato nero dei punti della patente. La denuncia, anticipata dal Ministro dei trasporti Alessandro Bianchi (“Se li vendono via internet – aveva dichiarato qualche giorno fa – oppure accollano l'infrazione a qualcun altro”), trova ora basi più solide da una grande inchiesta di Quattroruote.

Sconcertanti i risultati: “sul web – spiegano a Rozzano – si trovano parecchi appelli siglati da automobilisti che hanno urgenza di 'ricaricare' la loro patente, dopo essere stati ripetutamente colti in flagrante dagli autovelox”.

Gli annunci vanno dal classico e un po' patetico “Ho assoluta necessità di utilizzare la vettura per lavoro e sulla mia patente rimangono solo due punti, ma ho appena preso una multa che ne vale quattro e sono disperato”, al più diretto “Cerco qualcuno che accetti di dichiarare che era alla guida al momento dell'infrazione: per il valore del disturbo discutiamone…”.

In tutti i casi si tratta di reati, anche gravi. E' possibile incappare in una denuncia per falso, secondo quanto previsto dall'articolo 483 del Codice penale, con una possibile condanna da tre mesi a due anni. Anche per questo, sempre secondo l'inchiesta di Quattroruote, le quotazioni di questo mercato nero sono piuttosto care: vanno dai cento euro per un solo punto ai 500 euro di chi ha commesso un'infrazione che comporta la sospensione della patente.

Ma non c'è solo il web: vista la gravità del reato, per non rischiare di essere scoperti la maggior parte delle transazioni avviene fra amici, attribuendo le infrazioni a persone anziane che ancora dispongono della patente, ma ormai non guidano praticamente più.

Non si tratta comunque di un fenomeno solo italiano: nei paesi in cui la patente a punti è in vigore da più tempo, sono state svolte diverse indagini. In Germania, per esempio, due anni fa fu scoperto un traffico di punti con una sessantina di cittadini rumeni che vendevano 'ricariche' ad altrettanti automobilisti tedeschi, a un valore medio che la magistratura aveva stimato in 300 euro.

Insomma, siamo difronte all'ennesima falla nel “sistema patente a punti che già nei giorni scorsi aveva ricevuto durissimi attacchi.

In una recente intervista a Repubblica, lo stesso Ministro dei trasporti ci aveva dichiarato che “Quello della patente a punti è stato uno strumento che ha avuto grande efficacia, ma che oggi sta mostrando tutti i suoi limiti. Gli automobilisti ormai sono smaliziati e hanno capito che è fin troppo facile recuperare quelli persi. E poi non c'è razionalità nella sottrazione di punti fra infrazioni gravissime e altre meno. Quindi modificheremo il meccanismo introducendo molti mesi di sequestro, sia dell'auto che della stessa patente per i reati più gravi”.

E, fatto ancor più eclatante, alla domada se a questo punto si dovranno saltare del tutto il meccanismo dei punti, il ministro rispose: “Per alcune infrazioni si: il calcolo non sarà più di quanti punti saranno sottratti, ma di quanti mesi il pirata della strada dovrà fare a meno di auto e patente. Proprio seguendo la stessa logica che tiene lontana i facinorosi dagli stadi: stiamo mettendo a punto un sistema che dia certezza della pena e che costituisca un forte deterrente a commettere alcune scorrettezze al volante”.

Insomma, pare proprio evidente che il “sistema punti” abbia i giorni scontati. Perfino chi lavora tutti i giorni “al fronte” della sicurezza stradale, avanza forti dubbi: Antonio Giannella, direttore servizio Polizia Stradale, ci ha dichiarato la scorsa settimana che “La patente a punti sembra non funzionare più. Non è proprio da buttare no, ma quasi. All'inizio funzionava benissimo, poi c'è stata una forma di assuefazione. Ma si possono fare molte riflessioni sulle modifiche da introdurre”. “Riflessioni” che ora diventano sempre più urgenti…

http://www.repubblica.it/2007/01/motori/gennaio-07/scandalo-punti-patente/scandalo-punti-patente.html

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