Il linguaggio degli automobilisti: quanti incidenti diplomatici!

Il linguaggio degli automobilisti: quanti incidenti diplomatici! Nel precedente articolo abbiamo discusso di quanto sia complesso e faticoso guidare

Nel precedente articolo abbiamo discusso di quanto sia complesso e faticoso guidare, coordinare le azioni soprattutto all'inizio della nostra esperienza di guida. Tale riflessione ha avuto origine...

2 Aprile 2010 - 06:04

Nel precedente articolo abbiamo discusso di quanto sia complesso e faticoso guidare. Coordinare le azioni, soprattutto all'inizio della nostra esperienza di guida, è davvero complesso. Tale riflessione ha avuto origine da un interessante articolo della rivista Mente e Cervello (Dic. 2009) che ho avuto il piacere di leggere qualche mese fa.

Adesso, sempre prendendo spunto dallo stesso articolo, vorrei approfondire con voi una questione interessante riguardante le interazioni tra i veicoli, e tra i loro conducenti, in mezzo al traffico. La guida non comporta soltanto facoltà per così dire “mentali”, come l'attenzione e la concentrazione, ma ha in sè molti aspetti legati alla comunicazione con gli altri guidatori.

Il traffico, infatti, mette alla prova le interazioni (e la calma!) tra le persone, visto che la comunicazione con gli altri è possibile solo in misura limitata. Vi immaginate di poter dialogare con gli altri per chiedere precedenza o per avvisarli delle vostre intenzioni? Sarebbe bellissimo, ma la macchina è inevitabilmente un ostacolo alla comunicazione verbale.

Pertanto siamo costretti ad utilizzare il rudimentale linguaggio dei segni. Di fatto, per quanto nei rapporti umani il contatto visivo si rivela essenziale, per strada molte informazioni sul guidatore si perdono. Degli altri automobilisti vediamo soltanto la nuca oppure il profilo. Tuttavia quando sorpassiamo una macchina spesso tendiamo a guardare chi guida. Chi era quella “lumaca” che ci precedeva o quell'incosciente che parlava al cellulare!? Almeno una volta sarà capitato a tutti…

Spesso mi chiedo da dove origini questa curiosità, se e cosa vogliamo comunicare all'altro mentre lo guardiamo… Parte della curiosità si lega proprio a quello che accennavo prima: l'importanza del contatto visivo nelle interazioni umane e nella comprensione dei comportamenti. Con lo sguardo ciascuno di noi può comunicare qualcosa: un'arrabbiatura o un insulto.

Il contatto visivo a volte può essere reso difficile da condizioni climatiche, come il buio, la pioggia, i vetri riflettenti o gli occhiali da sole. Ecco quindi che intervengono altri sistemi di comunicazione come il clacson o un segno più o meno chiaro con la mano! Tuttavia spesso questo tende a confondere le idee: cosa ci vorrà dire l'auto che abbiamo appena incrociato e ci lampeggia? C'è la polizia? E' successo un incidente? Abbiamo dimenticato di accedere le luci?

Questo aspetto non verbale della comunicazione spesso può trarci in inganno, perché non sempre riusciamo a decifrarne il messaggio.

Altro fenomeno studiato da noi psicologi è la road rage, ovvero la rabbia stradale che scatta in molti di noi mentre siamo alla guida soprattutto in condizioni di traffico congestionato. Questa spesso è manifestata attraverso gestacci o urla tra automobilisti. Tuttavia a questo dedicheremo un articolo a sé.

Ciò nondimeno, la comunicazione delle proprie emozioni può anche connotarsi come fatto privato, ovvero non è importante avere di fronte l'altro automobilista, possiamo anche insultarlo tra noi e noi, sfogando la nostra rabbia senza necessariamente farci sentire, nè vedere. Quante volte avremo urlato a noi stessi: ma che cavolo combina questo?! Sappiamo bene che nessuno può ascoltarci, ma secondo lo psicologo Paul Rosenblatt, l'auto diventa luogo dove rifugiarsi e dare libero sfogo alle proprie emozioni.

Aurora Randazzo, Psicologa

2 Commenti

Mario
02:43, 4 Aprile 2010

L'argomento inizia a farsi interessante…Tante volte ho pensato: “ma sai come sarebbe bello se ogni veicolo avesse obbligatorio il viva voce, e il numero di cellulare a vista?…”(purchè abbiamo qualcuno seduto di fianco che fa il numero…)

francesco
21:55, 7 Aprile 2010

leggendo mi sono rivisto da protagonista.

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