Il dramma degli anziani al volante

Il dramma degli anziani al volante Per gli ultra70enni

Per gli ultra70enni, il rischio di avere un incidente stradale è più probabile del 16% rispetto agli adulti di età inferiore

28 Novembre 2012 - 06:11

La notizia non è che gli anziani al volante rischino maggiormente di fare incidenti stradali rispetto agli altri: questo è ovvio. Il fatto è che un'altra ricerca scientifica lo conferma e offre qualche numero: per gli ultra70enni, le probabilità di avere un sinistro sono maggiori del 16% rispetto agli adulti di età inferiore. Lo dice uno studio condotto dalle università Milano-Bicocca e Roma-Tor Vergata su pazienti in riabilitazione presso la Casa di Cura Ancelle di Cremona, presentato al Congresso della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg).

DATI – Dei 3 milioni over 70 con la patente, 1.500.000 sono più esposti a incidenti: un dato da non sottovalutare, visto che ogni anno mille anziani muoiono al volante della loro auto, cioè almeno tre al giorno, di cui il 40% ha più di 75 anni. Chiaramente, salendo l'età, cresce il numero di sinistri. Lo studio ha valutato le loro funzioni cognitive e stato funzionale: il 50% dei nonnini ha deficit nelle funzioni esecutive e riflessi inadeguati, il 25% qualche deficit di attenzione che pregiudica una guida sicura, 1 su 6 qualche carenza visiva, e 1 su 10 consuma troppo alcol.

DA PRECISARE – ''Va detto – spiega Giuseppe Paolisso, presidente Sigg – che solo il 62% degli anziani intervistati guida nel traffico, e che 1 su 5 percorre in media meno di 40 chilometri a settimana. Nella maggioranza dei casi i guidatori settantenni prendono l'auto di rado e per fare tragitti brevi. Tuttavia andrebbero rivisti i criteri con cui si rinnovano le patenti agli anziani''. Ma come ridurre l'incidentalità dei vecchietti alla guida? Secondo gli esperti, sarebbe opportuno valutare per il rinnovo della patente criteri più rigorosi di quelli attuali che prevedono solo un controllo di vista e udito: ''Per guidare sicuri è importante essere certi che vista e udito siano a posto – dice Paolisso -, ma soprattutto fare maggiore attenzione se si assumono farmaci che possono modificare in qualche modo percezioni e tempi di reazione. I dati più recenti indicano che forse tutto questo non basta, perché anche i piccoli deficit cognitivi possono aumentare il rischio di incidenti''. Il problema è che, per il rinnovo patente, non esiste alcun obbligo di valutazione dello stato cognitivo da parte di uno specialista, geriatra o neurologo, o che abbia fatto corsi specialistici presso istituzioni qualificate. ''Sarebbe opportuno – conclude Paolisso – fare specifici test che possano dare un'idea del grado di reattività dell'anziano in presenza di stimoli cognitivi eseguiti da specialisti esperti in questo settore''. Il guaio è che, già in passato (nel 2010), s'è cercato di dare una stretta ai controlli agli anziani, ma si misero in difficoltà migliaia di over 70, costretti dalla burocrazia elefantiaca a code interminabili, che han indotto il legislatore a tornare sui propri passi e a eliminare la regola.

REGOLE – Va anche detto, a proposito di sicurezza degli anziani, che inizialmente il divieto di bere alcolici avrebbe dovuto valere anche per loro: si legga qui. La norma, che esiste solo per i neopatentati. Mente in Italia circa il 74% dei morti ha più di 30 anni, la scienza dice che l'alcol zero deve essere esteso agli over 65 e i giovani sono sempre meno presenti nella vita politica del nostro Paese, il Parlamento ha approvato una legge discriminatoria per i giovani sotto lo sguardo inerme e distratto di chi, invece, dovrebbe tutelarli. Inoltre, proprio di recente, abbiamo messo in luce che la mortalità over 30 è elevatissima: i dati emergono da un'indagine del portale SicurAUTO.it che ha analizzato i recenti dati Aci-Istat sugli incidenti stradali. Se si fossero attivate campagne mirate anche sugli over 30, avremmo già raggiunto l'obiettivo dell'Unione europea: dimezzare le vittime dal 2000 al 2010.

1 Commento

Daniele
11:09, 28 Novembre 2012

Non solo Paolo: altro problema è che sono convinti che le condizioni di traffico siano le stesse di 30-40 anni fa, dando per scontato che “tanto non accade mai niente…”

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