Il Comune di Savona vuole incassare multe per due milioni di euro

Con i verbali, il Comune di Savona preventiva entrare per ben due milioni di euro

20 marzo 2013 - 7:00

Come riporta Il Secolo XIX, il settore della Polizia municipale e gli uffici dell'assessorato al Bilancio del Comune di Savona hanno un target preciso: multe per due milioni di euro nel 2013. Un calcolo effettuato in base alla statistica delle sanzioni contestate negli anni scorsi agli automobilisti, tenuto conto di ogni tipo di infrazione: eccesso di velocità, divieto di sosta, ma anche cinture di sicurezza slacciate e guida col telefonino in mano. Una somma record, quella di due milioni, che impone però qualche riflessione.

UNA RISORSA ECONOMICA – Anzitutto, va detto che una tale previsione di incasso induce a qualche legittimo dubbio: davvero questa amministrazione, così come le altre in Italia, appioppando multe solo per la sicurezza stradale, e non per fare cassa? Attenzione, i due milioni di euro sono una risorsa economica nel bilancio del Comune: senza quel denaro, nelle casse pubbliche si avrebbe una voragine. Nei primi due mesi del 2013, siamo a quota 150.000 euro: proiettando i due mesi nell'anno si arriverebbe a 900.000 euro. Come trovare i quattrini rimanenti? La soluzione sta in un incremento dei verbali d'estate, grazie ai turisti. E in questo caso, una seconda perplessità è immediata: sarà forse che chi arriva da fuori non conosce limiti di velocità, disposizioni per il parcheggio in determinate zone? È vero che i cartelli stradali avvertono gli automobilisti, ma un conto è se a leggerli e a conoscerne l'esistenza sono i guidatori savonesi, un altro è se a doverli rispettare sono i conducenti in vacanza. I quali, per carità, devono rispettare il Codice della strada come gli altri, ma magari sono un po' meno attenti e scrupolosi per forza di cose. Insomma, si ripropone il vecchio dilemma: multe, affari d'oro per i Comuni?

INVESTIMENTI IN SICUREZZA – Il guaio è che mancano i controlli sull'impiego del denaro incassato con le multe. Si veda qui cosa scriveva SicurAUTO.it qualche tempo fa: la Fondazione Luigi Guccione e l'Istituto internazionale per il consumo e l'ambiente hanno presentato, alla Camera, i risultati di un'indagine sull'utilizzo dei proventi delle contravvenzioni al Codice della strada da parte di 15 grandi città italiane nel quinquennio 2006-2010. L'elaborazione dei dati indica che nel periodo considerato i Comuni esaminati hanno introitato dalle sanzioni le somma di 3,4 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo lo Stato italiano ha speso, per il Piano nazionale per la sicurezza stradale, solo 30 milioni di euro in media l'anno. L'articolo 208 del Codice della strada prevede che almeno il 50% dei proventi vadano reinvestiti in attività a favore della sicurezza e della prevenzione degli incidenti. Prescrizione spesso disattesa, perché i le verifiche sono scarse o nulli. Comunque, come prevede la legge, Palazzo Sisto ha deciso di investire metà delle multe incassate nella manutenzione delle strade (200.000 euro), nella rimozione dei veicoli (126.000 euro), nella manutenzione degli impianti della pubblica illuminazione (100.000), nel consumo di energia elettrica per l'illuminazione della galleria di accesso al porto (70.000) e nella gestione dell'ufficio accertamento verbali (270.000).

1 commento

Enrico
22:50, 27 maggio 2013

E' proprio così!
Solitamente dopo le 19:00 i vigili sono sempre stati tolleranti soprattutto perchè parcheggi liberi non se ne trovano, ma dopo la multa per divieto di sosta di settimana scorsa (senza che l'auto non desse fastidio alcuno) per soli 20 minuti in orario di cena, Savona non mi vedrai più!!!!! Meglio Albisola, Varazze e Celle.

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