Il Governo “balla” sulle discoteche

Roma 20 aprile 2004 - Un voto, uno solo di differenza e in aula alla Camera il provvedimento di legge sulle discoteche viene speronato da parte della stessa maggioranza. I due emendamenti...

22 aprile 2004 - 20:37

Roma 20 aprile 2004 – Un voto, uno solo di differenza e in aula alla Camera il provvedimento di legge sulle discoteche viene speronato da parte della stessa maggioranza. I due emendamenti presentati dal leghista Massimo Polledri (sottoscritto anche da Piero Ruzzante dei Ds) e Andrea Di Teodoro di FI vengono invece approvati nonostante il parere contrario del Governo.

Il testo arrivato in Aula prevedeva, invece, la fine della musica entro le 4 nei mesi di giugno, luglio e agosto ed entro le 3 negli altri periodi dell'anno, senza alcun limite soltanto nelle notti di Capodanno, Ferragosto, giovedì, sabato e martedì grasso. Dura la reazione del Ministro per i rapporti con il parlamento Carlo Giovanardi che, dopo aver spiegato come “questo voto abbia cassato qualsiasi limitazione alle luci psichedeliche, ai rumori assordanti, allo sballo e alle trasgressioni senza limite alcuno”, ha proposto una pausa di riflessione per tutti.

Il Governo sente di avere comunque la coscienza pulita davanti al Paese, e denuncia come sia stato completamente snaturato il significato di “un provvedimento che voleva dettare delle norme generali – spiega Giovanardi – come il casco ai motociclisti come quelle contenute nel codice della strada, come quelle che riguardano gli stadi, che si proponevano l'obiettivo di mettere un minimo di regolamentazione in un settore che di regolamentazione oggi non ne ha.” “Credo che la causa della sconfitta parlamentare – rincara la dose Gianfranco Fini – sia nell'anarchia che in questo momento c'è nel gruppo leghista. L'unico elemento politico che colgo – ha aggiunto il leader di AN – è che il gruppo leghista è diviso in due, con un gruppo che va esattamente nella direzione opposta a quella auspicata da Umberto Bossi in Consiglio dei Ministri.”

Quest'ultima affermazione del Vicepremier trova giustificazione nel fatto che di 12 esponenti della Lega, 8 hanno votato a favore dell'emendamento e 4 contro. La risposta della Lega per voce di Polledri non si è fatta comunque attendere: “L'emendamento approvato non toglie senso al provvedimento – dice il leghista – ma semplicemente restituisce agli enti locali la possibilità di decidere gli orari delle discoteche. Il punto è un altro, non si può essere federalisti a giorni alterni.”

Il disegno di legge del governo tornerà comunque in commissione per decisione del comitato dei Nove e del Ministro Giovanardi.

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