Il CNR: “Smog più forte dell'auto elettrica”

Per il CNR, le autorità locali dovrebbero cambiare strategia, puntando su spostamenti in bici

19 ottobre 2012 - 6:00

L'auto elettrica è la soluzione contro lo smog? No, almeno secondo il CNR (Consiglio nazionale delle ricerche), le proposte di alimentazione non tradizionale dei motori avrebbero un effetto limitato o addirittura controproducente.

INSOSTENIBILE – Il fatto è che l'auto elettrica, per il CNR, sposta solo il problema su altre fonti esauribili, concentrando l'inquinamento nei luoghi di produzione dell'energia elettrica, oppure creando problemi di sostenibilità idrica e agricolturale nel caso dei biocarburanti derivati da apposite piantagioni. Lo sostiene, per la precisione, Giuseppe Gesano dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR, intervenuto oggi alla 30.a Giornata dell'ambiente organizzata dall'Accademia dei Lincei sul tema della mobilità. ''Le autorita' locali, attraverso incentivi e divieti, dovrebbero promuovere – esorta Gesano – le alternative al trasporto su strada, soprattutto nella sua forma individuale dell'automobile in percorsi brevi e routinari. Con la bicicletta o lo spostarsi a piedi, o l'uso di mezzi pubblici o almeno collettivi''.

CONDIVISIONE – Ma è possibile rinunciare all'auto personale? Ecco Alberto Colorni, docente del Politecnico di Milano: “Il problema non è più risolvibile con nuove infrastrutture, strade e parcheggi, perché ciò non fa che aumentare lo spazio dedicato alle auto''. Quindi ''è necessario cambiare la logica, usando al meglio quello che c'e' e tenendo conto dei nuovi comportamenti, come l'idea di condivisione contrapposta all'idea di proprietà”. Insomma, la soluzione potrebbe essere il car sharing, che però va potenziato, anche a livello di parcheggi, per rendere più semplice il prelievo e la riconsegna del mezzo.

MA QUALI BONUS… – Nel frattempo, arriva la stroncatura da parte dell'Unrae (Costruttori esteri) nei confonti del provvedimento che introduce gli incentivi a favore delle auto elettriche, e avente come obiettivo (teorico) il calo dello smog: “Non saranno applicabili perché si chiede alle aziende, per poterne usufruire, di rottamare le vetture del proprio parco auto, solo se vecchie di almeno 10 anni, che, in tutta Italia, sono soltanto 1.600. A questo punto sarebbe stato meglio dirottare le risorse su qualcosa di più utile, dalla riduzione della pressione fiscale agli aiuti all'Emilia''.  Alle Case straniere fa eco Gianmarco Giorda, direttore dell'Associazione nazionale filiera industria automobilistica (Anfia): “Così come sono gli incentivi non servono a nulla. Invece di investire i fondi nelle infrastrutture, a fronte di un parco di auto elettriche ancora così esiguo, avrebbe avuto più senso incentivare la ricerca e lo sviluppo sulla componentistica di queste auto”.

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